
Chi viene a correre al parco di Noicàttaro ad un certo punto ha sete e va a rinfrescarsi alla fontana che vuole rimanere aperta.
Se tu la vai a chiudere bastano pochi minuti e qualcuno la riapre.
I ragazzini infatti giocano a farsi i gavettoni per tutto il pomeriggio, riempiono palloncini d'acqua che si gettano fra di loro fino all'estremo delle forze.
Nel frattempo altri coetanei si divertono su giostre inagibili. Una parte dei giochi è recintata perché pericolosa, ma si sa certi bambini trovano più sfizio nell'oltrepassare le recinzioni anche a rischio di farsi male.
Quando poi hanno bisogno di una pausa si siedono sulle panchine, quelle che non sono rotte.
Qui si cibano e cartacce di patatine e merendine buttano qua e là per tutto il parco mentre sportivi le calpestano nel fare jogging e ginnastica.
Certo, in merito ai recenti atti vandalici, dovrebbe stare a cuore a tutti coloro che amministrano il paese rendere sempre più curato e più fruibile il luogo verde, ma ci vorrebbero dai nostri regnanti anche campagne di sensibilizzazione. Non si curano i sintomi senza curare la causa profonda.
E se da una parte chi amministra potrebbe organizzare meglio la manutenzione e la maggiore fruibilità del luogo coinvolgendo la cittadinanza attiva si potrebbe provare anche a contribuire ad educare le generazioni future con iniziative tipo “ Io amo il Parco”, come fanno in altre comunità del nord Italia.
Rivolgendomi poi a tutti voi, compresi i genitori e gli insegnanti di codesti ragazzini, sono a chiedervi per conoscenza, senza voler giudicare nessuno, la vostra sull'argomento.
Quello che voglio più precisamente dire e chiedere, ma i ragazzini delle elementari e medie mi domando, nelle loro case, nelle loro scuole, perché non la fanno educazione ambientale?
Se qualcuno gli insegna che l'acqua e gli spazi verdi sono un bene prezioso come mai non lo apprendono?
Certo non sono tutti così e loro non sono il capro espiatorio. Ma chi li vede all'opera, specie come sono strafottenti quando cerchi di spiegargli perché chiudere quella fontana, vorrebbe capire meglio.
Voglio essere demagogo, ma sono a chiedere da voi un aiuto, una risposta, come mai gli stessi coetanei del trentino non buttano una carta a terra neanche a pagarli?
Forse gli viene insegnato il rispetto per la loro stessa terra che li ospita e li nutre?
Forse sono orgogliosi della loro bellezza paesaggistica?
Oggi domando come mai tu provi a chiudere quella fontana, ma lei vuole maledettamente rimanere aperta.
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