Giovedì 12 Dicembre 2019
   
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UN'ALTRA UVA POSSIBILE

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Siamo andati a fare visita alla NoaCoop, cooperativa nojana che, unica nel territorio, propone un modello altro di gestione del processo agricolo legato all'uva. Abbiamo visitato l'intera struttura e abbiamo intervistato il vicepresidente, Domenico Settanni, a destra nella foto, accanto a Nicola Colucci, Responsabile Commerciale della struttura.

D: Che cos'è NoaCoop ?

R: << NoaCoop è una cooperativa che nasce 12 anni fa. Attualmente siamo 52 soci e tutti produttori agricoli della zona. Produciamo uva da tavola proveniente esclusivamente dal nostro territorio.

Lavoriamo i cinque mesi dell'anno che coincidono con la fase finale della coltivazione dell'uva e che coincidono con il periodo della commercializzazione dell'uva stessa. Nel resto del tempo i soci lavorano le loro terre per fare confluire poi l'uva prodotta, in questa sede centrale >>.

D: Pensate di cimentarvi con la lavorazione anche di altri prodotti agricoli oltre l'uva ?

R: << Assolutamente sì, vogliamo far lavorare la struttura a pieno regime tutto l'anno. Da quest'anno abbiamo fatto partire progetti pilota cercando di lavorare con altri articoli come i piselli.Poter lavorare tutto l'anno è un nostro obiettivo. Siamo in una fase di partenza per realizzare questo scopo >>.

D. Cosa ne pensa di quella che molti definiscono la peggiore crisi dell'uva?

R: << Secondo me è a rischio un'economia. Un'economia che ha fatto girare molti soldi per decenni ma senza direzione ragionata, organica e strutturata. Ognuno ha preso solo sé stesso come riferimento, e si è generata un'anarchia, che in un momento di crisi generale come questo, ha mostrato la sua mancanza di difese organizzative. Troppo individualismo. Non siamo stati in grado di affrontare il problema in maniera collettiva, non siamo stati in grado di vedere lontano, di salvaguardare questo settore. Con NoaCoop ci abbiamo provato e ci stiamo provando, ma abbiamo bisogno che tutti si riuniscano in consorzi e cooperative. Siamo basati su un modello che vede nella cooperazione la sua forza ed il bene di tutti >>.

D: Quali sono i vantaggi di una cooperativa ?

R: << I contadini non vengono rappresentati, sono loro stessi i protagonisti, più sono e meglio possono decidere nella contrattazione del prezzo, la qualità dell'uva e le strategie di mercato.

Ho letto su NoicàttaroWeb la polemica sui pesticidi  sorta fra alcuni utenti, posso dire che la cooperativa può affrontare meglio anche l'uso dei fitofarmaci, può farlo gestendone l'uso in maniera organica e programmata, evitando una giungla di irrorazioni. Con la cooperativa sei dentro tutte le fasi del ciclo e puoi crescere e diventare forte, ed in momenti di crisi come questi, sei tutelato.

D: Quali sono gli svantaggi ?

R. << Che se vuoi fare un mucchio di soldi difficilmente li puoi fare con la cooperativa, ma non ci interessa questo modello, noi siamo per guadagnare di meno ma tutti e lavorando bene e con soddisfazione, piuttosto che lavorare in pochissimi con grandi redditi e il resto tutti sottopagati...>>.

D. E' proprio il caso di dire che l'unione fa la forza!

R: << Sì, come detto puoi fare contrattazione e determinare il prezzo, determinare veramente la qualità dell'uva, e inoltre puoi avere più peso per avere un marchio unico. Dobbiamo però unirci e farlo tutti assieme. Se siamo divisi si potranno avere difficoltà come quella di trovare prezzi bassi e con il rischio di vederli andare sempre più al ribasso. L'unione porta ad avere non solo una struttura che da garanzia di vendita del prodotto, ma anche di qualità, tutti assieme confrontandoci e parlandoci possiamo decidere come far venire su una buona uva da tavola, unica al mondo e meritevole di un reale marchio di tutela.  Assieme possiamo guardare a lungo termine, se lo avessimo fatto già da decenni, oggi non saremmo in questa situazione, ci sarebbero strutture più capaci di affrontare la crisi. Noi come cooperativa in un momento come questo non ci rimettiamo quasi niente. >>.

D. C'è qualcosa che vorrebbe dire ?

R. << Sì, ci vuole un ufficio commerciale comune che gestisca organicamente tutte le fasi del ciclo di produzione agricola, ci vuole un'organizzazione che metta in vita un ciclo di produzione collettivo e strutturato >>.

D. Si può diventare soci della NoaCoop ?

R: << Certamente sì, l'iscrizione è aperta sempre e attendiamo con piacere nuovi iscritti. L'adesione è libera e illimitata >>.

D: Perché bisogna iscriversi a NoaCoop ?

R: << Perché far ragionare cinquanta teste all'unisono è una sfida stimolante, perché se devo dirla tutta, è davvero bello essere qui, nell'unica realtà cooperativistica del territorio. Se fossi fuori da questa struttura avrei scelto un altro mestiere. Qui ho speranza, vivo la realtà agricola a pieno, siamo protagonisti e affrontiamo assieme tutte le difficoltà e ci autodeterminiamo >>.

Commenti 

 
#1 nojana di adozione 2009-09-26 10:36
Complimenti a questa realtà nojana...
Ma nascono spontatee delle domande che secondo me determineranno in molti la scelta di saltare a bordo delle vostra cooperativa:
Qual'è il prezzo medio di acquisto pagato al produttore e come viene determinato tra i 52 soci?
Secondo voi quel prezzo riesce a coprire le spese di produzione oppure come cooperativa potete avere agevolazioni a riguardo non so' .... i contributi ecc.
Grazie.
 

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