
Non bastavano i reflui, cioè gli scarichi di fogna. A breve Lama S. Giorgio sarà riorganizzata ‘manualmente’ dall’uomo, come se la natura non bastasse a fare il suo corso. Ironia a parte, il ‘manualmente’ sta per gettata di cemento che, tra non molto, se i Comuni non interverranno, modificherà l’assetto e l’aspetto dell’aspirante parco naturale mai divenuto tale, la cui pratica giace ancora su qualche tavolo della Regione Puglia.
Ed è proprio dalla Regione – dal commissario straordinario per l’emergenza ambientale in Puglia Nichi Vendola – che arriva l’ok a rendere compatibile la lama con gli scarichi di fogna di Gioia del Colle, Sammichele, Putignano e Casamassima. Il progetto definitivo “Lavori per il ripristino della continuità idraulica della Lama San Giorgio” è del Consorzio di bonifica “Terre d’Apulia”, che ha presentato nei giorni scorsi il succitato progetto definitivo: l’intervento ha un costo complessivo di 8milioni e 200mila euro e interessa, appunto, i 40 chilometri che corrono tra Gioia e San Giorgio sulla costa a due passi da Bari.
Quando i 4 depuratori saranno a pieno regime nella lama finiranno ogni ora circa 1000 metri cubi circa di reflui.
Per realizzare la ‘continuità idrica’ – leggiamo nel documento testualmente – occorrerà operare un “taglio selettivo della vegetazione nei tratti di Lama ancora naturali al fine di liberarne il fondo da piante infestante e/o che ostacolano in modo innaturale il regolare deflusso; la realizzazione di una savanella (collettore artificiale) centrale nei tratti di Lama ove attualmente la stessa è obliterata; la savanella di progetto più che avere lo scopo idraulico di assicurare i deflussi, avrà quello di rappresentare un monito rispetto alla possibilità che le attività antropiche di coltivazione dei terreni limitrofi portino nuovamente ad una rapida obliterazione del fondo della stessa; la realizzazione di attraversamenti in corrispondenza di tutte le strade che attualmente attraversano a raso il fondo della lama, in modo che le portate esigue ed i deflussi di tempo asciutto, rappresentate dagli scarichi dei depuratori, non interessino il piano viario; la demolizione degli attraversamenti esistenti che sono risultati idraulicamente insufficienti al transito delle portate esigue e dei deflussi di tempo asciutto, rappresentate dagli scarichi dei depuratori, e/o in cattive condizioni di manutenzione, ed ivi la realizzazione di nuovi attraversamenti tali da evitare che i deflussi interessino il piano viario”.
Dobbiamo tuttavia sottolineare che continua così: “Bisogna sottolineare che, come già detto, i suddetti interventi risultano necessari oltre che a garantire il transito delle portate di progetto, anche ad instradare un generale processo di naturalizzazione dei luoghi che consenta di ripristinare la configurazione originaria della Lama, attualmente fortemente alterata”.
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