
Ieri sera, in paese, c’è stata la fiaccolata in memoria delle giovani vittime
della strada, organizzata dalla protezione civile, che ha visto una piena
partecipazione da parte della comunità e dei suoi rappresentanti.
Un delicato fiume di fuoco, dalla chiesa della lama alla piazzetta nei pressi di Via Torre a Mare,
un fiume di circa duemila persone e più, ad occhio.
Adulti, giovani e bambini: crociferi del
silenzio. Per unirsi e darsi forza di fronte alla ferocia del destino, per dire
basta a quel male di vivere che porta spesso noi giovani ad osare, a cercare di
spostare il limite oltre il limite, e vivere, anche per un attimo, un senso di
invincibilità che ci fa sentire onnipotenti anziché stupidi.
Ieri sera Noicattaro ha portato in processione il valore della vita.
Lo ha fatto con una discrezione sorprendente, commossa, sincera,
rivoluzionaria. Lo ha fatto perché aveva bisogno di ascoltare silenzi che
dicono molto più di ogni parola. E in quei silenzi, in quei passi, in quelle
fiamme spettinate da dio, il vento ha portato dal cielo la voce di Nicola e di
ogni ragazzo che, come lui, oggi vive nel canto dell’aria.
Ieri sera Noicattaro ha toccato con mano una meravigliosa verità: ci sono
soglie oltre le quali le differenze, le divise, i contrasti, sono solo un
inganno, e ci ritroviamo uomini, semplicemente e totalmente uomini.
Che si può essere un’unica famiglia, in un unico abbraccio. Ieri sera, per la
prima volta dopo tanto tempo, Noicattaro era unita sotto il cielo, e quel cielo
sapeva guardarlo. Sapeva ascoltarlo.
I cimiteri non sono un angolo buio e polveroso della nostra coscienza. Non
sono un’isola da tenere lontana dal nostro sguardo.
I cimiteri sono come il sole, illuminano costantemente il cammino della vita, ci insegnano la sua
importanza, il suo valore. E portarli sulle spalle, da vivi, è stato, ieri, un
privilegio, un miracolo.
Ieri sera sono stato fiero di essere Nojano.
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Commenti
Sono il fratello di Giuseppe, morto non per colpa sua, l'estate del 2004.
Dal punto di vista legale, giustizia e' stata fatta!
Dal punto di vista morale, nessuno si e' degnato di chiedere scusa alla mia famiglia e alla comunita' noiana per quanto accaduto quella terribile notte.
La mia famiglia, con enorme sacrificio e sofferenza cerca di andare avanti! La perdita di un figlio, in quel modo, non ha e mai avra' pace,
Io, non vado al cimitero da anni! Mio fratello e' sempre vivo, Sempre lo sara',
La comunita' ha il dovere di mantenere alta l'attenzione! Deve educare, insegnare, sgridare, far riflettere tutti, adulti e giovani, delle conseguenze di certi comportamenti insani!
Bisogna fare educazione nelle scuole, nelle piazze, nei parchi, per strada, Sempre e costantemente! A giovani ed adulti.
Le morti, devono insegnare qualcosa! Mettete da parte la rabbia e l'orgoglio! Fate in modo, sempre, che le vite di questi giovani ragazzi noiani, non siano vane, non siano fonte di rabbia per chi li ha persi ma, motivo di forza per fare in modo che tragedie del genere non accadano piu'! Utopia ovviamente! Ci saranno sempre ma, deve essere sempre nostro dovere non renderla inutili.
E' la generazione delle "stanze chiuse" e delle "porte chiuse".Nella globalizzazione dovevano essere i cittadini del mondo sfruttando con intelligenza le opportunità che la modernità offre loro aprendogli spazi enormi.Invece hanno scelto di vivere il loro presente chiusi nelle stanzette di casa , navigando virtualmente , oppure ammassandosi come sardine in megadiscogalere.Vivono il presente perchè la società ha chiuso loro la porta del futuro.Detto questo a loro discolpa,non capisco perchè , al contrario dell'esperienza sessantottina , non si intravede in questa gioventù una vera e propria esplosione di rabbia .Aleggia una rassegnazione che mi insospettisce.Non vorrei che l'apatia dipendesse dal trattamento di pensione completa a cinque stelle che le madri offrono ai loro figli.
PS.Sul tema suggerisco la lettura degli ottimi testi dello psicologo nojano Saverio Abbruzzese.
molto sentita però vorrei sapere perchè
nessun commento da parte del neo Sindaco
non una sola parola per ricordare chi non
è più trà noi forse non voleva essere in
mezzo a noi ...ho altro?
concordo in pieno con la tua lucida analisi (per quanto ancora in fieri...) sulle concause di eventi come questi che devastano intere famiglie, oltre a spezzare giovani vite. arginare il fenomeno e le sue cause è difficile, trovare un unico colpevole pure, l'unica cosa che c'è da augurarsi è che iniziative di sensibilizzazione (e non solo di testimonianza) si moltiplichino il più possibile, specialmente nel nostro territorio, ultimamente davvero troppo colpito da questo 'fenomeno'.
Diciamolo:i genitori si sono arresi alle regole del "branco".
-Papa ,mamma vi prego non fatemi sentire inferiore a quelli della comitiva-.
Quante volte siamo riusciti a vincere la battaglia del "devi tornare massimo entro...".Una ,due ,tre volte poi abbiamo ceduto rinunciando al nostro dovere di responsabilità.Dovevamo rispondere:-Senti bella devi dire ai tuoi amici che si esce alle 20.00 e si rientra alla 1.00 altrimenti lasciatemi stare-.Punto !.
2- le istituzioni.
Sorvolo sul bla bla bla della fine dei pricipi morali , delle ideologie ecc..
Dico solo che le istituzioni locali devono urgentemente creare alternative di svago e cultura nel nostro territorio. Si parla tanto di economia e consumo a km zero.Bene dobbiamo consumare il divertimento a km zero.
Rivolgo un appello alle forze dell'ordine.Le discoteche della zona si contano sulle dita di una mano per cui non credo sia difficoltoso presidiare con una volante l'uscita dei locali e stroncare severamente chi si mette alla guida sbronzo o assonnato.
3- la scuola.
Gli insegnanti fanno del loro meglio e non hanno colpe specifiche :è l'autorità scolastica , nell'ambito della stesura dei programmi ,che deve dare primaria importanza alla prevenzione e all'educazione fisica (non quella che abbiamo sempre fatto con una palla o con una pertica).La scuola deve riprendersi la funzione di "filtro buono"della società.
4-la televisione.
Non educa più.Crea solo modelli culturali ad uso e consumo del profitto economico.Plagia e omologa senza scrupoli.Chi ha creato la moda della discoteca notturna , del consumo di alcolici a più non posso (per non dire altro)?.Chi ha imposto la musica a 10.000 decibel per intronare le menti?.
Continuo a breve.Grazie
Con mia moglie ho passato ,nell'ultimo quindicennio ,molti sabato notte con un occhio alla sveglia e uno al cellulare in attesa di sentire il rumore del cancello per due volte.A differenza delle mie figlie che , pur avendo un paio di incidenti,sono ,per fortuna , tornate a casa per decine di genitori il cellulare è stato testimone di indicibili drammi.Di chi è la colpa ?
Principali responsabili:
1- i genitori.
2- le istituzioni in generale.
3- la scuola.
4- la televisione.
5- i ragazzi.
Mi riservo di approfondire a breve.Grazie
RAGAZZI LA PRUDENZA NON E' MAI TROPPA!!!!
chi muore x colpa di un altro, chi x colpa propria...alla fine il discorso è rispettare se stessi e gli altri ma nex lo fa...se qst paese (italia) cominciasse ad essere + duro cn le leggi stradali e pene + severe sopratutto chi ammazza qualcuno..forse di pagliacci nn dico che scomparirebbero ma ne vedremmo di meno molto di meno..
Sopratutto un tizio che l'altra sera proprio vicino all'agip mentre soppragiungevo faceva un sorpasso a un altra macch..ho dovuto scansarlo altrimenti mi veniva frontale...
la morte di nicola nn è servita a niente allora...se nn avessi i riflessi pronti probabilmente un altro ci sarebbe rimasto...sn assai i pagliacci in giro..vediamo di toglierli di torno...una volta x tutte.