Venerdì 18 Maggio 2012
   
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ANGURIE: LA CRISI DEL SETTORE AGRICOLO

angurie

I produttori di anguria ricorderanno quest’estate 2011. Un ricordo amaro, come i prezzi più bassi degli ultimi 30 anni del prodotto.

I consumatori che acquistano le angurie a prezzi convenientissimi, toccano con mano la crisi che attanaglia il settore. 10 centesimi al chilo non bastano a coprire le spese sostenute per la produzione e la raccolta.

Meglio distruggere il raccolto, fresarlo, piuttosto che sostenere ulteriori spese per la raccolta.

Mola, Conversano, Monopoli e Polignano: qui si produce l’80 per cento dei 500 ettari di angurie della provincia di Bari. La grandinata dell’8 giugno aveva distrutto decine di ettari soprattutto nella zona Polignano, Mola, Conversano, Turi, Sammichele, Casamassima e Adelfiadove, dove un quinto dei terreni è rimasto incolto.

Il prezzo di vendita del produttore è sceso sino al 70 %, passando dai 0,20 € al kg di giugno ai 0,10 € , e addirittura ai 0,04 € al kg delle ultime settimane – come dichiarato dal produttore Dino Lamanna, titolare dell’azienda agricola Annalisa di Polignano a mare, che utilizza oltre 100 ettari di terreno per coltivare la pregiatissima qualità “ mini rossa “. In accordo con quanto dichiarato dal signor Lamanna, è il Dott. Pietro Santamaria  della facoltà di Agraria dell’Università di Bari, che sta sperimentando delle nuove coltivazioni di angurie, e che per dar voce ai produttori ha protestato a Conversano spingendo un carrello da supermercato con all’interno  oltre 30 kg di Angurie di Mola, con un cartello che mostrava in modo eloquente lo stato di crisi dei produttori (0,10 € al kg al produttore,  0,125 € al Kg per la discarica ).

Le angurie, tuttavia, non saranno conferite in discarica ma, fresate, diventeranno fertilizzante per il terreno.

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