LA MAPPA DEL DUCA DI NOJA
Il nostro paese dovrebbe meglio rendere omaggio all’antica casata nobiliare dei Carafa della Stadera, duchi che detennero il dominio sul nostro territorio dal loro arrivo, sul finire del ‘500, sino all’abolizione della feudalità avvenuta agli inizi dell’ 800.
A loro si deve molto: un nuovo assetto urbanistico della città, l’abbellimento di diverse chiese e l’edificazione di nuove, una spinta al movimento economico-agricolo locale e in particolare un grande fermento politico che si fece sentire in tutto il sud-est barese.
Tra i tanti Carafa che videro la luce nel nostro Palazzo Ducale ( qui è d’obbligo ricordare che i nostri duchi a differenza di altri, che vollero amministrare i loro feudi principalmente da Napoli, amministravano il feudo nojano abitandovi direttamente così come fecero gli Acquaviva D’Aragona per Conversano) ricorderemo Giovanni Carafa III, settimo duca di Noja.
Giovanni Carafa nacque, come riportato nel registro dei battezzati presso l'archivio parrocchiale S. Maria della Pace, a Noja il 4 giugno 1715 da Pompeo, sesto duca di Noja, e da sua cugina D. Lucrezia Carafa figlia della coppia Don Ridolfo Carafa e Dorotea Acquaviva, sorella del conte di Conversano ed ex monaca professa del Monastero di San Benedetto.
Tra i tanti meriti ed elogi che gli vengono attribuiti nel campo scientifico e culturale, va sicuramente sottolineato il suo grande interesse nei confronti della geografia e in particolar modo della cartografia. Questa nuova disciplina nacque proprio nel ‘700 e l’iniziatore a Napoli fu proprio il nostro duca!
Sua fu l’idea di realizzare la "Mappa topografica della citta' di Napoli e de' suoi contorni". Questa carta fu commissionata dalla Giunta Municipale di Napoli (Tribunale di San Lorenzo) il 29 aprile del 1750. L'accordo prevedeva che l'opera fosse consegnata entro due anni in cambio di 52 ducati al mese, ma i termini non furono rispettati e Giovanni Carafa dovette addirittura indebitarsi per il
proseguimento dei lavori che non vide mai completati a causa della sua immatura morte occorsa il 9 luglio 1768. La carta topografica di Napoli venne terminata nel 1775 dall'architetto Gaetano Bronzuoli e corretta quanto a nuove edificazioni aggiuntesi negli anni dal Prof Nicola Carletti docente di architettura e matematica all'Università di Napoli.
La carta misura 5,016 metri di larghezza x 2.376 metri di altezza e consta di 35 fogli ottenuti grazie alla stampa con incisioni su altrettante tavolette di rame, la sua scala grafica è 1:3808. Il lavoro presenta il titolo in alto, collocato sulla cornice all’immagine; in alto a sinistra tra putti alati è la dedica a Carlo di Borbone, a destra una rappresentazione degli stemmi, divisi per seggio, di 134 famiglie napoletane, oltre a quello reale e a due esemplari bianchi.
Al centro è inserito il quadro delle scale di rappresentazione; più in basso è la «Veduta scenografica a ponente della città di Napoli in campagna felice», con una breve descrizione e una legenda con 44 voci. Al di sotto sono inserite la «Spiegazione storiografa dell’antico e del moderno della città di Napoli» con in basso una ricchissima legenda con 580 voci e una breve storia della realizzazione della pianta.
Grazie alle sua eclettica formazione che sconfinava dalla matematica alla fisica e alla archeologia e grazie al suo grand tour nell'Europa illuminista (1758-1759) Giovanni Carafa non solo progettò la carta topografica di Napoli ma ne fece abbellire i contorni con vedute scenografiche della città (si è notata l'analogia con le vedute del pittore Joli) e con rappresentazioni mitologiche di gusto preromantico.
Forse molti non sanno che nella sala convegni della biblioteca è esposta, o meglio appoggiata sulla parete di fondo della sala, una copia raffigurante proprio la celebre "MAPPA TOPOGRAFICA DELLA CITTA' DI NAPOLI E DE' SUOI CONTORNI".
Viene subito spontaneo chiedersi il perché di una tale disposizione… Non sarebbe molto più consono esporre la copia in un luogo più frequentato risistemarla in biblioteca o farla mostrare nel Palazzo della Cultura ?
Bibliografia
MICHELE SFORZA "Giovanni Carafa Duca di Noja -umanista scienziato del secolo dei lumi" -Edizione Centro Studi Nicolaiani -2005.
VITO DIDONNA, L’ultimo duello, NojaEdizioni2P.
VITO DIDONNA, Il destino dei duellanti" Noja Edizioni 2P
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