Martedì 22 Maggio 2012
   
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DECRETO SALVA ITALIA: UN POPOLO E LE SUE EROICHE GESTA

Salva-Italia

 

 

Siamo tutti contenti? E’ arrivata la manovra “Salva-Italia”.

Quale categoria di cittadini avrà l’onore di contribuire in maggior misura all’eroico salvataggio del nostro amato Stivale?

Chi mi legge sa che mi diletto a cercare una chiave di lettura aggiuntiva a quello che si scorge comunemente sui giornali e anche oggi, posso contare sul vostro aiuto per fare il punto sulla situazione?

L’economia, dicevamo, è tutta una questione di prezzo.
Tutto ha un valore che corrisponde al prezzo per il quale si è disposti ad acquistare quel bene. I titoli di stato? I nostri al 6,5-7% trovano un certo numero di compratori.
Quelli tedeschi al 2% ne trovano meno.
Un anno fa l’inflazione pari a zero portava tassi al 3%?

Oggi un’inflazione al 3% è compatibile con tassi al 2%?

Se i Bund arrivassero al 5% sarebbe uno scandalo?
Assolutamente no. E, pur un restringimento dello spread Btp/Bund fra i 350/400 punti, quali tassi porterà sui nostri titoli?
Cosa deve avvenire affinchè l’Italia possa affrancarsi dall’impatto sui conti pubblici di questo scenario? Rimborsare, almeno in parte, i debiti finora contratti.
Per farlo basterebbe una patrimoniale, più o meno light, o un aumento delle imposte di un paio di punti? Le (ennesime) vessazioni in arrivo per noi contribuenti garantiranno un gettito di alcuni miliardi. Forse una decina.
Di quanto dobbiamo ridurre il debito? In percentuale il debito deve passare dal 120% al 60% del PIL.
Lo stock attuale di debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi. Per cui la riduzione dovrebbe ammontare a circa 900/950 miliardi di euro. Non ci sono imposte che possano generare (almeno speriamo…!) queste entrate. Quale la strada?
Cosa può fare una qualunque persona di buon senso per ridurre in modo rapido e sostanziale le proprie esposizioni debitorie? Vende i propri beni. E così dovrà fare l’Italia. Qualunque altro provvedimento è solo un tampone e rinvia i problemi a data da destinarsi. Ed ancora: l’economia è tutta una questione di prezzo. Mettere sul mercato le migliori aziende statali, parzialmente o integralmente, significa creare offerta e quindi prezzi bassi. Ma attualmente i prezzi dei titoli già quotati sono molto basse.
L’indice azionario italiano infatti è ai livelli del 1986 o del 1994. Ci rendiamo conto di questo? Quale bene possiamo acquistare oggi a prezzi di 20/25 anni fa?
E se ciò fosse realmente possibile, ad esempio per l’abbigliamento o il cibo oppure le automobili, cosa faremmo? Ne acquisteremmo a piene mani!
Se anziché invitarci ad acquistare debito, con i Btp Day, ci insegnassero ad investire nell’economia reale acquistando quote di aziende (le azioni), che generano utili e contribuiscono alla crescita economica, potremmo favorire il collocamento da parte dello Stato dei propri attivi che serviranno a ridurre il debito.
Sarebbe l’avvio di un circolo virtuoso, con minore spesa per interessi e minore necessità di entrate (tasse) per lo Stato. Quante risorse si libererebbero per la crescita?
E soprattutto, cosa succederà se non saremo noi italiani a comprare i beni dello Stato?
Chi lo farà? A settembre, all’apice della crisi, l’allora ministro in carica dell’Economia propose alla Cina l’acquisto di BTP.
Gli fu risposto: “No, grazie. Ma ci interessano le vostre aziende ed infrastrutture.”
E i cinesi non sono gli unici interessati. Meno costerà acquistarle più sarà per loro un grande affare.
E se l’affare, per una volta, lo facessimo noi? Certo, nell’investire ci sono rischi.
Di questi tempi, poi… Il più grande investitore di tutti i tempi, il mitico Warren Buffet, dice: “Abbiate paura quando gli altri sono ingordi, e siate ingordi quando gli altri hanno paura”. Ed in questo momento la maggior parte delle persone ha paura.
Quindi, lanciamo il “Borsa Day”. L’economia, d’altronde, è tutta una questione di prezzo.
Per commenti, richiesta di informazioni e suggerimenti contattarmi all’indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ."

Commenti 

 
#1 Sonia Elicio 2012-02-01 13:36
In effetti siamo come un cane che si morde la coda... finanziamo l'Italia acquistando BTP e BOT cercando ottenere interessi maggiori che noi stessi siamo costretti a ripagare con delle Tasse maggiori. Praticamente non ci guadagna niente nessuno!!! Anzi!!!
Investendo nelle nostre aziende, invece, possiamo far crescere tutto: le aziende potrebbero aumentare le produzioni e inserire nuova forza lavoro che genererebbe un incremento degli acquisti da parte dei consumatori.
Ecco che l'economia riprende a girare!!!
Semplice no?! :lol:
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