Venerdì 18 Maggio 2012
   
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IGP "UVA DI PUGLIA" BOCCIATA: PRATICA CON INFORMAZIONI INSUFFICIENTI

UVA_GABRI



I servizi comunitari hanno comunicato che sono necessarie ulteriori informazioni per il proseguimento dell'iter di registrazione della denominazione "IGP UVA DI PUGLIA".

Nello specifico, si chiede di chiarire che la denominazione "Uva di Puglia" sia legata a un prodotto specifico e non che ne indichi solo la sua provenienza.

Si prega quindi di fornire ulteriori elementi che dimostrino la specificità del prodotto e indichino se la denominazione IGP "Uva di Puglia"

copre tutta l'uva ( nel senso più generico del termine ) prodotta nella zona geografica definita al punto 4 del D.U. oppure solo una percentuale dell'uva prodotta nella zona che sarebbe coperta dall'indicazione.

Commenti 

 
#10 Ulisse 2011-04-14 10:51
Mi ritengo un cozzalo, quello dalle scarpe grosse ma cervello fino, un cittadino che si esprime terra terra che, leggendo il post riguardante la bocciatura di registrazione della denominazione "IGP UVA DI PUGLIA".intuisce l'incompetenza di chi ha presentato la documentazione ed, implicitamente, chiede di venire a conoscenza di chi sia stato retribuito per questo incarico.
Michele Dipinto si è espresso, sinteticamente, meglio di me, indicando anche il percorso da seguire, senza perdersi in bizantinismi e cozzalaggini. Chiedo scusa a chi si è sentito offeso
dall'uso del termine cozzalo, che a me piace un sacco nel suo significato originario di contadino e non in senso dispregiativo.Una stretta di mano ed un sorriso :lol:
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#9 LuigiNojano 2011-04-13 19:00
Preferirei che non venga attribuito il termine "cozzalo" per indicare gente onesta che fa sforzi enormi per tirare avanti dato che risulta molto dispregiativo e vorerei ricordarvi che quei "cozzali" come li chiamate sono stati da sempre i rappresentanti di questo paese e credo che lo siano ancora visto che la maggior parte della popolazione è impegnata e legata alle terre e in particolare all'uva da tavola forse la più importante ricchezza che abbiamo e che non riusciamo ancora a valorizzare come dovremmo. Spero che un giorno ci sia qualcuno capace di dare giusto merito a questo prodotto valorizzando anche braccianti, contadini e commercianti che si impegnano per dare il meglio al loro paese
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#8 Vavalle Giovanni 2011-04-12 20:19
Caro Ulisse quando non sei sicuro del signiicato di alcuni termini non dovresti utilizzarli, soprattutto se si prestano a diversa interpretazione, qualvolta offensivi. Spero che tu sia un "cozzalo" competente da poter esprimere giudizi e commenti su problematiche così complesse e articolate.
Saluti
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#7 Ulisse 2011-04-12 01:01
Egregio Giuseppe Dipierro, credi forse che mettendo le generalità, tu possa diventare qualcuno? Pensavo che qui si commentassero i post e non i commentatori, ma probabilmente i cozzali sono abituati a farlo. Il mio "cozzalo", che penso significhi contadino,l'ho messo tra virgolette ad indicare un ottimo conoscitore del lavoro dei campi e non in senso dispregiativo. E questo è quanto. :lol: Ulisse :lol:
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#6 giuseppe dipierro 2011-04-11 17:35
Ad Ulisse, chi sei? Perchè non scrivi il tuo nome, altrimenti sei niente e nessuno.Perchè ci chiami COZZALI. Cosa significa.Potresti spiegarcelo.Grazie anticipatamente.
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#5 GIUSEP87 2011-04-11 16:21
Ma poi mi piacerebbe sapere in base a cosa si vuole valorizzare il prodotto uva, quali fattori della produzione e commercializzazione si vogliono comunicare e esaltare al consumatori, insomma quali sono i punti di forza delle nostra produzione, il conseguimento del marchio è il punto d'arrivo di un percorso di studio e di formazione ai produttori e commercianti..ma se qui si continuano a brucciare i teli in campagna, non c'è una corretta procedura di smaltimento dei contenitori dei fitofarmaci,c'è ancora lavoro nero in campagna,..quindi cari politici non facciamo le cose tanto per..ma iniziamo ad educare, ad informare, e collaboriamo con esperti agronomi, chimici ed esperti del marketing dei prodotti agroalimentari...iniziamo a fare le picciole, risolvere i piccoli problemi di smaltimento dei rifiuti ed aiutiamo questri poveri contadini..io spero che l'uva possa ottenere la denominazione, perchè i produttori lo meritano,magari ottenendo un prezzo più alto,l'uva per noicattaro è indispensabile..
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#4 gaet s 2011-04-11 14:22
...o nn ha capito il significato di IGP che non è solo il marchio per poter vendere meglio.
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#3 GIUSEP87 2011-04-11 10:55
Forse chi se ne occupa non sa nemmeno cosa si intende per indicazione geografica protetta...
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#2 Michele Dipinto 2011-04-11 07:55
Questa è la conferma che il cammino intrapreso da anni per portare all' IGP "Uva di Puglia " è sbagliato.L'Igp è troppo generico e riguarda un'area troppo vasta per essere efficace.L'unica strada risolutiva e produttiva è quella del marchio comunale DE.CO.Non perdiamo altro tempo.
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#1 Ulisse 2011-04-11 00:30
"Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo".Possibile che non ci sia stato qualche "cozzalo" politichese Nojano in grado di leggersi il disciplinare? L'uva del barese potrà mai essere uguale a quella del leccese o di un'altra zona con i tendoni? Anche un "cozzalo" ignorante lo può spiegare! :oops:
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