
Come sapete il 17 marzo del 1860 a Torino fu proclamata l’Unità della nostra nazione, cosa che alla lega non va giù di riconoscere ed il presidente della regione Piemonte invita, in questi giorni i Torinesi a non esporre il tricolore alle finestre,cosa che sicuramente non verrà accettata dai piemontesi cosi’ orgogliosi delle loro tradizioni.
Sono stata a Torino in primavera ed attraversando le vie del centro ho potuto ripercorrere tutta la storia del nostro risorgimento, attraverso i tanti manifesti con i volti di tutti coloro che, venendo da tutte le regioni diedero il loro fondamentale contributo patriottico alla realizzazione del grande sogno di Cavour e di Garibaldi.
E’ stata una grande emozione ripercorrere con la mente tutta la storia che avevo studiato a scuola e di cui mi potevo riappropriare. Ma Torino è tutta storia patria, ovunque tu vada…l’Unità si respira....A giorni saranno riaperte le Officine Grandi Riparazioni pezzo storico industriale di ventimila metri quadrati, infatti era il luogo in cui venivano costruito e riparati i vagoni e le locomotive che collegavano le varie regioni ed i comuni dopo il 1860….
E’ stata riaperta al pubblico la Reggia di Venaria Reale capolavoro di architettura barocca, nella Galleria Grande della reggia si potranno gustare i piatti tipici di tutte le regioni italiane fatti da grandi chef. Sarà accessibile ai turisti, il Museo Nazionale del Risorgimento archivio storico e custode di tutti i cimeli della nostra Unità. Potremo visitare il Museo dell’automobile, di cui Torino è stata la grande artefice attraverso la famiglia Agnelli, ed a Palazzo Madama sarà ripristinata la grande Sala del Senato …
Ma Torino è ricca di cultura…e ne custodisce ogni simbolo…ogni luogo di cui ha grande cura. Quest’anno dalla Reggia di Venaria partirà il giro d’Italia…Amo molto questa città, le sue strade, il centro, l’amore che si sente nei cittadini verso tradizioni e storia patria. Vi ho vissuto, ho visitato i tanti musei, tutti, e sono stata orgogliosa di sentirmi italiana in quei corridoi in cui si respiravano le nostre radici In questi giorni ho guardato indietro ai miei diciotto anni ed ho ricordato la prima mitica, straordinaria cinquecento gioiello della Fiat...
con la cinquecento noi giovani andavamo dappertutto, stipati come sardine nella scatoletta…ed eravamo felici, era la complice delle nostre avventure più belle…poi venne la 12, e la pandina….…con la pandina ci si metteva in coda per tornare a sud …l’autostrada era incasinatissima all’uscita dello svincolo di Torino per Bologna, ci si metteva in coda o si partiva con largo anticipo ed erano tutte macchine fiat, cariche di bagagli e di meridionali che passavano le vacanze in famiglia.
Viaggi lunghissimi, ma la Fiat reggeva le distanze. Che tempi per chi li ha vissuti e oggi li ricorda……..Ecco i 150 anni servono anche a questo, a farci tornare indietro ai nostri anni 60 al posto fisso al nord nella più grande azienda metalmeccanica italiana….ed ai sogni di un futuro di benessere. Questo ci rendeva ITALIANI in tutti i sensi. Ho vissuto gli splendori di questa azienda…ed oggi ne vedo il declino per scelte sbagliate…Gli italiani uniti hanno grandi capacità, intellettive e gestionali e la lega la smettesse di blaterare perché la padania l’han fatta anche tutti i meridionali che ora li’ nel nord … hanno stabilito definitivamente le loro radici. A distanza di 150 anni, vorrei fare la selezioni di quanti sono oggi padani doc e quanti acquisiti…Ero in vacanza a Chiampo in provincia di Vicenza ed ho conosciuto degli anziani; uno di loro mi raccontava di essere uno dei pochi rimasti, nato da famiglia veneta pura e che i nuovi giovani erano tutti veneti ma con origini meridionali….
Allora tuteliamo l’unità, che è un bene di tutti ed i fanatici lasciamoli in un angolo.
L'unità nazionale è stata l'idea di uomini valorosi che hanno sacrificato la propria vita per un sogno, l'Italia libera.
E' stata l'idea di grandi uomini come Mazzini, Garibaldi e Cavour. I mille sono partiti da Quarto in Liguria per raggiungere Marsala in Sicilia.
E' stata una spedizione degli uomini del nord che hanno combattuto contro le forze borboniche e la popolazione meridionale che non era ancora pronta all'unificazione. Il Sud è stato terra di conquista, una colonia piemontese, come aveva desiderato il conte Cavour.
Poi c'è stata la prima guerra mondiale dove i nostri ragazzi meridionali hanno mischiato il proprio sangue con i ragazzi del nord. E' giunta la seconda guerra mondiale e si è combattuti insieme per la liberazione dal fascismo e dal nazismo.
E' la nostra Italia. Chi non vuole festeggiare non lo faccia, non è un italiano. Gli italiani veri si raccolgono attorno all'unico simbolo, il tricolore, e cantano l'unico inno, quello di Mameli.
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