I barconi sono tornati, uomini, donne, bambini fuggono dalle sofferenze in cerca di una vita nuova; già gli albanesi nel 1990 salirono su navi da rottamare e sbarcarono in Puglia in un esodo devastante per loro ed ingestibile per noi che dovemmo accoglierli, ripulirli e riavviarli ad una parvenza di normalità difficile da capire, per le diverse esperienze di vita sociale a tutti i livelli, dalla medicina, molti non conoscevano antibiotici e supposte, le ultime pensavano si mangiassero,ai normali doveri di cittadino…avere una patente per guidareed una assicurazione per guidare o pagare il condominio ed i consumi della casa abitata.
Uno scempio allora….che io ho vissuto in diretta avendo da seguire 150 famiglie, che poi a volte di famiglia avevano solo la parvenza, essendosi costruite durante la fuga tra gente disperata. Oggi i barconi trasportano esseri umani con destini molto più drammatici di quelli del popolo albanese, scappano dal dolore, dalla violenza politica, dalla mancanza assoluta di elementari diritti umani. Un mondo in rivolta quello africano e c’era da aspettarselo.
Cita il proverbio: se vedi la casa del vicino bruciare prepara l’acqua per spegnere il fuoco a casa tua….e noi di acqua ce ne vorrà molta per difenderci ed uscire dall’esodo, che si preannuncia massiccio. Maroni chiede aiuto a destra e sinistra, ma da tempo andava fatto un discorso più mirato invece di armare Gheddafi che ha usato le sue armi contro le barche italiane ed ha massacrato gli esuli che gli abbiamo restituito
…ma lui è un tiranno…c’è dialogo con un tiranno?
I leghisti rivendicano le loro tradizioni, vogliono sentirsi padroni della padania…ma esiste ed è possibile rivendicare “ dopo aver costruito faticosamente l’unità” una realtà di questo tipo in un mondo che, si sta sfaldando in modo violento ed irreversibile…..
L’ Italia è una ed indivisibile, almeno questo dobbiamo eclararlo con orgoglio, perché anche chi arriva da noi in cerca di una patria, non trovi una nazione allo sbando e che al suo interno non è unita ….ma impari a ripettarne l’unità in nome di una integrazione che da ospiti va accettata e non stravolta. Come vedranno le nuove etnie la nostra fragilità sociale, che mostra il fianco ad un non riconoscimento ed a una possibile trasformazione in peggio?
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