Venerdì 18 Maggio 2012
   
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FIGLI DI PAPA': CHI FRA I GIOVANI NOJANI CERCA UNA SUA STRADA?

famiglia_botero

Sarei curioso di scoprire quanto i nojani abbiano le spalle coperte dalle proprie famiglie. Quanto hanno contato o ancora contino sul sostegno economico dei genitori. Quanto e fino a che età godano dei privilegi o a volte anche dei condizionamenti che le donazioni familiari comportano dando una marcia in più o, a seconda dei punti di vista anche un freno, alla realizzazione personale.

Mi chiedo chi fra i giovani nojani sia uscito di casa se non al compimento della maggiore età, diciamo nei vent’anni, per cercare una propria strada e provvedere al proprio mantenimento e ai propri studi con un “lavoretto”. Chi, fra tutti, può onestamente dire di “essersi fatto da solo”? Pagando regolarmente l’ affitto di un monolocale o di una stanza in condivisione con altri giovani per imparare a prendersi cura di se senza l’intervento di mamma e papà? Qualcuno certo si sarà sicuramente procurato e scelto un lavoro da se (in quei casi che attualmente riterrei “fortunati”) ma siamo proprio sicuri che nessun parente o conoscente abbia interferito per intercessione a mettere una buona parola e procacciare il “posto sicuro”? E pur fosse che nessuno abbia mediato in merito alla professione, non è per caso vero che l’automobile, pur fosse di seconda mano, l’abbiamo avuta in dono dalle casse genitoriali? No? E l’assicurazione chi la paga? E per la sua manutenzione, per un incidente o un guasto improvviso chi interviene? Per non parlare di eredità immobiliari, che siano case, appartamenti, locali, che certo, ridò di mia tasca una sistemata, ma pur sempre dai miei avi discende... E magari è anche dal loro portafogli che ringrazio di avere una lavatrice, il frigo o più banalmente il computer o la vacanza, il viaggio studio, il week-end formativo… E se non per tutto questo, anche coloro che lavorano in campagna, non si spezzano forse le ossa per i terreni di famiglia? Di cui un giorno si augurano meritarsi la proprietà?

Certo, come no, tutto lecito e comprensibile, ma quindi ingenuamente vi chiedo chi, in questo senso, può ritenersi “libero”? Mi /vi domando, questo genere di opportunità ha un “prezzo”? Vi trovate d’accordo se, dal momento che viviamo in un paese di retaggio “familistico”, che per di più “non cresce”, la generosità familiare sia del tutto incondizionata o “pretende” qualcosa in cambio? E se si, ne siamo profondamente consapevoli? Nell’operazione di scambio, abbiamo così introiettato la gratitudine per quanto ricevuto, da non sapere più se quello che facciamo, lo facciamo per la nostra vita, per inseguire un sogno, una carriera, un talento o se per restituire qualcosa? Abbiamo dovuto rendere conto, per aver tanto ottenuto? O i nostri percorsi di vita hanno comunque avuto libertà di scelta senza pressione alcuna, senso di colpa o sacrificio sulle decisioni prese? Quanto le spalle coperte della famiglia hanno favorito o bloccato il nostro sviluppo di donne e uomini liberi?

Perché riconosciamolo, chi si è reso autonomo da maggiorenne, andando a vivere da solo, coprendo le spese dei propri studi e del proprio sostentamento con un lavoro frutto della sola propria determinazione; chi si sposta con un’auto acquistata e mantenuta con il proprio sudore; chi contando sulle proprie forze, si è unito a un compagno o a una compagna di vita, magari accogliendo anche un figlio di cui occuparsi, pienamente convinto di essersi formato da se, beh questo campione, col vento che tira, pare essere, datemi torto o ragione, piuttosto una rarità.

Commenti 

 
#22 giusicaristina 2011-07-07 19:48
...parliamo di giovani che restano e giovani che emigrano in cerca di un lavoro....e sono ormai troppi....eravamo tanti nel bum della fiat....anni 70 sapete quanti meridionali nojani e rutiglianesi sono stati assunti in blocco in fiat come operai grazie alla DC anno 1972...tanti....e quanti insegnanti sono venuti a torino per iniziare il lavoro e dopo da effettivi sono rientrati chiedendo l'avvicinamento per non parlare dei postini....eravamo migranti...giovani migranti, solo pochi restavano in paese...ora è uguale si va in cerca di lavoro ma si fa i pendolari ...ne incontro tanti in treno ogni scompartimento è pieno di ragazzi e di adulti quarantenni, padri e madri lavoratori fuori regione, con una differenza con il passato :SONO PRECARI A VITA E PENDOLARI DISTRUTTI DAI LUNGHI VIAGGI....SETTIMANALI.
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#21 nicola di pinto 2011-07-04 12:55
perchè quel ragazzo secondo te è stato eletto per meriti suoi? quali sono i suoi meriti? secondo me ci sono altri mille ragazzi piu' in gamba di lui a noicattaro...non dimentichiamo il suo passato di assessore nella scorsa giunta....dimmi almeno una cosa positiva che ha fatto....qualcuno me lo dica...
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#20 Anto Lungo 2011-07-04 11:49
La grande differenza tra la mia generazione e quella dei miei figli è che mentre i nostri genitori sono stati in grado di "aiutare" i propri figli non credo che stessa cosa la potremo fare noi.
Chi andrà in pensione tra 20 anni non so se sarà in grado di mantenere se stesso con la miriade di lavori precari e con le varie riforme che non garantiscono più la stessa qualità di vita a chi va in pensione. Nel mio caso la mia proiezione di pensione non supera i 500 euro l'anno.
Il messaggio per i giovani è comunque quello di rimboccarsi le maniche: sono finiti i tempi delle vacche grasse!
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#19 O.O 2011-07-03 22:01
X Pisello: ma bastaaaaa! In ogni cosa c infili la politica! Ma ti brucia così tanto l'elezione d quel povero ragazzo! Quanta gelosiaaaa.
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#18 giusicaristina 2011-07-03 19:12
a noicattaro contano le famiglie...la tradizione di passare di padre in figlio la poltrona..che sia nella scuola o in banca o nelle attività agricole o alla posta....poi c'è la politica e la pubblica amministrazione che la fa da padrona nelle assunzioni di privilegio sei figlio di politico farai strada...in politica o negli uffici amministrativi....fuori ci vanno in pochi e solo se motivati dalla voglia di fare lavori che da noi non esistono....
inoltre se non ci fosse il clientelismo la politica sarebbe più limpida e meno connivente con i poteri occulti che anche a noicattaro operano....spero di essere stata esaustiva
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#17 antonella 2011-07-03 09:39
secondo me la problematica reale che ne scaturisce da questa realtà di dipendenza dei figli dai genitori non è la mancanza di libertà nelle per i condizionamenti vari dai parenti !il problema reale è che in una dinamica sociale in cui un ragazzo in italia non ha la garanzia del "posto sicuro"e vive di precarietà continua,non può certo avere la libertà di fare delle scelte di vita ...comprare casa ,metter su famiglia a meno che non c'è la famiglia alle spalle che dà un aiutino!ma questo fenomeno ragazzi contribuisce solo ad una stasi economica in italia pazzesca!in italia non solo non si ha un lavoro sicuro ,ma chi lavora onestamente oggi paga le pensioni di questi genitori che con i loro vecchi risparmi a loro volta devono aiutare questi figli....!risultato ...in Italia non gira più un soldo.......
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#16 Pisello 2011-07-03 09:22
in ottica politica, guardate l'attuale consiglio comunale e riflettete! riflettete! ahahaha
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#15 Pietro Deflorio 2011-07-02 19:52
Innanzitutto io ci metto nome e cognome.Chi mi conosce sà la mia esperienza,il mio passato e presente.Quindi non scrivo per mettermi in gloria(non l'ho mai fatto e mai lo farò) ma per sottolineare una punto già letto: IL SENSO DI QUESTO ARTICOLO? io non lo trovo...e poi ...miki gorizia c sì? :) sarebbe stato più interessante leggere un articolo sulla tua esperienza formazione e crescita da NON FIGLIO DI PAPA'...ma chi mi dice che tu non lo sia? con ansia e trepidazione attendiamo delucidazioni.
Buona serata Pietro :)
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#14 dignitosamente 2011-07-02 17:40
articolo superfluo e...scontato.C'è chi può fare da solo e fa, c'è chi non vuole fare, e c'è chi ha l'aiuto di una famiglia previdente. Dov'è l'inghippo?
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#13 gianni 2011-07-02 16:38
Forse il senso di quest'articolo è: chi ha le spalle coperte ha modo di fare cose, che chi non le ha o chi li ha parzialmente,non fa! del tipo week-end studio, avere una casa appena sposati ecc... . Secondo me stiamo ritornando in una società classista.
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#12 miki gorizia 2011-07-02 16:38
non c'è denuncia nell'articolo e neanche un giudizio di valore, l'ho ben scritto: "tutto lecito e comprensibile", questo per chi ha ravvisato una vena critica o polemica. In molti casi ho usato il "noi", quindi sentendomi parte di un meccanismo di pensiero, e molti sono punti di domanda e di discussione. Ci mancherebbe che un genitore non debba aiutare un figlio a studiare e ci mancherebbe pure che se mi viene offerto un sostegno io lo rifiuti! Non era questo il quesito, ma bensì, come molti hanno ben rintracciato, contestualizzare certe dinamiche all'interno di un sistema Paese e analizzare l'influenza che le relazioni parentali hanno sulla vita individuale innescando dipendenze, pretese ed aspettative tali da mettere in crisi l'autonomia e il benessere di alcune scelte. grazie a tutti
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#11 O.O 2011-07-02 15:47
Pienamente d'accordo cn sconcertato! Un genitore fa di tutto per sostenere il proprio figlio sia economicamente che moralmente! C'è Chi è più fortunato, chi meno... Ma puó essere una colpa questa??? Di che stiamo parlando?? Chi non ha le possibilità economiche puó cmq raggiungere bei traguardi... Ció che ci viole è la volontà!!! Mbah...
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#10 f 2011-07-02 13:54
Condivido le osservazioni dell'articolo, ma mi permetto di aggiungerne delle mie: il ruolo del genitore è anche quello di migliorare la vita dei figli e laddove possibile lasciargli le condizioni migliori per fare la strada da soli (questo anche in senso più ampio, una società migliore, un mondo migliore, ma si entra in un altro argomento...); il problema è che forse a Noicattaro (ma nn solo) spesso e volentieri i giovani abusano di questo principio. Il problema secondo me è sopratutto di mentalità, ma anche, come dice giustamente Anto, di attenzione e incentivi da parte delle istituzioni. E' tutto collegato: si esce di casa più tardi, laddove si riesce, si fa carriera più tardi e poi ci ritroviamo una classe dirigente vecchia rispetto al resto del mondo.
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#9 Almay 2011-07-02 13:19
Miki, percepisco un giudizio di valore nel tuo articolo.

Onore al merito a queste 'rarità', ma non condannerei chi ha le spalle coperte: per assurdo ! :-D

L'assioma che ne traggo è , permettimi di non essere in accordo. ... e ti parla una che le spalle ce le ha nude! ;)
Un abbraccio
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#8 sconcerto 2011-07-02 13:01
questo articolo mi lascia alquanto sconcertato...in primo luogo questo miki gorizia non ci parla della sua esperienza: come ti sei formato? cosa fai? chi lo sa..si permette di giudicare eventuali agevolazioni che un genitore fa al figlio..ma non capisco..se un genitore ha le possibilità di aiutare un figlio perchè non deve farlo? senza però viziarlo e facendogli capire che le cose non piovono da cielo..sinceramente questo articolo mi lascia alquanto imbarazzato
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#7 anarchist 2011-07-02 12:43
Credo che sia una questione di traguardi e di prospettive.
Mi sembra che il discorso sia simile a quello di Brunetta, tanto criticato per la sua espressione a riguardo dei "bamboccioni", ma soltanto ora riconsiderata come corrispondente alla presunta realtà.
Penso che quest'articolo sia pretestuoso. Non è possibile generalizzare, i casi sono moteplici e andrebbero esaminati singolarmente per quelli che sono.
Ovvero un ragazzo che studia 8 ore al giorno (perchè per conseguire la sua laurea "dovrebbe" sudare tanto), poi lavora, magari in pizzeria con un salario da fame per sostenersi (non si sa come, visto che deve pagare un affitto allucinante, le tasse ed i libri...) per altre 6 ore, minimo 3 o 4 volte alla settimana con orari anche notturni, dovrebbe come minimo avere fegato, forte lucidità e grande capacità di apprendimento.
E' vero che in altri paesi il discorso cambia perchè c'è lo stato che si preoccupa di formare dei veri professionisti. Sappiamo bene che in Italia manca uno stato assistenziale perchè c'è la FAMIGLIA.
Ora, anch'io non capisco il senso dell'articolo...sostiene che il 90% dei ragazzi italiani sono dei fannulloni e la parte restante no? Vorrei chiedere a Gorizia, lei da quale parte si trova? Anche lei è un bamboccione? Se non lo fosse le faccio i miei complimenti! Applausi...
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#6 Nemrac 2011-07-02 12:42
Purtroppo è tutto vero :(
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#5 ned 2011-07-02 12:41
in Italia essere indipendenti è difficile. purtroppo è un Paese che si ritrova oggi con vecchi avidi che non lasciano niente ai giovani..controllati proprio tramite il lavoro che diventa una specie di ricatto. I monopoli, le corporazioni ... un giovane che vuol fare impresa si trova dei muri davanti.
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#4 ualà 2011-07-02 12:23
...anche di comodità...
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#3 nojano2 2011-07-02 11:23
appunto io penso sia più una questione di volontà che di soldi!
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