Martedì 22 Maggio 2012
   
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L’ABBRACCIO E LA COMETA, IL VALORE DELL’ACCOGLIENZA, VIDEO

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Sabato 1 ottobre il Palazzo della Cultura di Noicattaro ha ospitato il convegno dal titolo “Minori: un’emergenza d’amore, accoglienza e sostegno ai minori, Noicattaro e Como, esperienze a confronto”.

Il Convegno è stato promosso dal Centro di servizio al Volontariato San Nicola - Bari,
che fornisce gratuitamente servizi, azioni e sostegno a tutte le Organizzazioni
di Volontariato della provincia di Bari.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione L’Abbraccio in collaborazione con il Comune di Noicattaro e l’Associazione Il Laboratorio di Archimede.

Quattro sono stati i relatori che, rivolti ai numerosi giovani e genitori che gremivano la sala del Palazzo, hanno raccontato le loro esperienze maturate nell’ambito dell’accoglienza e del volontariato verso quei minori le cui famiglie di origine versano in difficoltà: Elvira Diserio, presidente dell’Associazione L’Abbraccio, Elsa Liturri, amministratrice del centro aperto polivalente per minori l’Abbraccio dei Piccoli, Paolo Binda e Giampaolo Cerri, dell’Associazione Cometa di Como.

Elvira Diserio apre il convegno ripercorrendo con sentita commozione quegli avvenimenti che nel 1997 permisero a due bambini di trovare accoglienza e di ricevere quel calore familiare che era stato loro sottratto nella famiglia d’origine. Da allora, la rete della solidarietà, che inizialmente fu messa in moto tramite il passaparola, si sarebbe infine concretizzata nella costituzione dell’Associazione L’Abbraccio, di cui la Diserio è presidente. “Se non sei accolto in famiglia, non vivi bene, tale è l’importanza e il valore della famiglia” le parole di sensibilizzazione sociale della Diserio si intrecciano con le proiezioni delle foto dei bambini affidati all’Abbraccio e all’Abbraccio dei Piccoli. Piccoli sorrisi, occhietti luminosi, essi scorrono sul proiettore rendendo concreti gli ideali, tangibili i valori. “La società è più umana se mettiamo il nostro aiuto a disposizione, siamo cresciuti ma siamo ancora in pochi” continua la Diserio “aprire le porte ad una persona sconosciuta non e’ facile e ci si mette in discussione come famiglia”. Eppure, l’entusiasmo sull’argomento lo si avverte chiaramente nell’aria e sembra voler dire che non c’è nessuna difficoltà che possa tener testa alla gioia che scaturisce da questo atto di amore.

Ed è proprio dalla realizzazione di un sogno che l’Abbraccio partorisce un nuovo progetto chiamato l’Abbraccio dei piccoli, centro diurno per minori amministrato dalla graziosa Elsa Liturri. “Non sono pienamente favorevole ad istituti e comunità” spiega la Liturri “il centro diurno, a differenza di questi, consente ai minori di passare tempo con le loro famiglie, di non essere estrapolati dal loro contesto di origine”. Il progetto L’Abbraccio dei Piccoli, differentemente dall’Abbraccio, si inserisce come programma di prevenzione, piuttosto che come misura di intervento d’emergenza. La loro attività è volta al sostegno e al recupero del minore, in modo da prevenirne il distacco dalla sua famiglia e l’affidamento ad un’altra. Attualmente il centro accoglie 15 minori, ai quali vengono forniti servizi gratuiti di mensa, doposcuola e laboratori di musica e teatro. “E’ bellissimo vedere come i bambini si affezionino a quella maestra o a quel volontario e viceversa. Si viene ad instaurare un legame molto forte” e la Liturri invita caldamente laureandi, educatrici e volontari a vivere sulla loro pelle questa emozionante esperienza e a contribuire con le loro competenze alle attività del centro.

Ecco dunque come la testimonianza di Paolo Binda dell’Associazione Cometa di Como si inserisce a rafforzare l’importanza sia della mobilitazione sociale verso l’accoglienza dei minori in famiglie affidatarie sia verso l’opera di prevenzione a cui i centri diurni sono rivolti. La Cometa di Como nasce dalla volontà di due fratelli, l’uno primario d’ospedale, l’altro stilista di interni. L’incontro di questi con la figura carismatica di Don Giussani ha cambiato la loro vita, portandoli non solo alla riscoperta della fede, ma anche del vivere insieme, dell’esperienza di “comunione vissuta che si genera dalla comunione dei cuori”. L’accoglienza di un bambino ha unito i due fratelli, la cui vita aveva intrapreso strade differenti. “Noi della Cometa 10 anni fa eravamo piccoli come l’Abbraccio, ora produciamo sia solidarietà che lavoro per un centinaio di persone”. Oggi la Cometa è costituita da un nucleo centrale di quattro famiglie che convivono in comunità, 8 adulti, 14 figli naturali, 24 figli affidati e ragazzi maggiorenni rimasti legati all’associazione. Attorno alla Cometa orbitano le Famiglie in Rete, ossia famiglie che hanno scelto di accogliere minori e che trovano sostegno e aiuto nella Cometa stessa. Paolo Binda lascia che siano i membri, minori in affidamento ed educatori, dell’associazione di cui fa parte a illustrare l’importanza del lavoro svolto tramite un filmato realizzato da un regista ateo e quindi da un punto di vista oggettivo. Tra le toccanti testimonianze ne cito solo un paio: “Ci si ama così tanto all’interno della Cometa che bisogna essere capaci anche di separarsi quando arriva il momento. E’ necessario amarsi a tal punto da amare anche le proprie libertà” e ancora più semplicemente “Non so come potrei vivere in una realtà diversa dalla Cometa”.

Segue il racconto di Giampaolo Cerri riguardante l’adozione di un bambino in casa propria. La famiglia di Cerri fa parte delle Famiglie in Rete. La sua testimonianza è colma di entusiasmo “E’ vero, comunico entusiasmo perché lo vivo giorno per giorno”. La famiglia di Cerri era già costituita da cinque figli naturali, ma l’esempio della Cometa e di come essa cambiasse le persone che ne fanno parte in positivo lo ha spinto a provare l’esperienza dell’accoglienza di un minore. “Questo bambino ha fatto un po’ giustizia, il suo arrivo ha spazzato via tutte le cose inutili che spesso nelle relazioni fra genitori e figli si possono vivere. Ci ha riportato all’essenziale, a quello per cui siamo fatti, al valore vero dell’esistenza”. Questa esperienza ha talmente segnato il Cerri che a giorni accoglierà un’altra figlia tra la sua famiglia. Noi di NoicattaroWeb rivolgiamo a Cerri i più sentiti auguri per questa sua nuova avventura.

Hanno chiuso l’evento, il Sindaco di Noicattaro Giuseppe Sozio che nel suo breve intervento ha ringraziato l’Abbraccio per l’apporto sociale ed economico che l’associazione fornirà al Comune e l’avvocato Francesco Lombardo, Dirigente ai Servizi Generali, il quale, partendo dalla constatazione che il 21% della popolazione del Comune di Noicattaro è costituito da giovani, ha garantito l’impegno delle istituzioni nell’ambito di interventi mirati alle politiche sulla famiglia e sui minori, di sensibilizzazione sociale sulla tematica, di diffusione della cultura della famiglia, di prevenzione al distacco del minore dal nucleo familiare di origine. Infine, l’avvocato Lombardo ha ribadito che è doveroso da parte delle istituzioni rendere la vita facile alle associazioni mobilitate nel sociale.

Chiudo con una breve riflessione personale. Ormai nelle nostre vite si è imposto un modello di società individualista. Un individuo pensa per sé, una famiglia pensa per sé, una regione pensa per sé, una nazione pensa per sé… fino a quando non si rimane coinvolti da un evento esterno, che può essere tanto un semplice incontro quanto un’ignobile guerra, ossia un evento che abbia la forza di rompere la quotidianità’ e le abitudini. Così come è emerso dalle testimonianze ascoltate al convegno, l’apertura di queste famiglie verso l’accoglienza è sempre stata causata da un evento esterno, un incontro carismatico o una situazione d’emergenza. Mi chiedo perché invece i cosiddetti “sentimenti umani”, cioè quelli che ci contraddistinguono in quanto esseri umani,  i.e., comunione, solidarietà, accoglienza o carità, non possano e debbano nascere spontaneamente nell’uomo, invece che venire sepolti dalla staticità della quotidianità’. In un universo che protende spontaneamente verso l’espansione, l’uomo preferisce chiudersi invece che aprirsi e così facendo si isola e si indebolisce. Il messaggio dei relatori del convegno invece è chiaro: apritevi al prossimo e non ne potrete più fare a meno, poiché avrete finalmente riscoperto la vostra umanità e la gioia che ne deriva dall’esserlo.

Qui di seguito vi propongo videointervista alla Sig.ra Diserio e
alla Rag. Liturri. Buona Visione!

 

Commenti 

 
#2 Ass. L_Abbraccio 2011-10-05 09:22
Hai ragione!!! infatti avevamo messo da parte qualche manifesto da affiggere nei paesi limitrofi, ma non abbiamo avuto un momento a disposizione per girare i paesi. promettiamo che la prossima volta comunicheremo in tempo. saluti
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#1 Vincenzo C. 2011-10-05 07:21
A Rutigliano non c'era un volantino o un manifesto di questa manifestazione.. mi sarebbe piaciuto molto partecipare..
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