PIANTO E NOSTALGIA DEGLI ESULI
“Finché c’è l’uomo c’è un baluardo che non crolla”
(Eschilo)
Mancano pochi giorni… e poi sarò negli Stati Uniti d’America. Mi presento: mi chiamo Vincenzo Latrofa, ragazzo di 20 anni nato e cresciuto a Noicàttaro. Nessun’altra categoria. Nel 2009 dopo essermi diplomato e aver pubblicato il mio primo libro di poesia, avendo parecchi vermi metafisici nella mia anima, ho deciso di iscrivermi all’università di Venezia per studiare lingua e cultura Araba ed Ebraica, le lingue liturgiche di due religioni, e da lì alla scelta di dedicarmi allo studio della Bibbia e del Corano il passo è stato breve.
Da allora ho studiato in parecchi posti: Venezia, la città che da una plaga remota mi ha riempito della poesia che non sono ancora capace di scrivere; poi l’Egitto, dove ho visto la gente sofferente per la povertà e per la dittatura, ma anche i loro volti ospitali e generosi nei quali era scolpito l’ardente desiderio di libertà; e infine la Spagna, un paese inutile fatto di gente suddita e priva di capacità d’analisi, e adesso sto per entrare in un’università Americana…
Sono partito esattamente due anni fa da Noicàttaro sapendo poco di me stesso e del mondo che mi circondava e oggi mi ritrovo a vivere un’esperienza ignota e intrigante che abbraccia tre continenti estremamente diversi fra di loro (America, Europa e Medio Oriente), tutto questo per me non ha prezzo, sapete che un certo Erodoto 3000 anni fa ha vissuto la stessa cosa?
E’ iniziato tutto da Venezia e sto per raggiungere gli Stati Uniti… il Nord Italia e l’America, apparentemente così diversi eppure da un secolo lo specchio dei disagi e delle aspirazioni di noi Meridionali: fra le due guerre erano le terre promesse di chi partendo con scarpe e valige di cartone chiedeva di poter sfamare la propria famiglia, oggi sono le menti migliori che partono per cercare di realizzare le proprie aspirazioni, impoverendo doppiamente il Sud.
In tanti, ragazzi e non, mi hanno domandato: “tornerai un giorno?” , “pensi che si debba partire per tornare o per andare via per sempre?”
Penso innanzitutto che quando si è giovani si debba partire, per curiosità, perché la vita è un libro dove chi non viaggia legge solo la prima pagina, bisogna partire perché “viaggiare è la scoperta dell’altro” come scrisse il premio Nobel Naipaul, e la diversità è qualcosa che ti completa…
Non si emigra solo per scappare dalla crudeltà di casa propria, ma anche per cercare la profondità della propria anima.
Bisogna tornare?
Baudelaire scrisse “resta se puoi, parti se devi”. Io non ho una risposta a questa domanda. Voglio però dire una cosa: Mi mancano molto l’Italia e la Puglia. Ma ho una domanda: questo Paese e la sua parte Meridionale come sono oggi sono in grado di mettere i giovani nella condizione di esprimersi? Io sogno di poter tornare e di poter mettere a disposizione della mia gente ciò che sto imparando fuori, ma riusciremo noi giovani a prenderci oltre che il futuro, un presente che ci è negato da un paese vecchio che sembra non avere orgoglio di progredire?
C’è un dolore generazionale molto vasto, il dolore di una generazione che vede l’etica barattata per i reality show, il dolore di una generazione che vuole riappropriarsi della parola “onore”, che da troppo tempo è entrata in un campo semantico mafioso.
C’è un dolore di giovani quando guardiamo i nostri coetanei che hanno introiettato questo sistema e oggi ne sono morbosamente vassalli, perché se dobbiamo dirla tutta, qui nel Meridione l’unica cosa che abbonda oltre alle ore di sole è la mediocrità, oggi la maggior parte dei giovani vive senza nessuno stimolo culturale, e gli va bene così, il problema è che con la loro mediocrità tentano di limitare chi vuole sviluppare il proprio potenziale, perché il successo è qualcosa di imperdonabile in questa terra.
Le scuole in molti casi si sono ridotte ad essere parcheggi per le natiche di burocrati corrotti che costruiscono il proprio impero sulle tangenti e i Licei che dovrebbero essere laboratori per giovani menti e dovrebbero formare la futura classe dirigente sono scatole rigonfie di estrogeni impigrenti per bimbi-minchia che si ostinano a non guardare in faccia la complessità della vita, perché pensano che ci sarà sempre la mamma a condirgli il piatto.
E’ tempo che questa terra si assegni la sua meta, è tempo che l’uomo pianti il seme per la sua speranza più alta , è tempo che la gioventù si assuma il compito di riportare questa Nazione alla sua indole nativa e nell’elemento di questa aspirazione ricostruisca la Nazione, in questo modo la nostra Idea diventerà Nazione, e la Nazione si identificherà col destino del Popolo.
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Commenti
Sintesi di secoli e secoli di filosofia occidentale.
Affrancarsi dall'uomo, dalla nazione, dalla patria e sopratutto dai pater.
Buona Gita
korovaplus.blogspot.com/
VI COMUNICHIAMO CHE LA PUBBLICAZIONE DI ARTICOLI E L'APPROVAZIONE DEI COMMENTI
RIPRENDERA' A PARTIRE DA LUNEDI' 22 AGOSTO.
BUONE VACANZE A TUTTI!
LA REDAZIONE
STAFF LA VOCE DEL PAESE
condividendo l'ideologia dell'illustre control non posso che fare un appunto sulla spagna.
ne comprendo l'ignoranza che ti ha dato quel senso di schifo, visto che qua al sud siamo i più forti del mondo (hai voglia a dire il futuro è la cina o l'india: il vero futuro è l'aspromonte!).
in compenso io ti posso dire che in spagna ho trovato una strana fratellanza, uno strano senso di unione anche tra sconosciuti. roba che purtroppo al sud possiamo immaginare solo nei sogni, essendo ognuno giustamente preso dai propri problemi personali, dalla ragazza e dal sistema per cui tutti lavoriamo volenti o nolenti.
voglio solo ringraziare tutti i membri di questo sistema perchè nonostante tutto il sud è ancora vivo e ne è la dimostrazione il settebello azzurro campione del mondo di pallanuoto, sport storicamente sviluppatosi nel sud italia.
poi che si sian fatte scoperte genetiche strabilianti a napoli, dove il cnr continua a fare il suo lavoro nonostante i copiosi tagli alla ricerca, sai che CE NE IMPORTA: tanto quando tutto manca per guarire abbiamo i vecchi rimedi della nonna!
w il sud italia e la sua intelliggenza sopraffina!
Io sono un uomo libero non certamente tu che fuggi via dai problemi del sud senza affrontarli.
Anche io potrei andare per il mondo ma preferisco combattere nella mia terra e per la mia patria.
Siamo su due mondi diversi ed abbiamo età e cultura diversa.
PS.Durante la mia breve permanenza a Madrid rimanevo impressionato da una sensazione:respiravo aria di cultura come in nessuna altra parte del mondo.Non credo che cultura sia sinonimo di sudditanza.
Vincenzo ti aururo una buona vita.
Grazie per impoverirci e soprattutto per considerarci menti mediocri o peggiori.
Sono orgoglioso di essere una mente peggiore e di restare nella mia terra a combattere per la libertà di ognuno e per il rispetto di tutti. Senza dubbio viaggiare stimola e aiuta la conoscenza (di persone, di cose, di realtà, di forme di pensiero, di stili di vita). La conoscenza deve, però, trasformarsi in dono per la collettività e credo che la nostra collettività-comunità ha estremo ed urgente bisogno di conoscenza. Ancor più credo che il Mezzogiorno ha bisogno di gente che "ritorna" e gente che "non parte", gente di buona volontà che riconosca nell'altro, senza fare alcuna discriminazione, la parte mancante di se stesso utile all'edificazione di un futuro giusto.
Da una persona colta come sembri essere é lecito aspettarsi giudizi meno superficiali. Non so quanto tempo tu abbia vissuto in Spagna, ma trovo ciò che dici profondamente sbagliato, e denso di un odioso elitarismo. Un consiglio: noi italiani spesso confondiamo il pragmatismo con la superficialità. Vivendo in Spagna ho imparato a distinguere tra le due cose.
In bocca al lupo.
Oltre alla mediocrità italiana, aggiungerei anche il suo diretto sport nazionale,...la lamentela.
Non penso sia giusto etichettare la Spagna come "un paese inutile fatto di gente suddita e priva di capacità d’analisi", anche se questa è stata la tua esperienza personale e non credere che in America troverai il sogno Americano dei film. Quando le cose si guardano con il teleobiettivo sembrano piu grandi di quelle che sono. Quando prendi la lente di ingrandimento inizi a notarne le sfumature. Abbassa di qualche grado il tuo ego.
Errori comunque giustificabili dall'età. Buon viaggio.