Martedì 22 Maggio 2012
   
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LAMA, FLOP DI UN RIMBOSCHIMENTO

LAMA

 

 

Quel rimboschimento è stato un flop e qualcuno dovrà darne conto ai cittadini. Il tentativo di creare un bosco nel Vallone Guidotti è stato un fallimento sin dall'inizio.

« Come molte aree verdi della nostra Puglia, il Vallone Guidotti, come tutta la lama, invece di essere una risorsa, diventa un problema ». E’stata la risposta del progettista in merito al mancato attecchimento delle piantine, facendo esplicito riferimento alla mancata prevenzione anti incendio e alla manutenzione post impianto non eseguita: quelle necessarie operazioni di irrigazioni di soccorso e ripulitura del terreno dalle infestanti nella stagione estiva per evitare la propagazione di eventuali incendi.


Il progettista aveva pianificato la piantumazione di 9600 piante in un’area di circa 6 ettari del Vallone Guidotti di proprietà del Comune di Rutigliano. Essenzialmente specie autoctone già affermate in maniera naturale nella lama ( fragno, roverella, pero mandorlino, lentisco, pungitopo, carrubo, ecc.)

Nella descrizione dell'intervento di rimboschimento, il progettista aveva fatto esplicito riferimento a una condizione necessaria all'attecchimento per l'ampliamento delle superfici dei querceti, vale a dire, a un substrato calcareo che consenta la permanenza dell'acqua negli strati superficiali.

Inoltre, ai fini del successo del rimboschimento, era fondamentale la cura nel primo anno successivo all'impianto, in particolare almeno due ripuliture del terreno dalle infestanti prima della stagione estiva e, soprattutto nel mese di agosto, l'intervento di irrigazioni di soccorso ogni 15 giorni per aiutare le piantine a superare lo stress idrico tipico del periodo. Nel progetto era indicata di fondamentale importanza la custodia del sito per la protezione dagli incendi.

 

LAMA 2

 

Ed è stato proprio un incendio, propagatosi sui sei ettari dell'impianto, a far fallire il progetto. La mancata custodia dell'area, le ripuliture e le irrigazioni non eseguite, hanno fatto si che il solito incendio doloso abbia mandato in fumo oltre 100.000 euro di finanziamento comunitario.

« Il problema principale è la sorveglianza da farsi in maniera continuativa» - ha sottolineato il progettista. « Mi rattrista tanto quello che è accaduto anche perché in sede progettuale ho tanto sperato. Penso che, vista la situazione esistente, prima di ogni eventuale intervento sulla vegetazione bisogna trovare la soluzione in merito alla prevenzione degli incendi ».

Con Legge regionale n.3 del 2010 è stata istituita l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF), ente strumentale della Regione Puglia.

L’ARIF espleta diverse attività, due in particolare potrebbero interessare Lama San Giorgio: l’utilizzo e il riuso di acqua da impianti di affinamento, secondo quanto disposto dal Decreto Lgs.vo n. 152/2006, al fine di preservare e non depauperare la falda acquifera, mediante appositi accordi o convenzioni da stipulare con gli enti pubblici;

L’attività della Sala operativa unificata permanente (SOUP) di protezione civile, che espleta funzioni di coordinamento nella prevenzione e nella lotta contro gli incendi boschivi.

Con l’ausilio dell’ARIF è possibile, quindi, riutilizzare l’acqua proveniente dagli impianti di affinamento dei depuratori per irrigare i rimboschimenti della Lama San Giorgio e prevenire gli incendi, tutti di natura dolosa.

E' noto che l'acqua spegne gli incendi. Proprio quell'acqua che è mancata nella progettazione del rimboschimento di Vallone Guidotti e che molti si ostinano a non volere che scorra nella lama.

                                                                                 

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