Sabato 27 Novembre 2021
   
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GRANDE PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO SU NICOLA PENDE

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Sabato 25 febbraio 2012, dalle ore 18, presso la scuola secondaria di primo grado “Nicola Pende” di Noicàttaro, è stato presentato il prodotto di una ricerca-azione promossa dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e a cui ha preso parte la scuola “Pende” di Noicàttaro con un video sull’interessante tematica del tre volte mancato premio Nobel all’illustre concittadino nojano, padre della moderna endocrinologia.

L’evento di presentazione della ricerca è stato organizzato dall’associazione “Katry”, che ha tenuto molto a rimarcare come la figura di Nicola Pende debba essere riscoperta e valorizzata per quanto attiene alla rilevanza scientifica e medica.

La scuola “Pende” ha partecipato, lo scorso 16 dicembre, presso la Cittadella Mediterranea della Scienza di Bari, alla premiazione delle scuole iscritte al Bando di Concorso IL RACCONTO DELLA SCIENZA – DIGITAL STORYTELLING IN CLASSE, indetto dal Centro Interdipartimentale SEMINARIO DI STORIA DELLA SCIENZA dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con: M.I.U.R., Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, Cittadella Mediterranea della Scienza, CISMUS (Centro Interdipartimentale di Servizi per la Museologia scientifica), Fondazione Apulia Film Commission e Associazione SCIENZ@PPEAL – Diffusione e comunicazione della cultura scientifica di Bari.

Il concorso ha visto la partecipazione di numerosi istituti scolastici secondari di I e II grado della Puglia, tra cui la “Pende”, le cui classi hanno realizzato prodotti audiovisivi a contenuto storico-scientifico nella forma del Digital Storytelling. L’iniziativa è volta a promuovere l’apprendimento e l’insegnamento delle discipline scientifiche attraverso l’approccio storico-critico e narrativo e mediante l’utilizzo di tecnologie didattiche innovative.

Alla manifestazione sono intervenuti, tra le altre autorità accademiche, il Direttore del Seminario di Storia della Scienza, Prof. Mauro Di Giandomenico, ed il Coordinatore del progetto, Prof. Liborio Dibattista.

Il prof. Dibattista è intervenuto, in qualità sia di coordinatore sia di docente di storia della scienza presso l’Università di Bari, con particolari competenze per quanto attiene alla storia della medicina, per presentare la figura di Nicola Pende.

Dopo aver rimarcato quanto sia importante tener presente che la ricerca su Nicola Pende non debba essere presa a pretesto per esposizioni e/o disquisizioni di carattere campanilistico, in quanto sarà parte di una pubblicazione scientifica internazionale, il prof. Dibattista ha spiegato all’attento uditorio, composto da docenti, alunni, autorità locali (è intervenuto il sindaco Peppino Sozio con la neo-consigliera di maggioranza Isa Sportelli) perché Nicola Pende sia un grande scienziato, meritevole di essere candidato per ben tre volte al premio Nobel.

La ragione risiede nel fatto che egli ha fondato una nuova scienza: l’endocrinologia, e l’ha fatto mediante una geniale operazione di sintesi di saperi, circa la funzione delle ghiandole surrenali e del sistema nervoso simpatico, che, prima di lui, erano trattati separatamente.

Questo aspetto è stato sottolineato con forza dal prof. Dibattista, che ha ricordato come i grandi scienziati sono tali solo in quanto posseggono quella capacità di sintesi e di originalità che dà sostanza alle parole “progresso scientifico”.

Nicola Pende, poi, è stato anche un Grande nell’ambito della relazione medico-paziente, in quanto sostenitore del principio ippocratico per cui va data la priorità non alla malattia, ma alla persona ammalata.

Ciò significa che Pende è stato non solo l’antesignano della medicina omeopatica, ma, ancor più, del recente approccio bio-psico-sociale alla malattia.

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Dopo il dilagare, a partire da Cartesio in poi, che aveva separato, mediante la distinzione tra res cogitans e res extensa, il corpo dell’ammalato dalla sua mente, del paradigma bio-medico, per cui la malattia va trattata come un cattivo funzionamento dell’organo visto come parte meccanica dell’organismo umano, recentemente si è riscoperto, grazie a studi di carattere ambientale, il legame strettissimo che vi è tra l’ammalato e l’ambiente psichico e sociale che genera e nutre la malattia.

La malattia, in quest’ottica, non è una malformazione organica, ma è il sintomo di un malessere collettivo, di cui la persona ammalata è semplicemente l’elemento più sensibile e vulnerabile di un contesto allargato che, in quanto patogeno, va trattato nella sua globalità.

Il medico Nicola Pende è stato un modello di etica medica, in quanto riceveva nel suo studio pazienti di ogni condizione sociale, curando tutti allo stesso modo.

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Il prof. Dibattista ha, poi, fatto un rapido accenno al Pende fascista, dicendo che lui è stato fascista al pari di tutti gli altri italiani. Ciò non inficia minimamente l’importanza dello scienziato, il quale, anzi, ha sofferto lo stigma del fascista-Pende. Una controversa firma a sostegno delle leggi razziali, probabilmente, gli costò il prestigioso riconoscimento internazionale.

 

Qui di seguito intervista di Carlo Picca a Raffaele Ferrieri, fra i responsabili dell'associazione “Katry” e curatori della serata. Buona Visione!

 

Commenti 

 
#18 piotr 2012-03-02 15:16
gentile signora sviato,
spostare sempre il piano della discussione su presunti pregiudizi politici (che, le assicuro, non ci sono) o sull'anonimato (sinceramente, la rete è libera e, finchè si esprimono opinioni senza insultare nessuno, come ho fatto io a differenza di altri, non lo vedo come un gran male) non ha senso e porta fuori strada.
qui si tratta di poter esprimere le propie opinioni, anche quando urtano con presunte verità inconfutabili, la cui difesa a spada tratta viene messa in relazione con l'appartenenza stessa alla nostra cittadina, che però non è isolata, ma vive in un contesto regionale, nazionale ed internazionale, con il quale si deve forzatamente confrontare.
lei ricorda che bisogna fare i conti con la storia e il contesto storico di cui parliamo: è quello che ho fatto io, giungendo alla conclusione contraria alla sua, cioè che l'intitolazione della scuola a pende è inopportuna, proprio perchè una persona va valutata in tutte le sue sfaccettature. nel caso di pende, è inutile girarci attorno, non c'è solo l'attività di scienziato da considerare, ma anche quella di teorico razzista. So benissimo e sono stato io il primo a scriverlo in un commento a un altro articolo di questo giornale, che all'epoca il razzismo era considerata una vera e propria branca della scienza, però questo andava tenuto conto quando si è scelto di intestargli una scuola, perchè a scuola si insegna (e io ne sono testimone, svolgendo proprio la funzione di insegnante) l'antirazzismo senza se e senza ma.
evidentemente, invece, la 'noianità' di pende fece passare allora un colpo di spugna sulle contraddizioni della sua figura e ancora adesso la sua difesa si basa su un campanilismo estremizzato fino, come penso abbia letto, all'insulto gratuito e alle spregevoli offese.
questo almeno penso io, semplicemente, senza ripicche pesonali o politiche e senza acredine verso nessuno, che ci crediate o no.
 
 
#17 Anna Maria Sviato 2012-03-02 10:09
Buongiorno, noto con rammarico che gli unici commenti che si continuano a formulare sono sempre filo politici ed estremistici, segno che non si e'compreso il vero significato dell'evento da noi organizzato con la preziosa collaborazione della scuola pende. Non discuto neanche sull'ovvieta' di avere una scuola intitolata ad un grande scienziato a cui abbiamo avuto l'onore di dare i natali,mi stupisco solo del fatto che, come sempre, si resta rigidi sulle proprie posizioni opinabili o no; dovremmo essere in grado di leggere tutte le pagine che la storia ci tramanda e cercare di essere obiettivi, lucidi e comprendere sempre il contesto storico in cui si agisce. Non voglio polemizzare, ma ritengo che se siamo cosi' bravi a sentenziare, forse dovremmo avere il coraggio di firmarci e non celarci dietro pseidonimi! Bisogna avere il coraggio delle proprie idee!
 
 
#16 piotr 2012-03-01 19:38
«E' lo spirito ebraico che può nuocere allo spirito della nostra razza; anche pochi semiti possono inquinare la vita di tutta una nazione». nicola pende, discorso a taranto, maggio 1940.
con questo, lo ribadisco, non intendo affermare che noicàttaro non debba celebrare questa figura in tutti i modi possibili (via, targhe, piazze); almeno lui un posto nella storia ce l'ha, rispetto ai mentecatti attuali. l'unica cosa che mi chiedo è però questa: si può intestare una scuola a chi diceva queste cose, qualsiasi motivazione avesse, non ultima la sopravvivena sotto il regime fascista impegnato nella costruzione del razzismo italiano?
solo questo; per il resto, lunga vita a chiunque, anche a chi taccia di ignoranza (per usara un eufemismo) chi non la pensa come lui...
 
 
#15 piotr 2012-03-01 19:29
quanta foga, mio caro, rilassati che è meglio, va...
addio
 
 
#14 W PENDE 2012-02-29 21:41
infatti io ho detto per razza ed etnia, proprio per la diversità di significato...lo capisci l'italiano?
inquanto all'odierna scienza posso anche concordare con te che aborra il termine, ma sai Pende visse in quell'epoca se non ti è ancora chiaro.
 
 
#13 W PENDE 2012-02-29 21:39
piotr io i salami li mangio, tu evidentemente li usi per altro. tu non sai di cosa parli, ti consiglio di leggerlo tutto il discorso di Taranto, se non riesci fattelo leggere. rinnovo caproun!!!
 
 
#12 piotr 2012-02-29 20:08
caro w pende, gli insulti te li lascio volentieri; ogni essere dotato di buon senso (non tu, ovviamente) capisce cosa significa razzismo e soprattutto razzismo in quei tempi, in cui il tuo amato scienziato esponeva a taranto un discorso di chiaro stampo antisemita (controlla sul dizionario il significato di questo termine, mi rendo conto troppo difficile...).
quanto alle tue dotte parole, studia e vedrai che una cosa sono le razze (termine che l'odierna scienza aborre) e un'altra le etnie, ma questi sono discorsi troppo complicati per chi ha i salami davanti agli occhi come te.
con i migliori saluti.
 
 
#11 W PENDE 2012-02-29 18:19
piotr tu sei ignorante e te ne prisci come si dice a Noja........ se tu non fossi ignorante sapresti che in medicina le persone si distinguono per etnia e razza ed è questo che asseriva il prof. Pende. non ha mai detto che le razze diverse da quella latina erno inferiori, informati prima di scrivere....un consiglio: leggiti la sentenza della corte di cassazione del 1948, o per te sinistroide la magistratura ha valore solo quando condanna e mai quando assolve?
a Noja si dice ...caproun!!!!
 
 
#10 piotr 2012-02-29 15:07
"W Pende, W Noicàttaro, W i NOjani che amano Noicàttaro" e chissenefrega dei commenti scandalizzati (potrei fare tanti esempi, cui ho assistito di persona) di chi viene a sapere (al di fuori dei confini del nostro paese) che esiste una scuola, palestra di valori per gli uomini del domani, intestata a un sostenitore di idee razziste antisemite (e ho scritto razziste, e non fasciste, perchè è quello il punto).
siamo arrivati al punto: dittatura del pensiero unico, campanilismo retrivo: e poi ci chiediamo perchè questo paese è così arretrato...
 
 
#9 W PENDE 2012-02-28 22:22
Viva Pende, Via lo scenziato, viva il medico del quale mia nonna è stata paziente nel suo studio di Roma e pur non avendo (mia Nonna) una lira è stata trattata come una signora dal Professore, addirittura mi diceva che non voleva essere nemmeno chiamato Professore. Per quanto riguarda la sua adesione al Fascismo, non capisco perchè vi scandalizzate per Pende e non per Marconi e Fermi o addirittura Agostino Gemelli. siete i soliti Nojani pronti a denigrare uno di noi.
W Pende, W Noicàttaro, W i NOjani che amano Noicàttaro.
 
 
#8 Nojano 2.0 2012-02-28 22:03
"La luce della ragione illumina le tenebre. Ma sono pur sempre tenebre." (cit)
 
 
#7 Pasquale Renna 2012-02-28 16:01
Mi associo alla preghiera per le vittime del razzismo fascista. Ricordo anche che uno scienziato va valutato per i suoi meriti scientifici. Un intellettuale può essere criticato e contestato per le sue idee anche nell'ambito della comunità scientifica. E' quanto è accaduto a Nicola Pende, che ha pagato la sua adesione al fascismo con la triplice negazione di un Premio Nobel che avrebbe meritato. Oggi, al contrario, assistiamo al tristissimo spettacolo di un'Accademia dominata da conventicole religiose o politiche, che esprime poco talento scientifico. Sic transit gloria mundi.
 
 
#6 laura 2012-02-28 15:54
I commenti che continuano a susseguirsi, sempre degli stessi firmatari, sono ripetitivamente noiosi e di parte. E' chiaro che non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire. Se proprio non digerite cio' che alcuni sono riusciti ad organizzare, perche' non fate qualcosa, in vece di continuare a rimarcare sempre gli stessi concetti! Sabato sera e' stata citata una frase di eistain che condivido : "E' piu' facile spezzare un atomo che un pregiudizio"! !
 
 
#5 Nojano 2.0 2012-02-27 22:43
Una preghiera per chi ha dato la vita per essersi apertamente schierato contro il razzismo e il fascismo e per tutte le vittime. Viva l'Italia.
 
 
#4 José Mottola 2012-02-27 21:37
Nella sua dissertazione, il prof. Dibattista - verosimilmente per ragioni di tempo - non ha potuto indicare altre scoperte scientifiche di Pende, qui non citabili per ragioni di spazio. Però, in vista dell' 8 marzo, una scoperta endocrinologica va citata, poiché riguarda le donne.Eccola. Mentre : poiché , ; dunque: , per cui essa non può .(N. Pende,"La donna secondo la scienza delle secrezioni interne. Femminilità erotica e femminilità materna",Genova,1931).
 
 
#3 AnNOJAto 2012-02-27 20:14
...e caro piotr, non è stata l'unica perla "dotta" di questa "gran bella manifestazione": "Il medico Nicola Pende è stato un modello di etica medica" (sic!)
 
 
#2 piotr 2012-02-27 19:21
"Pende è stato non solo l’antesignano della medicina omeopatica", che infatti era stata fondata ben prima da Samuel Hannemann...
 
 
#1 phelix 2012-02-27 18:06
ero presente e devo dire che è stata una gran bella manifestazione il video dei ragazzi è stato emozionante bravi a tutti gli organizzatori
 

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