Venerdì 18 Maggio 2012
   
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MANCANO POCHI GIORNI E POI SARO' NEGLI STATI UNITI

partenza


PIANTO E NOSTALGIA DEGLI ESULI

“Finché c’è l’uomo c’è un baluardo che non crolla”

(Eschilo)

Mancano pochi giorni… e poi sarò negli Stati Uniti d’America. Mi presento: mi chiamo Vincenzo Latrofa, ragazzo di 20 anni nato e cresciuto a Noicàttaro. Nessun’altra categoria. Nel 2009 dopo essermi diplomato e aver pubblicato il mio primo libro di poesia, avendo parecchi vermi metafisici nella mia anima, ho deciso di iscrivermi all’università di Venezia per studiare lingua e cultura Araba ed Ebraica, le lingue liturgiche di due religioni, e da lì alla scelta di dedicarmi allo studio della Bibbia e del Corano il passo è stato breve.

Da allora ho studiato in parecchi posti: Venezia, la città che da una plaga remota mi ha riempito della poesia che non sono ancora capace di scrivere; poi l’Egitto, dove ho visto la gente sofferente per la povertà e per la dittatura, ma anche i loro volti ospitali e generosi nei quali era scolpito l’ardente desiderio di libertà; e infine la Spagna, un paese inutile fatto di gente suddita e priva di capacità d’analisi, e adesso sto per entrare in un’università Americana…

Sono partito esattamente due anni fa da Noicàttaro sapendo poco di me stesso e del mondo che mi circondava e oggi mi ritrovo a vivere un’esperienza ignota e intrigante che abbraccia tre continenti estremamente diversi fra di loro (America, Europa e Medio Oriente), tutto questo per me non ha prezzo, sapete che un certo Erodoto 3000 anni fa ha vissuto la stessa cosa?

E’ iniziato tutto da Venezia e sto per raggiungere gli Stati Uniti… il Nord Italia e l’America, apparentemente così diversi eppure da un secolo lo specchio dei disagi e delle aspirazioni di noi Meridionali: fra le due guerre erano le terre promesse di chi partendo con scarpe e valige di cartone chiedeva di poter sfamare la propria famiglia, oggi sono le menti migliori che partono per cercare di realizzare le proprie aspirazioni, impoverendo doppiamente il Sud.

In tanti, ragazzi e non, mi hanno domandato: “tornerai un giorno?” , “pensi che si debba partire per tornare o per andare via per sempre?”

Penso innanzitutto che quando si è giovani si debba partire, per curiosità, perché la vita è un libro dove chi non viaggia legge solo la prima pagina, bisogna partire perché “viaggiare è la scoperta dell’altro” come scrisse il premio Nobel Naipaul, e la diversità è qualcosa che ti completa…

Non si emigra solo per scappare dalla crudeltà di casa propria, ma anche per cercare la profondità della propria anima.

Bisogna tornare?

Baudelaire scrisse “resta se puoi, parti se devi”. Io non ho una risposta a questa domanda. Voglio però dire una cosa: Mi mancano molto l’Italia e la Puglia. Ma ho una domanda: questo Paese e la sua parte Meridionale come sono oggi sono in grado di mettere i giovani nella condizione di esprimersi? Io sogno di poter tornare e di poter mettere a disposizione della mia gente ciò che sto imparando fuori, ma riusciremo noi giovani a prenderci oltre che il futuro, un presente che ci è negato da un paese vecchio che sembra non avere orgoglio di progredire?

C’è un dolore generazionale molto vasto, il dolore di una generazione che vede l’etica barattata per i reality show, il dolore di una generazione che vuole riappropriarsi della parola “onore”,  che da troppo tempo è entrata in un campo semantico mafioso.

C’è un dolore di giovani quando guardiamo i nostri coetanei che hanno introiettato questo sistema e oggi ne sono morbosamente vassalli, perché se dobbiamo dirla tutta, qui nel Meridione l’unica cosa che abbonda oltre alle ore di sole è la mediocrità, oggi la maggior parte dei giovani vive senza nessuno stimolo culturale, e gli va bene così, il problema è che con la loro mediocrità tentano di limitare chi vuole sviluppare il proprio potenziale, perché il successo è qualcosa di imperdonabile in questa terra.

Le scuole in molti casi si sono ridotte ad essere parcheggi per le natiche di burocrati corrotti che costruiscono il proprio impero sulle tangenti e i Licei che dovrebbero essere laboratori per giovani menti e dovrebbero formare la futura classe dirigente sono scatole rigonfie di estrogeni impigrenti per bimbi-minchia che si ostinano a non guardare in faccia la complessità della vita, perché pensano che ci sarà sempre la mamma a condirgli il piatto.

E’ tempo che questa terra si assegni la sua meta, è tempo che l’uomo pianti il seme per la sua speranza più alta , è tempo che la gioventù si assuma il compito di riportare questa Nazione alla sua indole nativa e nell’elemento di questa aspirazione ricostruisca la Nazione, in questo modo la nostra Idea diventerà Nazione, e la Nazione si identificherà col destino del Popolo.

Commenti 

 
#20 Antonello Didonna 2011-08-24 20:36
“Finché c’è l’uomo c’è un baluardo che non crolla”
Sintesi di secoli e secoli di filosofia occidentale.

Affrancarsi dall'uomo, dalla nazione, dalla patria e sopratutto dai pater.

Buona Gita

korovaplus.blogspot.com/
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#19 LA REDAZIONE 2011-08-06 09:50
GENTILI UTENTI

VI COMUNICHIAMO CHE LA PUBBLICAZIONE DI ARTICOLI E L'APPROVAZIONE DEI COMMENTI

RIPRENDERA' A PARTIRE DA LUNEDI' 22 AGOSTO.

BUONE VACANZE A TUTTI!

LA REDAZIONE

STAFF LA VOCE DEL PAESE
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#18 francesco petruzzi 2011-08-03 18:37
Questo è l'articolo di uno che vuole farsi pubblicità?Che gli IMPORTA ai nojani se vai via? Sei l'unico nojano che va all'estero?
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#17 Nico90 2011-08-03 08:48
viaggiare e scoprire per migliorare la propria terra...un imperativo assoluto per poter rispettare culture diverse e soprattutto per essere soddisfatti della propria esistenza...
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#16 don Tino 2011-08-02 11:58
Anche se non condivido tutto comunque resta sempre una bella riflessione ed un' analisi critica (cosa oggi molta rara soprattutto nei giovani) per un inizio diverso. BUON VIAGGIO (interiore) !!!
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#15 vincenzo latrofa 2011-08-02 08:33
caro contrl puoi dire tutto ciò che vuoi, ma l'unico che fugge dal confronto sei tu nascondendoti dietro l'anonimato? Affermare la propria identità è un grande atto di libertà e di coraggio, a te mancano entrambe le cose?
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#14 francesco petruzzi 2011-08-01 23:24
Vincenzo Latrofa è facile criticare,è facile andare via. I veri uomini si vedono qui,nella terra d'origine.Aiuta a sviluppare il tuo paese,cerca di emergere qui nella tua terra.
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#13 alessio o settebello 2011-08-01 21:34
caro vincenzo,
condividendo l'ideologia dell'illustre control non posso che fare un appunto sulla spagna.
ne comprendo l'ignoranza che ti ha dato quel senso di schifo, visto che qua al sud siamo i più forti del mondo (hai voglia a dire il futuro è la cina o l'india: il vero futuro è l'aspromonte!).
in compenso io ti posso dire che in spagna ho trovato una strana fratellanza, uno strano senso di unione anche tra sconosciuti. roba che purtroppo al sud possiamo immaginare solo nei sogni, essendo ognuno giustamente preso dai propri problemi personali, dalla ragazza e dal sistema per cui tutti lavoriamo volenti o nolenti.
voglio solo ringraziare tutti i membri di questo sistema perchè nonostante tutto il sud è ancora vivo e ne è la dimostrazione il settebello azzurro campione del mondo di pallanuoto, sport storicamente sviluppatosi nel sud italia.
poi che si sian fatte scoperte genetiche strabilianti a napoli, dove il cnr continua a fare il suo lavoro nonostante i copiosi tagli alla ricerca, sai che CE NE IMPORTA: tanto quando tutto manca per guarire abbiamo i vecchi rimedi della nonna!
w il sud italia e la sua intelliggenza sopraffina!
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#12 CONTRL 2011-08-01 18:37
Caro vincenzo tu vivi solo di fantasia e di una mediocre compagna di vita, la religione.
Io sono un uomo libero non certamente tu che fuggi via dai problemi del sud senza affrontarli.
Anche io potrei andare per il mondo ma preferisco combattere nella mia terra e per la mia patria.
Siamo su due mondi diversi ed abbiamo età e cultura diversa.
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#11 Michele Dipinto 2011-08-01 17:28
Pur ritenendomi cittadino del mondo penso che, ogni volta che un indigeno della più bella terra del mondo lascia il luogo natio, lo Stato commette un delitto ai danni del Mezzogiorno italiano.Siamo in presenza di un genocidio che bisogna arrestate.


PS.Durante la mia breve permanenza a Madrid rimanevo impressionato da una sensazione:respiravo aria di cultura come in nessuna altra parte del mondo.Non credo che cultura sia sinonimo di sudditanza.

Vincenzo ti aururo una buona vita.
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#10 vincenzo latrofa 2011-08-01 17:21
lilliput quella frase non la dico ma è parafrasata da un discorso di Napolitano da presidente delle Repubblica che rispose al rettore dell'università di Roma che in una lettera aperta a suo figlio lo invitava ad andare via dall'Italia per "poter realizzare le proprie aspirazione"
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#9 lilliput 2011-08-01 15:21
"oggi sono le menti migliori che partono per cercare di realizzare le proprie aspirazioni, impoverendo doppiamente il Sud"
Grazie per impoverirci e soprattutto per considerarci menti mediocri o peggiori.
Sono orgoglioso di essere una mente peggiore e di restare nella mia terra a combattere per la libertà di ognuno e per il rispetto di tutti. Senza dubbio viaggiare stimola e aiuta la conoscenza (di persone, di cose, di realtà, di forme di pensiero, di stili di vita). La conoscenza deve, però, trasformarsi in dono per la collettività e credo che la nostra collettività-comunità ha estremo ed urgente bisogno di conoscenza. Ancor più credo che il Mezzogiorno ha bisogno di gente che "ritorna" e gente che "non parte", gente di buona volontà che riconosca nell'altro, senza fare alcuna discriminazione, la parte mancante di se stesso utile all'edificazione di un futuro giusto.
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#8 vincenzo latrofa 2011-08-01 13:27
ciao Francesco, sulla mia esperienza in spagna ho scritto un articolo intero sapendo che avrei subito un sacco di critiche. Ammetto i limiti di quell'affermazione come tu giustamente riporti, ma non volevo divagare sul tema anche se sarebbe giusto argomentare una simile frase. In spagna purtroppo ci ho vissuto 10 mesi, dico solo che non è il luogo dove idealmente costruirei la mia vita e spero di non tornarci mai più. Perdonami se non parlo in toni entusiastici di tutto ciò che viene, ma credo sarebbe una grande ipocrisia.
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#7 gennaro 2011-08-01 13:22
molto bello complimenti !!per dire la mia ...io credo che bisogna sempre tornare ,ma anche che partire per un periodo della propria vita è ,o meglio dovrebbe essere, un qualcosa di imprescindibile per un uomo .stare a contatto con altre culture ti arricchisce infinitamente e inoltre ti fa finalmente capire quanto in realtà luccichi il tesoro che ti sei lasciato alle spalle ,seppure uno nasce vive e muore in un unico luogo ,questi nn riuscirà mai a capire il vero valore della sua terra e delle sue origini .alkcune cose si capiscono a distanza !!
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#6 Francesco 2011-08-01 12:34
"la Spagna, un paese inutile fatto di gente suddita e priva di capacità d’analisi"

Da una persona colta come sembri essere é lecito aspettarsi giudizi meno superficiali. Non so quanto tempo tu abbia vissuto in Spagna, ma trovo ciò che dici profondamente sbagliato, e denso di un odioso elitarismo. Un consiglio: noi italiani spesso confondiamo il pragmatismo con la superficialità. Vivendo in Spagna ho imparato a distinguere tra le due cose.

In bocca al lupo.
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#5 vincenzo latrofa 2011-08-01 12:26
grazie contrl per avermi fatto notare di aver dimenticato di scrivere nell'articolo che anche chi ha delle ambizioni nella "terra natìa" merita di essere punito. Ricordati che la battaglia che conduciamo è anche contro i pregiudizi sui cosìdetti (purtroppo) "terroni", ma di chiusura mentale ne vedo ancora tanta.
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#4 Davide Cutrì 2011-08-01 12:13
Bella la "patria natia", quella che considera me e Vincenzo degli idioti, dei folli e a quanto pare, pure dei codardi. La stessa patria che elogia il figlio del mafioso, quello che senza avere mai toccato un libro mette in ginocchio interi paesi, e quando muore, è capace di dire "era un tanto caro ragazzo" "non doveva morire". La patria natia, quella in cui i ragazzi entrano ed escono dalle carceri, quella in cui l'oppresso non può avere alcuna ambizione... bella la "patria natia"!
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#3 Antonio 2011-08-01 12:02
Articolo ben scritto e bello. Non è nè giusto partire nè giusto tornare. È giusto tutto ciò che ti senti di fare.
Oltre alla mediocrità italiana, aggiungerei anche il suo diretto sport nazionale,...la lamentela.
Non penso sia giusto etichettare la Spagna come "un paese inutile fatto di gente suddita e priva di capacità d’analisi", anche se questa è stata la tua esperienza personale e non credere che in America troverai il sogno Americano dei film. Quando le cose si guardano con il teleobiettivo sembrano piu grandi di quelle che sono. Quando prendi la lente di ingrandimento inizi a notarne le sfumature. Abbassa di qualche grado il tuo ego.
Errori comunque giustificabili dall'età. Buon viaggio.
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#2 Franco 2011-08-01 12:01
mi da un senso di gioia vedere giovani ragazzi come te che decidono di viversela questa vita!! vai! cosi si fa!! ;)
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#1 CONTRL 2011-08-01 11:16
TANTE CHIACCHIERE E TANTA AMBIZIONE PERSONALE, SE CI TENEVI ALLA NOSTRA TERRA SARESTI RIMASTO QUI A COMBATTERE COME FACCIAMO NOI DA MOLTI ANNI PERCHE' PRIMA O POI RIUSCIREMO A CAMBIARE VOLTO A QUESTA NOSTRA MARTORIATA TERRA NATIA.
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