Martedì 22 Maggio 2012
   
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NICOLA PENDE: IL MEZZO BUSTO DELLA (MEZZA) MEMORIA

nicola pende

 

 

«È lo spirito ebraico che può nuocere allo spirito della nostra razza; anche pochi semiti possono inquinare la vita di tutta una nazione». Sono parole che Nicola Pende pronuncia a Taranto nel maggio del 1940. Due anni prima, esattamente il 14 luglio 1938, compariva, nel “Giornale d’Italia”, il Manifesto delle Leggi Razziali.
Ma è lo stesso Pende che, durante il rastrellamento nazista del ghetto di Roma nel 16 ottobre 1943, permette a 23 ebrei di salvarsi la vita, ospitandoli nell’istituto del Policlinico Umberto I di Roma da lui diretto.
Domanda:  chi era veramente Nicola Pende? Qual era la sua posizione in merito alla teoria del “razzismo”?
Nicola Pende rappresenta un simbolo storiografico, più che storico, oramai calcificato nella coscienza collettiva nazionale, e soprattutto nel paese che di Pende ha fatto un’icona di cui vantarsi, l’immagine di una tradizione che il tempo non scalfisce. Tentare di interpretare la sua vita è una missione alquanto ardua. Non volendo fare della bassa storiografia, tentiamo almeno di distinguere due personaggi all’interno della stessa persona: Nicola Pende scienziato e Nicola Pende politico.
Da un lato abbiamo il medico fautore della moderna endocrinologia, l’ideatore delle cartelle biotipologiche - che da sé farebbero pensare ad una propensione alla “distinzione” - nonché un illustre professore e primario. Il concetto di razza, secondo il Pende scienziato, ha un’accezione molto meno politicizzata  e più volta ad una ricerca scientifica finalizzata al perfezionamento, in senso lato, delle condizioni di vita dell’uomo.  È per questo che il concetto di “razzismo biologico” lo metteva in contrasto con i vertici ufficiali del fascismo.
D’altro canto abbiamo il Pende politico (o politicizzato?). Colui che pronuncia frasi antisemite a Taranto, colui sul quale per anni è gravato il peso della “firma fantasma” sul Manifesto, colui il quale, in ogni caso, è stato una della figure di primo piano in epoca mussoliniana, colui che infatti fu tra le prime illustri personalità rimosse dai loro incarichi per le evidenti compromissioni con il fascismo.
Noicattaro come la pensa?

GIORNO MEMORIA


Stando ai fatti il nostro paese non si è mai posto il problema di interpretare correttamente la vicenda di Pende, quanto invece l’obiettivo di utilizzare la sua notorietà come testimonial del “prodotto Noicattaro”. Difatti a Noicattaro si contano: una scuola media intitolata a Pende, un’associazione culturale intitolata a Pende, un palazzo della cultura che espone fieramente un mezzo busto di…Nicola Pende. Questo è il Nicola Pende che abita nel geloso abbraccio di una classe intellettuale malata di campanilismo e invecchiata nelle proprie ipocrisie.
Questo stesso Pende ha il supporto della “Noicattaro bene”.  La stessa che un paio di anni fa, a partire da “La Repubblica” e poi da “La storia siamo noi”, ha reagito con un comunicato ufficiale a timbro della Presidenza del Consiglio, intitolato “Il caso Nicola Pende”. Noicattaro ha avuto la forza di creare il “caso”, quando ci sono molti altri problemi che meriterebbero di esser classificati come tali. Ciò che ci si auspica dalle classi alte è un atteggiamento critico, oggettivo e dunque sincero. Non una reazione “reazionaria” per “partito preso” di difesa del nojano, perché famoso. Questo  atteggiamento ha in sé la grave colpa di impoverire la nostra libertà di analisi.
Questo è il mese della memoria, e che cosa è la memoria? La memoria non è solo passato, è soprattutto futuro. La memoria è da reinventare, ripensare, ristudiare col coraggio di un’oggettività scevra dal dogmatismo. Il “caso Nicola Pende” può trasformarsi da strumento del bigottismo comunitario a chiave di volta per una nuova consapevolezza della nostra identità, che comunque è figlia anche di questo simbolo, il “simbolo Pende”. Il coraggio di mettere, e mettersi, in discussione è la sola possibilità per evitare alcuni tragici corsi e ricorsi storici, non più così vicini ma neanche così lontani.

Commenti 

 
#11 fabio 2012-01-29 12:30
per completezza di informazione il 10 febbraio giornata delle foibe

http://www.lefoibe.it/approfondimenti/lorenzini.htm

ricordiamo anche loro
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#10 fabio 2012-01-29 12:28
altro link interessantissimo

http://fncrsi.altervista.org/Caso_Pende.htm

buona lettura
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#9 fabio 2012-01-29 12:26
http://archiviostorico.corriere.it/2007/febbraio/15/Nicola_Pende_strano_caso_della_co_9_070215043.shtml

in questo link qualche notizia in più...buona lettura....
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#8 piotr 2012-01-28 23:37
comunque la si pensi, rimane inopportuna l'intitolazione a pende di una scuola. come si fa infatti a insegnare ai ragazzi di oggi valori imprescindibili come la tolleranza e l'antirazzismo in un edificio intestato a uno scienziato che aderì all'ideologia razzista? certo, il significato del termine allora era diverso da oggi; il razzismo era addirittura considerato una specie di indirizzo scientifico.
però gli uomini di oggi dovrebbero saper fare valutazioni oggettive e ragionare in termini di opportunità. pende è stato indubbiamente un personaggio importante per la cittadina. e allora sì a intestazioni di vie, piazze, (perchè no) circoli culturali, ma le scuole, beh, quelle intestiamole ad anna frank e alle vittime di quel periodo tragico, piuttosto che a chi in quel periodo stava da un'altra parte, magari non quella dei carnefici, ma in quella sorta di zona grigia, affollata da chi faceva i propri interessi accettando quello che succedeva senza porsi troppe domande.
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#7 Anna Maria 2012-01-28 17:31
I miei complimenti ad Anna Franca Didonna per il Suo articolo preciso, chiaro ed equilibrato. Vorrei precisare, per dovere di cronaca, che la sentenza della Cassazione dell'8 luglio 1948 ha assolto, in via definitiva, Nicola Pende. Significhera' qualcosa! E come dice Anna Franca bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione...sempre!
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#6 Anna Franca Didonna 2012-01-27 18:51
Gentile utente fildip,
si è parlato dell'intervento di Nicola Pende a favore di 23 ebrei nella puntata della «Storia siamo noi» di Giovanni Minoli, andata in onda 15 febbraio 2007. Autore del documentario è Carlo Durante, regista Michele Truglio.
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#5 spes 2012-01-27 17:54
presentiamo in chiave critica la lettura di personaggi celebri,e cerchiamo di evitare paragoni con uomini della cronaca attuale che certo non ci fanno onore:la stampa e la tv rompono già abbastanza ,e gli echi di queste baggianate si ripercuotono sulla popolazione creando effetti indesiderati.
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#4 nojano 2.0 2012-01-27 13:21
Da lato serviva il potere fascista e dall'altro, di nascosto, la sua coscienze. Gramsci e tantissimi come lui morirono per avere difeso le sue idee apertamente.
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#3 fildip 2012-01-27 13:14
vorrei sapere se corrisponde a verità l'aver salvato 23 ebrei dal rastrellamento di roma- quale è la fonte?
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#2 noiano 2012-01-27 12:34
Nicola Pende per essere considerato un grande uomo doveva esprimere più chiaramente le sue idee non antisemite, altrimenti è da paragonarsi al Comandante Schettino.
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#1 AnNOJAto 2012-01-27 11:02
Sottoscrivo tutto dalla prima all'ultima parola...basta con il deviante campanilismo, iniziamo finalmente a ragionare!...
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