COMUNICATO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DOTT. MARIO VOLPE
Questo anno in cui si celebra l’Unità d’Italia è un momento importante per riflettere, a 150 anni di distanza, sugli aspetti che hanno portato alla formazione politica della nostra nazione.
L’Italia non era “solo un’espressione geografica”, come diceva Metternich, né fu solo un’invenzione di giovani intellettuali dell’Ottocento. L’Italia affonda le sue radici nella cultura, nell’arte, nella lingua unitaria che sono espressione dell’altezza morale e dei vincoli fraterni che hanno poi trovato espressione politica.
Liberi dalla vuota retorica che negli anni della dittatura ha svilito il concetto di patria, affidandolo al disastroso concetto di nazionalismo, possiamo ora valutare con giudizio storico gli avvenimenti del Risorgimento.
In tal modo, al di là delle luci e delle ombre che hanno caratterizzato il processo di unificazione dell’Italia, potremo ritrovare quei valori che hanno connotato un’autentica epopea fondativi in cui l’idea di unità si collegava a quelle di uguaglianza, libertà, federalismo, solidarietà.
La memoria ha il compito di esaminare il passato, per evitare che questo diventi labile e perda significato. Un momento di riflessione, di confronto, di studio, è essenziale per avere consapevolezza della nostra identità di italiani.
Questo vale soprattutto per le nuove generazioni che, pur valutando gli aspetti talvolta negativi del rapporto tra Nord e Sud dello stato unitario, non potranno non tener conto delle speranze, delle lotte, degli ideali di tanti giovani eroi risorgimentali, provenienti da ogni Regione di questa Italia, che si sono sacrificati per la nostra nazione. E, in questo, decisivo è il ruolo della scuola e dei tanti docenti che, con la loro professionalità e la loro passione, tra tante difficoltà si adoperano per tener viva la memoria storica.
Quella che appariva come un’utopia ottocentesca già nella breve Repubblica Romana, nel 1849, aveva determinato un tentativo di costruzione democratica fondata sull’elaborazione di una costituzione che anticipava la difesa della libertà e dei diritti dei cittadini.
Ma, esaminando i vari episodi del nostro Risorgimento, è doveroso ricordare anche il contributo di tante donne, famose o umili, che dalla Puglia, dalla Lombardia e da tante regioni italiane meridionali, centrali e settentrionali, si impegnarono autonomamente o affiancarono i loro uomini nelle lotte per l’Unità d’Italia, affrontando enormi sacrifici e il carcere, o offrendo la loro stessa vita in nome di quegli ideali.
Alcuni oggi, delusi dalla storia concreta del nostro Paese, parlano di Rivoluzione “tradita”.
Io penso che la nostra Italia potrà sempre ritrovare l’unità del suo popolo se saprà ritrovare la fierezza morale, se riuscirà a rendere senso comune quei valori che, dal Risorgimento alla Resistenza, hanno dato vita alla nostra Costituzione.
Fa seguito l'invito del commissario dott. Mario Volpe ad esporre la bandiera italiana nella giornata di domani.

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Commenti
C'E' BISOGNO DI CAMBIAMENTO, LARGO AI GIOVANI!!!!!
"Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni".
Con questa frase il mio augurio sia un giorno di festa che unisca tutti non solo nel ricordo di coloro che lottarono per l'unità ma soprattutto nei buoni propositi per il futuro.