In questi ultimi giorni in particolare, l’opinione pubblica italiana si è
imbattuta, aiutata dal clamore mediatico, sul caso Amanda-Raffaele. Come in una
finale di Champions League, si sono create due opposte fazioni: gli
innocentisti e i colpevolisti.
È curioso constatare quanto entrambe le posizioni siano irrazionali e
dogmatiche, dato che nessuno possiede elementi probatorii o atti processuali o
competenze tecnico scientifiche per stabilire una così difficile verità.
È curioso come questo caso sia divenuto eziologico, paradigmatico ( e
paradogmatico), al punto che il giornale di Belpietro abbia avuto il coraggio
di una prima pagina intitolata “Silvio come Amanda”, per alludere al presunto
atteggiamento persecutorio dei pm nei confronti di due “vittime della
giustizia”.
Interessante, in casi come questo, l’atteggiamento della gente. L’omicidio di
Meredith, dal momento in cui è stato propinato alle masse, non era più l’
omicidio di Meredith, ma un prodotto come tanti, acquistabile dal disimpegnato
supermercato dell’etica pubblica. Etica che vive i suoi fantasmi come demonii e
le sue ombre come orrore assoluto da circoscrivere ed oggettivare in altre
geografie umane.
Vari miti occidentali si sono incontrati in questo prodotto di mercato. Il
mito della giovinezza maledetta, della bellezza dannata e quindi della falsa
apparenza, il mito della metabolè, del colpo di scena sensazionalistico alla
fine della storia tragica, quando il destino sembra compiuto (un mito così
adrenalinico per il nostro senso di colpa! Chi non ha sentito un brivido alla
notizia della scarcerazione di due giovani ragazzi che avrebbero passato la
vita dietro le sbarre?).
È chiaro che i mass media giochino su un processo di identificazione. E il
migliore processo di identificazione nasce dallo scandalo e dalla presa di
distanza. Per questo stesso motivo Raffaele e Amanda, adesso, sono due eroi.
Non ci stupiremo di vederli in tv, a fare carriera in qualche reality, e non ci
stupiremo di affezionarci a loro, anche se prima li ritenevamo due esseri
alieni e abominevoli, due mostri.
Perché Raffaele e Amanda non sono Raffaele e Amanda.
Raffaele e amanda siamo noi.
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Commenti
amanda e sollecito non siamo noi... noi siamo gli spettatori passivi di un film mediatico vergognoso...al di là dell'innocenza o della colpevolezza...che resta un fatto personale e di coscienza di chi ne è coinvolto...e non un fatto di partecipazione mediatica da stadio....
premesso che il sottoscritto non dice che i ragazzi siano innocenti e che accetta solamente il vereddto della giuria, ma delle considerazioni vuole farle:
1) beata lei che conosce anche i dettagli del pagamento parcellare della difesa (complimenti).
2) lei cita ad esempio il ragazzo di colore giustiziato in america, che alla fine è risultato innocente, sono in perfetta sintonia con lei, non dovrebbe mai succedere.... e se fosse lo stesso caso questo?.
3) in uno stato di diritto e democratico come dovrebbe essere l'Italia, non dobbiamo cercare qualcuno da incolpare ma, se permette, il COLPEVOLE.
4) non so quanti possano pagare parcelle faraoniche, so solo che se ci fossi io al posto dei genitori dei ragazzi userei tutti i mezzi a disposizione.
infine le ribadisco il mio pensiero: l'unica cosa certa è la morte della studentessa (che è l'unico eroe della triste vicenda)e che le condanne si applicano solo in caso di certezze.......e se poi tra 30 anni si scopre la verità e i ragazzi fossero davvero innocenti? o vuole che si ripeta la vivenda Vanacore, Olgiada etc etc? le rinnovo l'augurio di una Buona Giornata e rimarco la mia posizione di rispetto solo alla sentenza e al dolore della famiglia della vittima.
è semplicemente quello che mi è venuto in mente leggendo il commento della Sig.ra Caristina, un commento che a dire il vero non sembra tale, sembra che la Sig.ra sia la depositaria della verità.
vede gentile Signora, l'unica cosa certa è che in questa storia (e lo dice anche l'accusa) è morta una ragazza, i processi si fanno perchè dovrebbero stabilire la verità che spesso rimane una verità solo processuale, ma che bisogna rispettare.
io non so da quali fonti lei acquisisca la certezza della colpevolezza dei ragazzi liberati, ma se al loro posto vi erano i suoi figli e vi fosse un labilissimo dubbio sulla certezza della colpevolezza, lei Sig.ra Caristina riscriverebbe le stesse cose? o farebbe le cose che hanno fatto i famigliari di amanda e raffaele?. Buona Giornata!