Venerdì 18 Maggio 2012
   
Text Size

LA SCUOLA CHE VORREI PUO' TRASFORMARCI IN MEGLIO

scuola_che_vorrei


Cito Calamandrei: "SOLO LA SCUOLA PUO’ COMPIERE IL MIRACOLO DI TRASFORMARE I CITTADINI".

Molti insegnanti oggi rispondono “CI ABBIAMO PROVATO A FARE UNA SCUOLA MIGLIORE PRIMA CHE ARRIVASSE QUESTO DISASTRO. SIAMO TORNATI INDIETRO DI 40 ANNI”.

Se potessimo interpellare Don MiIani ci direbbe che oggi ci sono gli stessi problemi  e gli stessi divari di quando lui inizio ad occuparsi dell’infanzia  e della sua formazione.

Cosa non va oggi nella scuola pubblica ?

E' peggiorata nelle considerazione comune e dei governi  che si sono succeduti negli ultimi anni.

La sfida   è grande, bisogna  istruire nel modo migliore i giovani ed i ragazzini ed educarli, sono

distratti da un mondo effimero che ogni giorno li dissesta; il termine educare vuol dire condurre

insieme, fare un patto sociale per dare ai ragazzi con il contributo di educatori  e  famiglia un

futuro certo.

Il compito della educazione dei fanciulli è un dovere e non può essere considerato un fatto

privatistico. A tutti i nostri giovani,  deve essere concesso l’accesso all’istruzione che sia di base o

molto più completa,  seguendone le peculiarità,  e nel contempo favorire la realizzazione

conseguente alla formazione scolastica.

L’OCSE dichiara che l’Italia investe poco nell’istruzione solo il 4,5% mentre l’Europa ne investe il

5,7 %.

Il Censis  ci fa notare che è la famiglia ormai a finanziare la scuola versando un contributo

sistematico per l’istruzione dei propri figli all’interno della scuola PUBBLICA. Circa 87% dei genitori

versa soldi richiesti dai docenti,   per cui non è più garantita la gratuità dell’istruzione ed in molti

comuni  i ragazzi rinunziano allo studio pur avendo le capacità intellettive …In alcune scuole del

palermitano e non solo mancano le sedie , in una scuola  addirittura 60 sedie vengono portate di

volta in volta dal seggio elettorale a scuola. Per non parlare del riscaldamento che i Comuni non

possono garantire durante il periodo invernale;  i dati OCSE citano ancora  che la scuola pubblica

a parità di istruzione offre una migliore formazione agli studenti. E’ vero, si enfatizza che saranno

garantite le lavagne interattive, ma a volte non esiste un posto o un’aula in cui collocarle.  Cita

spesso e volentieri la Lega: “BASTA INSEGNANTI DEL SUD”.

Ma la scuola è  un ente statale non

regionale. Intanto gli insegnanti del sud si spostano al nord e la statistica indica  i ragazzi del

nord come  i più preparati nella penisola. Ma allora i nostri insegnanti, i meridionali tanto vituperati

e disprezzati, emigranti a nord per un posto di lavoro, sono il top dell’eccellenza.

Le scuole del Sud al contrario non hanno soldi, gli asili sono pochi;  la responsabilità è nella

gestione che le regioni meridionali fanno dei soldi pubblici sperperati per altro che non sia lo

studio.

Commenti 

 
#1 Stanco 2011-01-22 20:13
Sono stanco di leggere...
Molti insegnanti oggi rispondono “CI ABBIAMO PROVATO A FARE UNA SCUOLA MIGLIORE PRIMA CHE ARRIVASSE QUESTO DISASTRO. SIAMO TORNATI INDIETRO DI 40 ANNI”.... Questi insegnanti hanno fatto scivolare gli studenti italiani agli ultimi posti a livello mondiale in questi anni.
Circa 87% dei genitori versa soldi richiesti dai docenti.... Ma i docenti ora si fanno pure pagare dai genitori??? Non capisco!
...e visto che è così informata sulle condizioni delle scuole palermitane (!) può illuminarmi sulla situazine scolastica noiana e della provincia di Bari?
ah! dimenticavo,mi perdoni; TUTTE LE SCUOLE SONO PUBBLICHE, la differenza è tra privata e statale!
Ammiro la sua voglia di istruirci e la grande passione che mette nei suoi scritti,ma per uno come me stanco, ma tanto stanco,leggere di OCSE,Censis,Lega Nord così come lei interpreta e racconta mi stanca di più...Perché sono stanco, ma tanto stanco,ma tanto, tanto, tanto stanco...ma non fesso.
Segnala all'amministratore
 

ULTIMI COMMENTI