CRISI DELL’UVA DA TAVOLA

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Con una produzione di oltre 10 milioni di quintali (80% di quella nazionale), la Puglia riveste un ruolo leader nella coltivazione di uva da tavola a livello nazionale. La produzione lorda vendibile, pari a 270 milioni di euro, rappresenta l’11% di quella totale pugliese.

Tuttavia, negli ultimi anni il settore ha mostrato evidenti segnali di sofferenza con una riduzione della produzione, nel triennio 2006/2008, di oltre il 21,5%. La situazione dell’uva da tavola non è delle migliori, nonostante l’ottima qualità del prodotto.

Anche quest’anno il prezzo di vendita dell’uva da tavola nelle aziende agricole locali risulta particolarmente basso, con effetti disastrosi sui bilanci aziendali, e risente delle importazioni selvagge da Egitto e Turchia in Puglia, che poi vengono esportate all’estero come pugliese.

Le ragioni di tale trend negativo sono molteplici e possono essere ricondotte sia alla generale situazione di crisi economica sia ad un inadeguato rinnovamento tecnico e colturale del settore, che rende la viticoltura pugliese poco competitiva rispetto a quella di altri paesi del bacino del Mediterraneo.

Il rilancio della competitività del sistema viticolo ad uva da tavola necessita di un profondo processo di modernizzazione che lo accompagni verso le nuove sfide di mercato.

L’approfondimento delle suddette tematiche fornisce uno strumento di riflessione per gli operatori del settore e per tutti gli organismi decisionali coinvolti, per i quali, in un più ampio orizzonte, i risultati di tale incontro potrebbero costituire una base per la predisposizione di concreti interventi programmatici.

Le Istituzioni operanti sul territorio regionale, coinvolte in programmi di ricerca, innovazione, sviluppo e formazione nel comparto agricolo, in collaborazione con gli Ordini e le Organizzazioni Professionali del settore, devono perseguire l’obiettivo di avviare momenti condivisi di riflessione e confronto su tematiche strategiche per l’agricoltura pugliese ed in particolar modo il comparto viticolo locale.

La proposizione di un sistema coordinato dell’offerta tecnicoscientifica regionale nei comparti agricoli costituisce un elemento di forte innovazione a sostegno degli organi di governo, nella definizione e nel monitoraggio degli interventi di politica agricola regionale e della domanda di innovazione dei sistemi produttivi locali.

L’adozione di un marchio di qualità IGP, la creazione di consorzi di filiera, nuove tecniche colturali, la creazione di imprese più grandi e non piccole e frazionate,  la miglioria delle tecniche di vendita e di logistica del prodotto,la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori, iniziative a favore dei braccianti agricoli delle donne e delle lavoratrici madri.

Questi sono stati i temi trattati nel Consiglio Comunale monotematico proposto, dalla minoranza, sulla crisi dell’uva da tavola tenutosi il 16 settembre a Noicàttaro.

Hanno partecipato l’Assessore Provinciale all’Agricoltura  Dr. Caputo, il Sig. Giacomo Suglia presidente dell’APEO (associazione produttori esportatori ortofrutticoli), ill Dr.Carbonara segretario locale dei coltivatori diretti, i rappresentanti del mondo sindacale ( CGIL, CISL e UIL) e i produttori agricoli.

Certo ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento di cittadini e di braccianti agricoli (visto l’alto numero quasi 4000 di iscritti presso gli uffici di collocamento)  ma ciò non è accaduto, la scarsa presenza di essi ha fatto denotare scarso interesse verso un problema di così rilevante entità.

Alla fine del dibattito la minoranza ha proposto un atto di indirizzo che il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità non senza alcune polemiche tra maggioranza ed opposizione.

Riportiamo di seguito l’atto di indirizzo

 

La crisi del settore agricolo ed in particolare di quello dell’uva da tavola sta creando situazioni di disagio sociale e difficoltà economiche che incidono profondamente sull’intero sistema economico della nostra comunità nojana.

Il Consiglio Comunale facendosi carico delle difficoltà presenti sul nostro territorio, dopo ampio dibattito e sentiti i rappresentanti del mondo agricolo, dà mandato al Presidente del consiglio Comunale e al Sindaco per quanto di competenza, di