Venerdì 18 Maggio 2012
   
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C'E' QUALCUNO CHE INTERPRETA IL DISAGIO CIVILE DEI NOJANI?

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Noicàttaro è una ridente cittadina che digrada verso il mare lungo un dolce, verdeggiante declivio ma, al contempo, è una realtà urbana e sociale molto particolare.

 

I problemi, a Noicàttaro, non si risolvono, ma si nascondono sotto il tappeto di turno. L'importante non è tentare di superarli, ma, al contrario, dare a vedere che o non ci sono, o non sono poi così seri.

Così può capitare che, nell'arco di neanche due anni, due sindaci liberamente, democraticamente e sovranamente eletti dal popolo si dimettano. Perché?

Può capitare che alle amministrative si elegga qualcuno in una coalizione, e qualche mese dopo questi lo si ritrovi

in un'altra coalizione, dopo che se ne erano dette tante rispettivamente contro in campagna elettorale.

Può capitare che la cittadinanza preferisca un commissario prefettizio, ovvero un pubblico ufficiale calato dall'alto, al sindaco. Perché?

Può capitare che un ragazzo decida di saltare nel nulla. Perché?

Può capitare che un viticoltore di ritorno dal lavoro sia colto da un improvviso malore e muoia di cancro due mesi dopo. Perché?

Può capitare che si verifichino inattese esplosioni d'ira, anche fra le pareti domestiche, tali da far sobbalzare il vicinato che, poi, puntualmente, resta inerte. Perché?

Probabilmente poche persone, a Noicàttaro, si prendono la briga di tentare una risposta radicale a tali “perché”. Eppure una risposta sarebbe doverosa ma, forse, richiede un impegno eccessivo. Eccessivo è quel tipo di impegno che porta il soggetto ad ex-cedere, ossia a proiettasi fuori (ex) dalla cerchia dei propri interessi.

L'impegno eccessivo porta a mettersi in questione nel profondo, ovvero ad interrogarsi sul senso e, soprattutto, sulla direzione del proprio agire. Tale impegno “eccessivo” sarebbe possibile soltanto a condizione che i risultati del proprio agire, in qualche modo, “parlino” a chi li mette in opera, dicendogli / dicendole sommessamente ma decisamente: <<Considera attentamente quello che stai facendo>>.

Non si tratta di moralismo. Interrogarsi sul senso delle proprie azioni e delle loro motivazioni, soprattutto quando la realtà offre risposte negative o, peggio, drammatiche, è un sano esercizio di umiltà, e l'umiltà è una grande virtù perché si nutre di ascolto e mette a digiuno l'ego.

L'ego a digiuno, poi, si proietta oltre se stesso e scopre di non essere il polo di attrazione dell'universo, ma, all'opposto, di essere una delle tante particelle di cui l'universo è composto. Una particella indispensabile perché parte del tutto che, senza di essa, sarebbe depauperato, e tuttavia una particella che non può gonfiarsi a tal punto da identificarsi con il tutto.

Il disagio della nostra comunità non è una mera invenzione di persone “eccessivamente” sensibili. E', invece, una realtà palpabile. Una realtà che prende corpo in eventi eclatanti che si verificano saltuariamente, e che tuttavia parlano, o dovrebbero parlare a tutti noi.

Nascondere tutto sotto il tappeto non fa bene. Non giova né alla salute fisica, né a quella morale.

Allora, per tentare di mantenere in equilibrio la salute, è necessario compiere un esercizio ermeneutico: il disagio deve essere interpretato ed elaborato. Al disagio, poi, devono essere offerte risposte credibili, di lungo respiro e, non di rado, coraggiose in quanto ispirate alla tanto difficile dieta dell'Ego.

Sull'interpretazione del disagio della nostra comunità, e non sull'organizzazione dell'evento di turno, si gioca la possibilità di pensare e mettere in atto un vivere sociale ordinato, coerente e, soprattutto, capace di futuro.

Commenti 

 
#13 Lucia Discipio 2011-07-21 12:43
James Bond,... di sicuro!!! avrai le sembianze di Sean Connery o di Pierce Brosnan??? Buona continuazione 007!! :-)
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#12 james bond 2011-07-21 08:30
Lucia, sono certo che quando incrocerai le nostre strade, non avrai problemi a riconoscerci!
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#11 Lucia Discipio 2011-07-20 10:40
Per Anto Lungo e James Bond(con quel nome potresti sistemare parecchie cose!): tutto vero e condivisibile quello che avete scritto ma, partendo dall’articolo, il mio intervento voleva significare quanto segue: noi tutti, sul web, siamo indignati per taluni atteggiamenti, noi tutti sul web sembriamo abbastanza tolleranti e educati, noi tutti sul web ci fermeremmo a dare precedenza ad un incrocio. NOI TUTTI SUL WEB. MA NOI TUTTI, NELLA VITA REALE DI TUTTI I GIORNI, REALMENTE LO FACCIAMO??? … per questo mi chiedevo: “dove siete?” , perché davvero mi piacerebbe incrociare le vostre strade quando sono in giro per Noicattaro: le mie giornate sarebbero più piacevoli e io diventerei una persona migliore. Per finire, indubbiamente una serie di accorgimenti tecnici, a partire dai dossi artificiali, aiuterebbero la situazione viaria, ma AIUTEREBBERO, perché il resto lo facciamo solo e soltanto noi. Vorrei qualche informazione in più dell’associazione. Grazie.
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#10 Pasquale Renna 2011-07-20 06:25
Rispondo a Miki Gorizia sulla questione della democrazia. E' vero che la democrazia, a differenza della repubblica, non è una forma di governo, ma uno stile di governo, quello basato sulla partecipazione il più possibile ampia alle scelte di interesse comune. Affinchè tale partecipazione possa essere effettiva e non solo di facciata, però, è necessario che la comunità che vuole la democrazia vi si educhi. Quando registriamo un gap tra le possibilità di partecipazione offerte dalle istituzioni repubblicane e la qualità delle scelte compiute dalla comunità, allora emerge la crisi della qualità democratica del vivere civile. Oggi non la democrazia ma la repubblica sta cambiando, ovvero viene curvata in senso oligarchico, perchè vi è un diffuso deficit di educazione alla democrazia.
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#9 Psicol 2011-07-19 17:20
Noicattaro è ormai un paese defunto e nei prossimi anni sarà ancora peggio.
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#8 james bond 2011-07-19 15:59
In risposta a nojana09 e Lucia discipio:
il problema non è il sindaco che approva ma chi è preposto a predisporre i piani di viabilità che ha ancora A MIO AVVISO FORSE molto da imparare...o forse ha sbagliato mestiere. La viabilità nella nostra Noicattaro è ancora un'entità sconosciuta. Prendiamo ad esempio i poveri pendolari sudest che rischiano tutti i giorni la vita per attraversare via Cadorna e recarsi in Stazione: non ci sono neanche le strisce pedonali...tanto non servono! e le folli corse in via giovanni XXIII per passare col verde? eppure, per evitare di restare "incastrati" dal rosso c'è sempre via amendola! e invece come tanti pecorono, tutti incolonnati con la mano sul clacson. Nella vicina rutigliano ma anche in altri comuni hanno "inventato" i dossi artificiali. Da noi quando arriveranno? via verdi, via cadorna, via giovanni XXIII, via perotti, provate ad attraversarle. le rotonde che nei paesi nordini sono un chiaro segno di civiltà, a Noicattaro pare che siano utili solo a stilare la classifica dell'automobilista più prepotente. Ma potremo parlare di sensi unici non rispettati, di parcheggio selvaggio, di auto come discoteche mobili che fanno tremare il pavimento.
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#7 MSI 2011-07-19 15:33
Conosco un ragazzo di nome B. T.,molto solo e asociale.
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#6 lele 2011-07-19 13:42
esatto, c'è bisogno di una sveglia
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#5 Anto Lungo 2011-07-19 10:30
Condivido il disagio di Lucia per il discorso di Via Verdi dove l'incrocio con Via paolo VI è terra di nessuno e il fatto che qualcuno attraversi sulle strisce pedonali invisibili è quasi un disturbo e spessissimo devo impormi per attraversare la strada e far fermare qualche macchina.
Informo che abbiamo creato un'associazione culturale "anNOJAti" e stiamo avendo qualche difficoltà per reperire una sede e l'intento è quello di creare un punto di incontro e discussione costruttiva.
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#4 Lucia Discipio 2011-07-19 10:02
Quanto mi piacerebbe incontrare quanti, come me, commentano ogni tanto o assiduamente, questo genere di articoli!! sembriamo tutti abbastanza civili, abbastanza educati e abbastanza equilibrati ma.... quando sono in giro per Noicattaro purtroppo, mi capita solo raramente di incrociare qualcuno che, per esempio, mi conceda il tempo strettamente necessario per poter parcheggiare correttamente o che mi lasci il tempo di ingranare la marcia prima che suonino ininterrottamente il clacson a un semaforoovvero che mi diano il tempo di attraversare la strada senza essere falciata in pieno in quel di Noicattaro alla Via Verdi. Dove siete??? potremmo incontrarci, che ne dite?? ne sarei davvero felice!!!
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#3 ned 2011-07-19 08:36
Il nodo cruciale per il futuro di Noicàttaro parte proprio dai suoi giovani, oggi molto soli e asociali.
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#2 nojana09 2011-07-18 21:36
Infatti, è proprio per diminuire i disagi che si sono inventati il cambio della circolazione stradale da un momento all'altro, in una strada che stranamente era tra le più ordinate.. forse il sindaco o chi ha approvato questo nuovo scempio ha deciso di regalarci la benzina .. forse nn si sono accorti che aumenta ogni giorno e che nn tutti i nojani sono milionari.. vogliamo parlare dell'immondizia, dei rumori, dei vicini irrispettosi e maleducati?? Tutto è disagio!! ma cosa ci possiamo fare.. siamo a Noicattaro, dove tutto è possibile, tranne l'educazione e il rispetto!!!
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#1 miki gorizia 2011-07-18 20:16
...poichè il disagio di essere Nojani è contenuto nel più ampio disagio di essere Italiani, questo tappeto dovrebbe essere bello grande per nasconderci tutto sotto. Non credo sia questione di nascondere, quanto di tenere a distanza e questo proprio per difendere il proprio sistema nervoso, perché a pensare a come ripulire il Paese da certa politica e sperare di poterlo mai rimettere a posto, sì è vero, se ne va la salute... la gente è troppo stanca di sopportare e ahimè anche di reagire...Quando a difesa degli eletti si usa questa formula, che sa ormai di liceità a permettersi di tutto, "eletti democraticamente" dalla popolazione, mi chiedo allora all'origine, siamo proprio convinti che l'uso della parola "democrazia" non abbia subito un qualche processo di mutazione, tanto localmente quanto globalmente?
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