Venerdì 18 Maggio 2012
   
Text Size

UN TESORO QUASI SEPOLTO DA UNA CITTADINANZA SENZA MEMORIA

frontale




Parlare di tesori sepolti nel territorio della nostra comunità cittadina potrebbe far pensare a rocambolesche ed improbabili avventure. In realtà, a ben guardare, di tesori sepolti ce ne sono molti. Tutti, indistintamente, fanno parte di quel vasto campionario di beni comuni (i quali possono anche essere di proprietà privata, ma sono comuni in quanto costitutivi del patrimonio storico, artistico, archeologico, letterario, scientifico di una comunità) che sfuggono allo sguardo dei più. Il motivo di tale situazione è da ricercarsi nel fatto che lo sguardo di molti cittadini nojani pare essere concentrato prevalentemente sull'interesse privato, per cui lo spazio pubblico è ridotto a zona interstiziale, e proprio per questo residuale, tra interessi privati.

Avevo intenzione, in un primo momento, di intitolare il presente articolo “Conflitto spaziale a Noicàttaro”, a motivo del fatto che, appunto, il termine “spaziale” non si riferisce allo spazio siderale, verso cui si sono rivolte le fantasie adolescenziali di tante persone della mia generazione, quella di Goldrake e di Superman, ma allo spazio urbano della nostra comunità cittadina.

Quando guardiamo allo spazio urbano, che pare con tutta evidenza attraversato dalla perenne conflittualità tra interessi privati e bene pubblico, io ed i miei sognanti coetanei comprendiamo subito come, al di là delle nostre fantasie di bambini, allorquando ci eravamo illusi che il mondo procedesse verso l'unificazione e che le due superpotenze: USA e URSS, si sarebbero riconciliate nel nome del progresso e del prometeismo tecno-scientifico, comprendiamo, dicevo, che la conflittualità che immaginavamo proiettata negli spazi siderali e rivolta contro superpotenze extraterrestri, in realtà, continua a giocarsi nei ben più ristretti, e talora persino angusti ed asfittici, luoghi della convivenza umana.

Sotto questo punto di vista, la nostra comunità cittadina pare soffrire, sin dai tempi del vituperato abbattimento dell'antica chiesa del Soccorso, di un atteggiamento prometeico che, dimentico del passato e dei suoi lasciti, vorrebbe ridisegnare la configurazione del vivere comune in base a criteri del tutto personali, nonché privatistici ed arbitrari. Il più danaroso, in parole povere, acquisisce il diritto di decidere per tutti in forza del suo potere economico.

Nell'ambito del conflitto permanente tra spazio privato e spazio pubblico, risolto quasi sempre a vantaggio del primo, rimangono schiacciati i molti, misconosciuti, tesori architettonici ed artistici della nostra comunità. Tali tesori vengono portati alla luce soltanto grazie all'opera, non di rado solitaria, di storici municipalisti come Giacomo Settanni, Michele Sforza e Giovanni Boraccesi, autore, quest'ultimo, di pregevoli studi sull'arte sacra nojana, nonché fonte autorevole dello stesso Settanni.

Uno dei nostri tesori nascosti è, senza dubbio, la cappella di Santa Maria degli Angeli, posta lungo la provinciale 57 Noicàttaro-Torre a Mare, poco dopo la rotonda, sulla destra (cfr. Settanni G., Cappelle del territorio di Noja-Noicattaro non più esistenti. Nomi-Luoghi-Fatti (XII-XX sec., Schena, Fasano 2007). Il manufatto, secondo lo studio del Settanni, sarebbe di proprietà dell'antico casato Ruggieri o De Ruggiero (se ci sei, antico casato, batti un colpo!).

Pare che tale manufatto sia, ancor oggi, di proprietà privata. In ogni caso, è da ritenersi un bene pubblico in quanto fa parte del patrimonio storico-architettonico di Noicàttaro. Dare valore ai beni pubblici, anche quando sono di proprietà privata, è un dovere civico che dovrebbe coinvolgere tanto il settore pubblico quanto quello privato. Tra l'altro, la “biografia” di una comunità umana si compone soprattutto di narrazioni che prendono le mosse da quei manufatti realizzati nel corso dei secoli.

Scrivere tale biografia, però, comporta una mentalità di fondo che riconosca senso e valore agli antichi manufatti. Senso e Valore, forse, sono alcune delle categorie ermeneutiche con cui le Autorità di ogni ordine e grado della nostra comunità civica sono chiamate a confrontarsi.

Senso e Valore non hanno nulla da spartire con l'Utile verso cui è indirizzata l'attenzione della mentalità privatistica di chi tende a quantificare e monetizzare tutto. Gli spazi privati, incoraggiati da chi coltiva tale mentalità, non tollerano rivalità di sorta.

Umberto Galimberti ha definito i caratteri di tale mentalità con grande precisione:

“Le cose non sono considerate per quello che “sono”, ma per quello che “servono”. Il “che cosa” è sostituito dall' “a che serve”. La domanda utilitaristica fonda quella serie di rimandi che collegano le cose tra loro...L'uomo ritiene di conoscere il mondo quando ne ha risolti tutti gli aspetti in mezzi utili al proprio appagamento. Se qualcosa si sottrae allo schema dell'utile diventa insignificante, senza senso, perché ogni senso è custodito dall'utilità...Nel commercio quotidiano con le cose il pensiero è dunque sotto il giogo dell'utile, da cui dipende il senso di ogni cosa. Ciò che si libera dal giogo diventa inopportuno, importuno, impertinente nel senso di non-pertinente ad alcunché. I mezzi intervengono allora a togliere di mezzo ciò che non si inserisce utilmente nei processi di appagamento e quindi è inutile” (Galimberti U., Il tramonto dell'Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers, Feltrinelli, Milano 2006).

La cappella di Santa Maria degli Angeli non si inserisce in alcun sistema di appagamento. Anzi, al contrario, è di intralcio all'utile privato di chi ne costruisce edifici esattamente a ridosso, e con una tecnica che non prevede alcun elemento di separazione, che indichi il rispetto dovuto ad un luogo storico. L'atteggiamento di fondo, al contrario, è esattamente improntato al desiderio, e staremo a vedere se sarà realizzato, di togliere di mezzo quanto non rientra nel piano utilitaristico di chi persegue, attraverso la cementificazione del territorio, l'utile privato.

Se la mortificazione dei luoghi storici del nostro paese è avvertita come problema, allora dovremmo sapere che una soluzione a tale problema esiste. Bisogna che tutte le agenzie culturali della nostra città, formali ed informali, ovvero Istituzioni civiche, Scuole ed Associazioni, si mobilitino per un recupero culturale della Chiesa di Santa Maria degli Angeli: il luogo deve essere conosciuto e studiato.

Se, poi, tale Chiesa è di proprietà privata, come sembra, si potrebbe interloquire con il proprietario al fine di una opportuna valorizzazione dell'antico ed obliato manufatto.

La mortificazione della Chiesa di Santa Maria degli Angeli potrebbe essere una metafora significativa della pericolosa attitudine alla rimozione della memoria che a Noicàttaro ha preso piede a partire da un malinteso senso di modernità, i cui effetti deleteri, che spiccano nella trascuratezza del Centro Storico, noi tutti deprechiamo.

Mentre deploriamo gli effetti, però, le riflessioni sulle cause non acquisiscono, come dovrebbe essere, dignità di pubblico dibattito e, di conseguenza, materia di analisi da parte dei poteri preposti.

E' il caso, forse, di mettere in atto decisioni istituzionali e culturali che indichino concretamente la volontà di invertire tale tendenza. Oppure si continui pure con il prometeismo livellatore, che contribuirà all'accelerazione del processo, già in atto, di periferizzazione di Noicàttaro a vantaggio della vera Città con cui dovremo sempre più fare i conti negli anni a venire: Bari.

Commenti 

 
#17 quantachiacchiere 2011-08-06 16:41
che vergogna
Segnala all'amministratore
 
 
#16 info 2011-07-26 10:37
ancora niente in merito all'argomento?
Segnala all'amministratore
 
 
#15 Giovanni77 2011-07-24 11:05
... Ma da quanto a Noja esiste la cultura? Semmai la coltura... PARTE RIMOSSA
Segnala all'amministratore
 
 
#14 NOJANO DOC 2011-07-16 09:50
AI TANTI COMMENTATORI, FORSE UN PO' DISTRATTI, VOGLIO RICORDARE CHE AL COMUNE DI NOICATTARO ANNI FA' E' STATO PRESENTATO UN PROGETTO A CURA DELL'ARCH. ARDITO VITO E DELL'ING. GENEROSO CHE PREVEDEVA IL RECUPERO DELLA CHIESA IN OGGETTO E CON ANNESSA LA REALIZZAZIONE DI UN ORTOBOTANICO.
IL PROGETTO E' INSERITO NELLE OPERE PUBBLICHE DA REALIZZARE NEL TRIENNIO 2009-2011 MA A QUANTO PARE I NOSTRI POLITICI HANNO ALTRO A CUI INTERESSARSI.
Segnala all'amministratore
 
 
#13 Sebastiano Valerio 2011-07-15 08:34
Per amor di verità, bisogna dire che, a quanto mi risulta, tutte le cappelle rurali, compresa quella oggetto dell'articolo, sono già sottoposte a vincolo della soprintendenza proprio a seguito dell'azione delle passate amministrazioni, cosa che spiega anche perché, nonostante sia stata circondata da nuove costruzioni, la cappella di Santa Maria degli Angeli è rimasta in piedi. Si tratta tuttavia di immobili di proprietà privata per cui, dunque, non è possibile prevedere finanziamenti pubblici per il restauro. Si deve invece puntare a politiche di valorizzazione e sensibilizzazione, per cui sento di poter dare la piena disponibilità della locale sezione della Società di Storia Patria, che ha già operato interventi di questo genere negli altri comuni in cui è presente.
Segnala all'amministratore
 
 
#12 domenico positano 2011-07-13 07:20
prenderò contatti con la redazione appena sarò a Noicattaro, vorrei comunque sostenere l'idea di un comitato e magari anche una sorta di raccolta di firme con l'indicazione da parte di tutti i nojani sensibili al problema, di tutti quei monumenti che andrebbero tutelati si potrebbe in un secondo momento almeno farli vincolare x essere certi che non possano essere ulteriormente danneggiati ...
Segnala all'amministratore
 
 
#11 licias 2011-07-12 09:37
Ci vuole poco per farsi un'idea di cosa hanno prodotto le amministrazioni locali in questi anni...pensiamo allo squallore della piazza principale depapeurata dei segni significativi delle sue origini(scempio ad opera dell'amministrazione NINI' Saponaro),ornata da case e palazzi che ormai nulla lasciano al ricordo e all'immaginazione del tempo che fu,ma , denunciano,oltre che il proliferare di ghetti, il grave stato di abbandono a cui le amministrazioni hanno sottoposto la cultura e le origini, anche nobili, del nostro paese.C'è bisogno di una maggiore sensibilizzazione , di creare una coscienza civica, e risvegliare un orgoglio campanilistico.
Segnala all'amministratore
 
 
#10 Rossana Saponaro 2011-07-12 08:38
si potrebbe istituire un comitato di ricerca, che ne dite?
Segnala all'amministratore
 
 
#9 VITTORIO ROSSI ASSES 2011-07-12 05:48
Sig Positano sarei felice di seguirla nella visita al Palazzo Ducale.
Mi contatti anche domani in assessorato Palazzo della Cultura.
tel... GRAZIE

N.D.R. NUMERO TEL. RIMOSSO PER PRIVACY,
IL SIG. POSITANO PUO' CONTATTARE LA REDAZIONE
Segnala all'amministratore
 
 
#8 Pasquale Renna 2011-07-11 22:12
Giovanni Boraccesi è, si, un esperto di arte sacra, ma, soprattutto a motivo del bellissimo articolo pubblicato su "Fogli di periferia" dal titolo "Da Noja a Noicàttaro: una lunga stagione artistica dimenticata", ritengo esprima una visione molto ampia e circostanziata della storia nojana, a cui ha attinto, come ho accennato nell'articolo, lo stesso Settanni. Più di una ricerca di Settanni nasce da "piste" offerte da Boraccesi.
Segnala all'amministratore
 
 
#7 Rossana Saponaro 2011-07-11 18:03
signor Domenico Positano, la prego di organizzare delle visite al palazzo ducale e di coinvolgere la cittadinanza! sono una studentessa di ingegneria che ama le bellezze storico-architettoniche del suo paese e ci tengo più che mai a "curiosare" in quel palazzo! ne sarei felice!
Segnala all'amministratore
 
 
#6 Ben Fatto! 2011-07-11 17:41
Intervento quanto mai opportuno che mi auguro giunga direttamnente ai cuori dei noiani. Solo una piccola quanto doverosa precisazione: il citato Giovanni Boraccesi non è propriamente uno "storico municipalista"; in realtà è un apprezzato esperto di arte sacra, di Rutigliano, autore di innumerevoli saggi pubblicati inerenti il ricco quanto vario patrimonio artistico delle chiese di Puglia.
Segnala all'amministratore
 
 
#5 domenico positano 2011-07-11 16:10
bellissimo articolo che fornisce una veduta sulla situazione nojana, purtroppo il manufatto indicato è solo la punta dell'iceberg, la invito a contattarmi per visitare con me il palazzo ducale e altri luoghi mortificati da privati e ammonistrazioni, la sua redazione ha i miei recapiti. intanto grazie per aver espresso concetti su cui tutto il paese dovrebbe seriamente meditare.
Segnala all'amministratore
 
 
#4 1NOJANO 2011-07-11 16:10
GIRIAMO IL PROBLEMA ALLE VECCHIE AMMINISTRAZIONI PALAZZINARE.ALTRO CHE CULTURA HANNO PERSEGUITO SOLO QUELLA DEL PROFITTO PERSONALE
Segnala all'amministratore
 
 
#3 berny 2011-07-11 16:09
l'uomo senza dignita' pur di far soldi,,,
la cultura e il rispetto di cio' che eravamo sparito
Segnala all'amministratore
 
 
#2 S.D. 2011-07-11 14:34
Mai frase come quella di Galimberti fu tanto azzeccata: ormai, come si evince dalle foto, l'antica chiesa di S. Maria degli Angeli è quasi di disturbo all'obbrobrio rappresentato dalla cementificazione circostante, di edifici troppo vicini, troppo diversi e impossibilitati a dialogare tra loro, come due persone estranee costrette a dividere spazi che in origine appartenevano ad un una, ma che dopo l'altra prevaricando sulla prima, è riuscita a ritagliarsi, uscendone vincitrice in tutta la sua fierezza e prepotenza. Vergognamoci noi tutti di tanto scempio: dov'è finito il progetto dell'arch. Vito Ardito, teso a riqualificare l'intera zona e la stessa chiesa? E già, i nostri amministratori erano impegnati a rilasciare quelle concessioni il cui risultato oggi è sotto gli occhi di tutti...Adesso abbattiamola, così ci dimenticheremo del danno fatto per il cinismo e l'ignoranza che appartengono a questo paese, ma soprattutto per evitare che le generazioni future ne abbiano memoria!
P.S.:Complimenti per l'articolo
Segnala all'amministratore
 
 
#1 james bond 2011-07-11 14:11
non si tratta di semplice mortificazione dei luighi storici ma di mortificazione della cultura...se mai c'è stata una vita culturale.
Segnala all'amministratore
 

ULTIMI COMMENTI