Venerdì 18 Maggio 2012
   
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IL “BAMBOCCIONE” E IL GIOVANE “SENZA AMORE DI CASA”

bamboccione


Sarà che sono un’espatriata cui ormai dovrebbero ritirare la carta d’identità italiana perché non la merito per nulla, ma l’articolo di Miki Gorizia e i commenti corrispondenti mi hanno fatto sentire “in causa”.

A tutte le domande che l’autore elenca posso rispondere affermativamente: a 18 anni ho lasciato Noicattaro per andare a frequentare l’università al capo d’Italia completamente opposto; mi sono pagata gli studi, le specializzazioni e i capricci anche facendo 2 lavori alla volta, sono tornata a Bari ma ho resistito alla voglia di andar via per poco, ho studiato da Gorizia a Nizza, a Praga, Atene; ho lavorato da Abu Dhabi a Riga passando per molte altre città più o meno sconosciute.

Ora sono a Noicattaro, chi mi conosce bene mi ha predetto che non resterò molto in loco “e piuttosto finirò a fare la salumiera a Bagdad” pur di non restare qui. È vero. Verissimo. E non perché sia Noicattaro. È perché si dice Noicattaro ma si intende Italia.

Non riesco proprio a pensare che l’indipendenza inseguita a 19 anni mi abbia reso migliore di chi ha deciso di rimanere a vivere con i propri genitori e di chi ha deciso anche di accettare il loro aiuto. Mi son sentita lodare per aver scelto di andar via, così come criticare per aver “abbandonato” il tetto familiare, e mai dalla mia famiglia si intenda, la quale mi ha sempre sostenuto con tutte le forze. Ho sentito complimenti per aver lavorato come una nomade in giro per il mondo e attacchi per essermi rifiutata di avviare un futuro professionale qui, mi sono sentita dire che “amore di casa” non ne ho. Accetto con piacere i complimenti ma anche gli attacchi, sono veri entrambi. È ammirabile chi parte in avanscoperta e anche chi decide di voler combattere per fare ciò che desidera là dove è nato. Chi decide di essere autonomo e chi accetta giustamente l’aiuto dei genitori, che in fin dei conti non vivono altro che per sostenere giustamente i figli.

Oltre a considerare ammirevoli entrambe le scelte, non si può negare che la scelta, molte volte, non sia anche condizionata.

Ho 26 anni e in Italia mi sento e mi fanno sentire una poppante, all’estero mi sento vecchia. Dando uno sguardo all’Italia da fuori si capisce quanto patetico sia chi definisce un ragazzo che vive a casa dei suoi a 30 anni “bamboccione”. Quanto retorici e insensati siano anche i discorsi alla “armiamoci e partite”.  Patetico perché nell’ultima delle nazioni in cui ho vissuto, la Lettonia, nonostante una crisi economica, quella vera, galoppante, paradossalmente c’è un tasso d’apertura ai giovani che in Italia sarebbe impensabile.

A Riga avevo un lavoro che adoro, content manager per Movolo, un sito di viaggi, la mia più grande passione, ed i miei colleghi erano in gran parte anche più giovani di me (io ho 26 anni). Un lavoro con già molte responsabilità e che ti permetta di fare carriera è possibile averlo anche se si hanno appena 22 anni, all’estero, non in Italia. Il giovane è considerato una RISORSA per svecchiare il sistema…in Italia una MINACCIA allo svecchiamento!

Paradossalmente, l’anno e mezzo che ho passato a lavorare a Bari e provincia è stato il peggiore della mia vita professionale, perché a nessuno interessava avere un “impiegato curioso” quanto piuttosto un “impiegato obbediente”.

Vi ricordate la copertina dell’Economist raffigurante Berlusconi e intitolata “The man who screwed a country”? Bene, è l’anticamera di un report dedicato all’Italia di ben 14 pagine in cui si afferma, tra le tante cose, a chiare lettere che in Italia, la carriera comincia a 60 ANNI.

Io ho scelto di andarmene e la mia scelta mi pare coraggiosa tanto quanto quella di chi ha deciso di restare per tentare di cambiare questa tendenza, per svecchiare il sistema Italia, creato e mantenuto proprio da chi accusa i giovani di essere vittime di quel sistema.

Non piangiamoci addosso, certo, ma neanche sottovalutiamo il fatto che di certo, il nostro, non è un Paese che offre molte scelte al vivere a casa con i genitori e ad essere controvoglia “mantenuti”.

Commenti 

 
#15 Michele Dipinto 2011-07-11 17:05
Un "non più giovane "come me si arrabbia quando si accorge che nel dibattito che si sviluppa sul lavoro e il futuro dei ragazzi non si sottolinea adeguatamente l'atroce delitto generazionale che si perpetra in Italia.Ho visitato o frequentato città come Madrid , Berlino , Cracovia ,Tallin ,Riga , Bucarest, Budapest, , Bratislavia e confermo che nell'aria si sente la spinta motivazionale delle autorità preposte
nei confronti della gioventù locale che viene ritenuta la vera , unica , preziosa risorsa per il futuro della nazione.
In Italia , culla di civiltà , scrigno di tesori inestimabili e da sempre fucina di talenti , le risorse umane vengono sistematicamente umiliate e vilipese. Questo non è semplicemente un cattivo andazzo frutto di malgoverno ma è un atroce genocidio punibile dai tribunali internazionali per crimine verso l'umanità.
Se questa vi sembra una esagerazione vuol dire che siete (siamo) talmente assuefatti alle ingiustizie che non sarà facile venire fuori da questo pantano.
Auguri di cuore.
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#14 Pasquale Renna 2011-07-11 09:08
Sebbene io reputi apprezzabili le intenzioni di Maria, vorrei avvertire di non affontare in maniera ingenua la questione dell' "abitare". Tutti noi desideriamo un mondo a misura d'uomo, e soprattutto a misura di bambino e di diversabile, ovvero attento alle esigenze delle persone più bisognose di attenzioni. La realtà, invece, è fatta di relazioni di forza nell'ambito delle quali chi, come noi, sogna un mondo che non sia "tarato" sulle esigenze dei ricchi e dei potenti, che col denaro possono comprare qualunque comfort, deve cercare i propri spazi. Tale ricerca non è scontata. Si può discutere sulla necessità di educare ai valori, ma anche in tale campo bisogna essere realisti, e sapere che chi detiene una qualsiasi forma di potere non vi rinuncia in nome delle buone intenzioni. E' questa la ragione per cui abitiamo un mondo inquinato pur avendo a disposizione tecnologia "pulita", armato pur sapendo che le atomiche ci spazzerebbero via dal pianeta in massa, ed infine economicamente squilibrato pur avendo cibo e terra per tutti.
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#13 Maria 2011-07-10 19:00
andare...restare...perchè interrogarsi su questo? se tutti 7 miliardi di persone facessimo carriera, lavorassimo nelle multinazionali sarebbe insostenibile, e lo sappiamo tutti ormai. Forse bisognerebbe iniziare a ripensare il lavoro, lo stile di vita, l'intero sistema. A Noicattaro come altrove voi "giovani di mondo" lo sapete bene. Si può continuare a lavorare per il profitto? O forse bisogna cambiare le priorità lavorare per la salute, la terra, l'acqua che fra vent'anni avrà costi proibitivi. Forse il problema è uguale ovunque...c'è tanto da fare, e bisogna avere davvero voglia di lavorare e tanto tanto coraggio. Maria
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#12 Carmelo 2011-07-10 18:26
Ciao Anna Franca, conosco parte della tua vita formativa e devo dirti di essere orgogliosa di essere quello che sei oggi.
Io credo che saresti capace di ravvivare Bagdad anche facendo la salumaia perchè hai nell'anima una luce ed un entusiasmo che contagia!
Brava e complimenti per l'articolo!
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#11 miki gorizia 2011-07-10 14:35
Questo articolo rappresenta l'esatta risposta a scatenare una discussione critica e sincera lanciata dal contenuto provocatorio del mio articolo... e quando dico provocatorio intendo sempre "scintille" per accendere un dibattito, farsi autocritica, originare riflessioni. Assolutamente non percepito alcun astio, anzi Grazie Anna Franca...
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#10 giovanna 2011-07-09 21:41
vorrei avere il tuo coraggio..
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#9 giusicaristina 2011-07-09 20:36
bellissimo articolo .....hai fatto bene ad andare....a me che sono madre con tre figli fuori regione e in regioni diverse hanno detto....fa tornare i tuoi figli perchè non è giusto restare da sola...io sono orgogliosa del loro coraggio di andar via a 20 anni e di essersi costruiti da soli un futuro che ora è solido.....ti ammiro per come hai saputo esporre bene la situazione italiana...l'italia non vuol cambiare e la speranza è solo in giovani coraggiosi e motivati ...un grande in bocca al lupo...i giovani hanno diritto alla certezza di un futuro migliore.
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#8 giacomo colonna 2011-07-09 19:57
Annafranca sono Giacomo Colonna, sei l'orgoglio dell'associazione Nojaltri =x(=/=), alla pari di tutte le persone ECCEZIONALI E SPECIALI che nell' associazione ci hanno creduto e vissuto.
Mi piace che nell'articolo hai usato la tecnica di zio APO " non troppo dolce da essere mangiato e n'è troppo amaro da essere sputato" se hai la possibilità di incontrare Miki Gorizia chiarisci che nei suoi non hai alcun astio, io so che non è nel tuo carattere e nel tuo stile serbare rancore; Io penso inoltre che sicuramente Miki è da ammirare per la schiettezza e l'onestà intellettuale (condivisibile o meno il suo articolo).
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#7 anarchist 2011-07-09 17:25
Finalmente, era ora....un bell'articolo, davvero scritto bene... una vera testimonianza, riflessioni ottime.
10 e lode!!!
Ma ahimè! Solo tante vane parole...come tutte d'altronde. Incomincio a temere che i giovani passeranno molto presto al disordine ed alla violenza...
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#6 ned 2011-07-09 16:45
Tutto vero. Anch' io sento una urgenza di andare all'estero, di sentirmi utile per quel che so fare e non per l'obbedienza che riesco a portare.
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#5 Eliana 2011-07-09 15:55
Eh già, il nostro è un Paese dove è difficile e frustante essere giovani! Ma non diamo sempre la colpa agli altri: siamo noi che a vole preferiamo essere così, un pò in diparte, è a noi che a volte piace essere menefreghisti, è a noi che a volte piace non assumerci qualche responsabilità. Il nostro è un Paese dove i giovani non hanno un futuro, ma neanche si impegnano molto per screarselo. Andarsene è una scelta, ma forse rimanere per cambiare qualcosa è una scelta più coraggiosa. Potrà sembrare solo retorica, ma io ci credo davvero!
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#4 Pasquale Renna 2011-07-09 14:21
In Italia "i giovani muoiono e i vecchi resistono", come disse Theoden di Rohan nella seconda parte della saga "Il Signore degli Anelli", dinanzi alla tomba del figlio morto. I giovani sono comunque vittime di un sistema-Paese che guarda al passato perchè sa di non volere un futuro. Purtroppo.
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#3 Pietro Deflorio 2011-07-09 13:17
ti stimo!!
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#2 LuigiNojano 2011-07-09 13:10
Nessun articolo e stato migliore di qst...l'Italia è quella che si legge in qst righe...l'Italia vera quella che realmente viviamo noi giovani e non pizza spaghetti e mandolino(l'Italia che vogliamo mostrare al mondo)...la vera Italia è quella che ad un colloquio di un 24enne appena uscito dall'università con il massimo dei voti chiede le esperienze lavorative(che ovviamente non ha), quella che aumenta ogni anno che passa l'età per la pensione, quella che non aiuta le imprese ma le uccide, quella che aumenta le tasse (anche quelle universitarie) facendo aumentare una crisi che ci sta massacrando pur non essendo letale come qlla degli altri paesi, quella che passa sopra ad ogni diritto del cittadino, quella con il maggior numero di deputati senatori e politici vari a cui rimborsare le spese anche quelle private, quella con i mafiosi al comando, quella dove non si può esprimere un proprio pensiero...e potrei andare avanti x secoli...qst è la vera Italia ed è da tutto questo e da molto altro che cerchiamo di scappare xke cercare di cambiare un paese che non ha intenzione di cambiare e uno spreco di tempo...siamo stufi di un Italia delle tante parole e dei pochi pochissimi fatti
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#1 nicola di pinto 2011-07-09 12:40
complimenti per l' articolo e in bocca al lupo per la tua carriera
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