Chi non è mai stato attratto e incantato da capolavori di artisti noti?
E soprattutto da quei capolavori considerati tali proprio perchè incompiuti! Il fascino dell’indefinito, dell’opera sospesa nello spazio e nel tempo dà all’osservatore una libertà di idee e di pensieri che gli permettono di diventare artista per un momento. È la magia dell’incompiuto…
Bene allora mi rendo conto che nel nostro paese abbiamo degli artisti, artisti importanti ma, purtroppo, artisti senza nome. Artisti ai quali non possiamo rivolgerci per congratularci della migliorie apportate al paese e soprattutto alla vita quotidiana di ciascun cittadino.
Beh no, forse un’artista si riesce ad individuare: l’amministrazione comunale nella figura dei progettisti delle opere pubbliche.
Proprio come in una galleria futuristica, miei cari concittadini, vi propongo una visita all’installazione d’arte e architettura contemporanea sita in via Paolo VI.
Ma come è possibile che ogni volta il Comune, o chi di dovere, inizia a “lavorare” (almeno la buona volontà c’è) e poi non riesce più a portare a termine il tutto?
Vediamo un po’ come sono andate le cose. Abbiamo contattato l’Ing. Giuseppe Latrofa che ringrazio per la disponibilità e che all'epoca si occupava della realizzazione del parcheggio-verde. Come possiamo vedere dalle immagini che egli stesso ci ha gentilmente rilasciato, quello che ci sarebbe dovuto essere ora, è molto lontano dalla realtà.
Ci siamo recati di persona all’Ufficio Tecnico del Comune e L’ing. Natale Decaro ci ha spiegato con molta disponibilità come sono andate le cose. La volontà c’era, il progetto anche. E cosa è venuto a mancare allora? Risposta semplice: i soldi. Soldi che il Comune all’epoca non ha potuto avere perché non poteva accendere un contratto di mutuo. Di conseguenza, quando sono state dovute fare delle modifiche al progetto, non c’erano fondi.
E ora? Ora ci si ritrova davanti ad uno spettacolo alquanto pietoso, che visto di sera sembra l’inizio di un film dell’orrore. Non che di giorno sia migliore. Carte, ammassi di pietre, mattonelle fuori posto, erbacce. Per non parlare delle travi grezze, che dovevano essere le basi per un pergolato, ma che ora sono diventate i montanti delle porte per i ragazzini che ne hanno fatto un campo di calcetto, stile street soccer.
Dando un’occhiata alla relazione depositata all’Ufficio Tecnico Comunale, ho pescato una citazione che per un attimo mi ha portato con la mente in un altro Paese: “…panche delimitate da pilastrini a base quadrata rivestiti in pietra calcarea pugliese che sorreggono una struttura molto leggera in acciaio sulla quale troveranno comoda sede piante arrampicanti mediterranee che garantiranno un costante e fresco ombreggiamento.”
E’ uno spettacolo poco bello da vedere, soprattutto per chi ci abita e che di sera deve fare i conti con gruppi di ragazzi che, essendo al buio, fanno i loro comodi, contribuendo al degrado della “villetta”. Villetta? Sarà il caso di chiamarla villetta??? Il punto è proprio questo, la mancanza di illuminazione. Non è possibile tenere al buio uno spazio del genere, perchè proprio la mancanza di luce ha causato molti problemi al vicinato. Non sono mancati casi di molestie ai danni di una ragazzina, schiamazzi notturni, e non per ultimo furti. Si, perché questo spazio buio permette a qualche delinquente di approfittare della mancanza di illuminazione per fare “un giro” in qualche abitazione che si affaccia sul verde.
Il verde, altro tasto dolente. Qualche anno fa, tutti i residenti della zona si sono accordati e hanno fatto una richiesta al Comune di Noicattaro per “prendere in affidamento” tutto il verde che va da via Santa Chiara, fino ad incrociarsi con via Paolo VI, passando per la V Traversa. Ciò consisteva nel tenere pulito lo spazio verde e piantare qualche alberello, in modo da togliere al Comune, l’onere della gestione di questo spazio, che era rimasto vuoto a causa della mancanza delle giostre per i bambini (come si può vedere nel progetto). Il Comune ha rifiutato la mano tesa dal vicinato, dichiarando l’assenza di un bando per l’assegnazione in gestione della realizzazione e/o manutenzione delle aree a verde pubblico comunale e ha preferito lasciar morire tutto, ai danni del Paese.
La nostra presenza nelle sedi dell’Ufficio Tecnico ha già sollecitato i responsabili, che con molta tranquillità ci hanno spiegato la triste situazione economica in cui versa il Comune di Noicattaro, a cui non si può chiedere nulla al momento. L’assessore Tranchitella ha dichiarato che è necessaria una somma di circa 50.000 euro per completare l’opera, e che forse qualcosa si muoverà nel prossimo futuro. Noi cittadini non ci accontentiamo, quelle che abbiamo sentito sono soltanto belle parole. Ora vogliamo i fatti, vogliamo concretezza, vogliamo che queste immagini di progetto non restino tali, ma che diventino realtà, o almeno che siano somiglianti.
Siamo sicuri e speranzosi che questa denuncia faccia smuovere qualcosa. Molto si è detto in campagna elettorale a proposito di far tornare Noicattaro “uno dei cento Comuni della piccola grande Italia”, ora vediamo se ne siamo capaci.
L’obiettivo di questo articolo è quello di dare voce a chi, per anni, ha gridato al vento, affinchè si proceda con il completamento del suddetto spazio e lo si rivitalizzi dandogli una “nuova luce”.
Qui di seguito vi propongo foto di come doveva essere lo spazio e di come invece è ora.
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