
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE LETTERA DI UNA CITTADINA NOJANA.
LA REDAZIONE SI RENDE DISPONIBILE AD OSPITARE UNA EVENTUALE REPLICA.
Egregio Professor Boscia,
chi Le scrive è Palma Boccuzzi, una comune paziente di 29 anni, ricoverata per ben tre volte, per esperienze diverse, presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia nel corso di tre anni.
Le mie esperienze potranno risultare banali o semplicemente un minuscolo granello di sabbia in mezzo al deserto, ma sono una donna, una donna che nel momento in cui si è trovata di fronte alla prima esperienza di un aborto interno, ben due anni fa, invece di trovarsi di fronte personale qualificato, sensibile alla situazione e quindi paziente, cortese e disponibile, ha trovato di fronte a sé gente acida, maleducata, priva di tatto e lagnosa!
Lei in primis dovrebbe sapere quanto per una donna, che magari aspetta con desiderio un bimbo, nel momento in cui si trova di fronte all’esperienza di un aborto spontaneo interno, psicologicamente è col morale sotto ai piedi e, se poi si ritrova di fronte personale del genere, secondo Lei che esperienza traumatica porterà con sé?
Ma vado oltre, perché penso che la vita oltre alle cose negative porti con sé anche un po’ di positività…
Finalmente nel giugno del 2009 resto incinta, vengo seguita dalla ginecologa, ma nel momento in cui devo effettuare esami del tipo: morfologica o translucenza nucale, nuovamente presso la Sua struttura ospedaliera, ecco di nuovo gli incontri scorbutici con personale infermieristico, che si susseguono e si ripetono fino al marzo 2010, nel momento in cui viene al mondo il mio bimbo…
In quei giorni, ok, la Sua struttura era ancora in fase di ristrutturazione, ma secondo Lei è normale che io abbia fatto il mio primo parto mentre dei manovali facevano avanti e indietro con materiale polveroso, con secchi di cemento ecc??? è normale che ho passato lei mie prime ore dopo il parto in mezzo al corridoio con gente che faceva avanti e indietro? È normale che ho passato la mia prima notte nella stanza dove altre donne facevano il tracciato e quindi durante l’orario delle visite non potevo ricevere, di mio diritto, parenti e amici?
Per poi non parlare del personale del nido, di una maleducazione unica! Senza il minimo tatto, comprensione e riguardo delle singole pazienti nonché dei nascituri…
È normale che nei primi giorni, io personalmente non avendo ancora la montata lattea, il Suo personale non mi aiutava per nulla??? Dandomi semplicemte un biberon con acqua e zucchero sperando magari che il mio bimbo si saziasse? Quando, normalmente, in queste circostanze dovrebbe stare vicino alla futura madre ed aiutarla, magari con dolcezza a capire come fare ad allattare il suo bimbo? No, non è normale, non è normale essere trattati in questa maniera, dov’è finita l’umiltà? Dov’è finita la civiltà? IO oltre ad essere una comune paziente, sono in primis un essere umano ed è un mio diritto nonché un Vostro dovere essere trattata come tale!
Ma voglio concludere con la mia ultima esperienza, forse la più triste, perché nuovamente, a distanza di due anni, mi sono ritrovata ad affrontare l’esperienza dell’aborto spontaneo interno.
Esattamente sabato 22 ottobre, alle ore 8,30 mi sono recata presso la Sua struttura, dopo due anni avevo sentito dire che era molto migliorato il reparto di Ostetricia e Ginecologia, per cui vi sono giunta con una nota di leggero ottimismo, vedendo anche che era cambiata la segnaletica stradale per giungervi, mi sono per un po’ rallegrata ma! Giunta in reparto ecco le ore d’attesa, ecco nuovamente di fronte a me il solito personale scorbutico! Per fare l’accettazione e quindi i prelievi del sangue e delle urine ho aspettato ben due ore quando in giro non c’erano né urgenze e né altre pazienti a dover seguire le stesse procedure…
Poi altre attese per l’accettazione vera e propria da affettuare dall’altro lato del reparto, quindi un andirivieni continuo, magari mentre c’erano pazienti in attesa di un cesario o bimbi da portare al nido, il tutto passando dalla sala d’attesa… e l’igiene??? Dov’è??? Boh… ma continuo col mio racconto, precisamente vero le 11,15 finalmentearriva il mio turno e sempre con acidità gratuita, l’infermiera di turno mi accompagna a fare la visita ginecologica, la compilazione dei dati, l’esame della pressione e infine quello dell’elettriocardiogramma il tutto con fretta, pressione, senza il che ben minimo di spiegazione e, nel momento in cui ponevo qualche domanda un secco si o no, basta…!
Dopo questi esami mi dicono di aspettare nella sala d’attesa finchè alle 14,00 giunge la ginecologa che mi segue e che quindi deve effettuarmi l’operazione, mi assicura che in poche ora finirà il tutto e che quindi in serata potrò uscire, il chè mi rallegra un po’…
Ma, nel frattempo altre attese, le infermiere e l’ostetrica mi fanno accomodare su una barella e dalle 14,30 alle 18,00 sono rimasta stesa su di essa, da sola, al buio e senza che nessuno chiedesse qualcosa, niente! Alcune infermiere guardavano la tv, altre parlavano tra loro, alcune si improvvisavano nelle pulizie… e della paziente? Chi se ne curava? Nessuno…
Finalmente alle 18.12 mi accompagnano al 4° piano per l’operazione e anche qui attese interminabili per preparare la sala operatoria, per farmi compilare altri moduli e, in quel frangente di tempo, io sola in corridoio, mentre c’era magari il personale che parlava o usciva per fumare una sigaretta…
Finalmente alle 18.30 passate, tutto era finito, ero un po’ stordita per l’anestesia locale, ma il grande incubo era finito… altri minuti lasciata sola in corridoio e poi finlamente su al 7° piano, nuovamente nel reparto blocco parto, nuovamente lasciata sola su una barella… finchè, innervosita ed infastidita, mi alzo, un tantino dolorante e frastornata, mi cambio e chiedo a qualcuna, magari di passaggio, quando posso uscire, nuovamente mi ritrovo alcune infermiere incollate alla tv, altre che non sanno dar risposta ed altre a bersi il caffè. Alle 19,45 scocciata e con i nervi a fior di pelle finalmente sono fuori dalla Sua struttura! Ho compilato un modulo in cui sono consapevole di essere uscita prima del dovuto, mi hanno fatto l’ultima iniezione di antibiotico e, finalmente fuori!
Io penso davvero che quest’ultima mia esperienza possa essere paragonata ad una giornata in carcere! Non è normale trovarsi di fronte a delle infermiere in preda a crisi isteriche che sbraitano mentre magari accompagnano in barella una donna in procinto di partorire, come non è normale ritrovarsi con l’incavi delle braccia livide per via di iniezioni mal riuscite o di una vena non trovata! E non è nemmeno normale che una donna incinta oltre la settimana ostetrica aspetta ore interminabili per un semplice tracciato!
Io cittadina pago le tasse, pago anche Voi medici per ricevere un servizio, un’accoglienza adeguata e questi sono i risultati??? Ma ci rendiamo conto??? Siamo trattate NOI DONNE come carne da macello in queste situazioni delicatissime! Ma stiamo scherzando? Davvero, non ci sono altre parole per commentare tutto ciò, spero solo che questa mia lettera possa farla un tantino riflettere e Lei in primis possa porsi qualche quesito e farsi qualche scrupolo di coscienza!
Sicuramente penso e credo, se Dio vuole, che una prossima gravidanza la seguirò in un altro Centro Ospedaliero, magari presso L’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli”, più aggiornato e all’avanguardia e sicuramente più attrezzato, sotto tutti i punti di vista rispetto al Suo!
Distinti saluti
In fede
Palma Boccuzzi
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Commenti
Ci sono realtà ben peggiori...
lasci perdere l'italiano...
forse lei caro signore non ha neanche idea di cosa significhi SOFRIRE.
ma x favore...pensa all'italiano...che è importante... "...la rabbia che lei ha l’ha scaglia contro persone...."
ALMENO L'ITAGLIANO SALLO...:)
Simpaticamente, vitooo) XD
Sicuramente il perdere un bimbo che si è molto desiderato, non è una bella esperienza, in quel momento è molto fragile e vulnerabile e col morale sotto i piedi, vede tutto buio intorno a se… ma affermare di trovarsi di fronte gente acida, maleducata, priva di tatto e lagnosa! E per giunta personale infermieristico scorbutico? Parla di personale infermieristico, generalizzando un po’ troppo…
Parla delle sue disavventure, INVEENDO conto quel personale infermieristico, CHE A SUO DIRE E’ ACIDO SCORBUTICO, MALEDUCATO LAGNOSO che in realtà lei si trova a lavorare in condizioni di disagio; con un accentramento di pazienti che, mentre molti anni fa era smistato in vari ospedali, ora invece, sono chiusi e la gente purtroppo è costretta a trovarsi in condizioni di disagio.
Purtroppo Cara sig.ra Palma la rabbia che lei ha l’ha scaglia contro persone che non hanno nessuna colpa delle sue disgrazie.
ha ragione,ma ci ha messo troppo tempo nel capire ke avrebbe dovuto cambiare presidio ospedaliero!!!!!!!!
comincio con il dire che come donna posso capire quello che lei ha patito ci sono dei momenti in cui emotivamente siamo a pezzi e non ci fa piacere l'indifferenza e l'acidità di chi dovrebbe aiutarci a superare certi eventi .
ma mi permetto di dissentire con lei per quello che riguarda il professor Boscia.
anch'io come lei ho avuto la non bella esperienza di ricorrere più volte ad un ricovero in ginecologia per motivi vari di salute;ma è stata la consapevolezza di essere curata da una persona così competente ,preparata ed umana come il professore a rendere tali occasioni più serene.
cara amica siamo uomini e tutti possiamo sbagliare ha ragione quando dice che le persone che collaborano con il professore devono imitarne i modi,la gentilezza e la professionalità,ma sono più che certa conoscendo il professore che la sua lettera non lo lascierà insensibile e anzi ne prenderà atto parlandone con i suoi collaboratori per migliorare il servizio.
forse lei non sa che il professore è stato il primario anche del Miulli lo so perchè sono stata operata da lui propio al Miulli la prima volta e le garantisco che la sua impronta io l'ho notata anche in quel reparto.
in questi giorni il professore ha operato mia sorella (propio avantieri ) sa una cosa? sono stata ore fuori alla sala operatoria ma ero tranquilla perchè quell'uomo è straordinario e sa il fatto suo!certo tutto è migliorabile ed il nuovo reparto mostra quanto sia stato fatto in tal senso( le posso citare una cosa che ho notato e che non ho visto altrove: le pale usa e getta),ma mi creda ce ne vorrebbero tanti del professor Boscia con simpatia da donna a donna
1. sapete perchè il numero di parti cesareo è più alto dei parti naturali??
2. sapete quanto viene rimborsato agli ospedali per gli uni e per gli altri??
trovate le risposte e le nostre indignazioni aumenteranno a dismisura.
GENTILE UTENTE LA INVITIAMO A CONTATTARCI PER CAPIRE I MOTIVI:
redazione
qui non è questione di politica, queste cose succedevano anche quando governava Fitto. Il problema è che il personale è ormai allo stremo con turni massacranti, con personale ridotto ed inoltre vicina alla pensione. Non vi è stato un ricambio del personale a causa del blocco delle assunzioni e questo è merito delle manovre del governo e il personale rimasto è perennemente sotto stress. si chiudono ospedali per recuperare personale costretto alla mobilitazione in servizi di cui non conoscono niente. Si utilizzano tirocinanti infermieri per sopperrire alle carenze di personale.
Visto i tagli di Tremonti con l'andar del tempo sarà sempre peggio perchè coloro che sono costretti a rimanere, con le nuove regole sulle pensioni, saranno anziani e stressati sull'orlo di esaurimenti nervosi.
Per cui chiunque governerà la regione difronte ai tagli promossi dal governo nazionale avrà ben poco da gestire e migliorare.
Lo schifo è lo stesso. Addirittura una notte mi sono trovato in un corridoio da solo mentre cercavo il reparto giusto (privo di indicazioni) e mi sono trovato in un corridoio dove dormiva un paziente (suppongo) sdraiato su due o tre sedie che si lamentava. Gli infermieri ovviamente guardavano la tv, il dottore dormiva (abbiamo dovuto aspettare mezz'ora affinchè si svegliasse e visitasse mio fratello).
Potrei descrivere ancora altri eventi del genere, ma preferisco fermarmi.
Solidarietà per la signora Palma, un essere umano, prima ancora che una donna.