Domenica 09 Agosto 2020
   
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LA CHIESA GAY, UNA LETTERA AL CLERO

MANI

« Quel ripetere "gli ultimi saranno i primi" forse non voleva essere una profezia metafisica. Ieri cantavo i vinti, mentre oggi canto i futuri vincitori: quelli che coltivano la propria diversità con dignità e coraggio. I nomadi, per esempio, e tutti quelli che attraversano i disagi dell'emarginazione senza rinunciare ad assomigliare a se stessi. Sono loro, saranno loro, i vincenti. Perché muovono la Storia. I perdenti sono le persone che più mi affascinano. Per me dietro ogni barbone si nasconde un eroe. È la fuga del branco che ci porta a maturare spiritualmente. Così la solitudine diventa una possibilità di riscatto. È forse la vita, più che una corsa verso la morte, è una fuga dalla nascita»

(Fabrizio De André.)


Difficile, per me, analizzare le ragioni della tremenda valanga omofoba che opprime tutto il Paese, e non solo gli omosessuali. Sia perché vivo personalmente la dissimulata condanna sociale della mia diversità, sia perché mi pare utopico possedere tutti gli elementi che costituiscono la genetica del nostro agire. Ma ci proverò, ponendo lo sguardo su quanto ho toccato con mano.
Non pretendo di essere oggettivo e, sia chiaro, non l’ho mai preteso.

Per qualunque uomo, normalmente, l'incontro con la propria identità scaturisce da un processo imitativo, di auto-affermazione/differenziazione rispetto a modelli chiaramente esposti, offerti dal contesto fisico in cui si trova a vivere.


Per un ragazzino omosessuale, qui in Italia, non è così. Mai.

Egli vive l'età puberale come un periodo di nevrotica sospensione, con tendenze spesso mistiche, esistenzialiste ed ascetiche (non a caso la maggior parte dei miei amici gay, me compreso, volevano diventare preti), e, non avendo punti di riferimento visibili in cui riconoscersi e a cui affidarsi, si auto-evira e sceglie di vivere d'anima per non morire.

L'adolescenza di un omosessuale è negata nel suo fulcro, perché per ogni ragazzino il centro della sua esperienza di vita è la miracolosa scoperta del sesso.

Nel nostro Paese questo problema è aggravato dal fatto che spesso, per un ragazzino omosessuale, la scoperta di sé avviene nel contesto-Chiesa, nelle deontologie passivizzanti di clerico-tarati o nelle omelie ex-machina di falsi Cristi in divisa bianca.
Io, per esempio, col mio passato da cattolico, ho concepito la mia omosessualità nelle parole di S. Paolo e in certi passi della Bibbia, e l'ho subito vissuta come il mio passaporto per l'Inferno.

Un lettore sensibile, non necessariamente omosessuale, può ben capire cosa significhi vivere una simile esperienza da giovanissimi: significa morire, semplicemente.

Bene, dopo essermi suicidato, per ragioni di pura curiosità scientifica, ho cercato di comprendere il perché di tanto odio e rifiuto da parte dell'Istituzione Chiesa, il perché di questa pacifica Shoah.
Perché, si sa, la Chiesa è comunque cambiata in questi ultimi decenni, ha intuito che per non cadere in un pericoloso disuso era necessario un autorinnovamento.
E ha reinventato i suoi dogmi, investendoli spesso di un progressismo senza dubbio finto, ma più modernamente Cristiano, apparentemente etico, moderato e democratico.

La risposta forse è la più ovvia: una grossissima percentuale del clero è gay.

E per rimuovere la frustrazione del suo rinnegarsi si vede patologicamente costretta a condannare l'omosessualità altrui.

Fenomeno probabilmente più presente qui al sud, in cui molte comunità sono ancora vincolate dalle leggi dell'onore e della vergogna.
Anni fa -non troppi- per un figlio c'erano due possibilità: sposarsi, affermando il valore della sua dignità-virilità, o farsi prete. Esse costituivano le uniche due alternative contemplate dal pudore popolare.
E' dunque verosimile che moltissimi omosessuali (perché gli omosessuali c'erano anche prima, non sono un cancro sociale recente, come qualcuno afferma), per salvaguardare la dignità familiare, si siano nascosti dietro una tunica. Atto comprensibile, per me.

Ma non trovo accettabile l'omofobia di questo clero-gay, psicopatia collettiva giustificata e ipocritamente professata come dogmatica adesione a un tabù ormai desueto.
Sarebbe più accettabile una deficienza, forse.
Non è accettabile che voi sacerdoti, vescovi, eccetera eccetera, (non tutti, fortunatamente), voi detentori della via della salvezza, pronunciate, con coscienza di farlo, parole che grondano sangue e macellano le anime dei fragili, la cui unica colpa è affidarsi ingenuamente alla vostra menzogna.
Non è accettabile che siate proprio voi, deboli neo-farisei, a "macchiarvi" dei peccati che così facilmente condannate.
Le vostre parole, per me, sono più gravi delle bombe carta nella gay-street romana, sono più gravi dei triangoli rosa che bollavano gli omosessuali nei campi di concentramento. Le vostre parole sono, oggi, l'alibi di una violenza di cui dovrete render conto al vostro Dio.
Voi siete l'atto fondativo, il mandante implicito dell'omofobia dilagante nel nostro paese. E lo dimostrano i fatti.


Fu quel Cristo che strumentalizzate a dire "gli ultimi saranno i primi": e siete voi i "primi" che ci rendono "ultimi", e dunque salvi.

 

Commenti 

 
#19 will 2010-05-27 13:48
la maggior parte di quelli che giudicano "troppo aggressivo" questo intervento non sa cosa vuol dire passare VERAMENTE ciò che ha scritto questo ragazzo. Cercare aiuto intorno e trovarsi porte chiuse in faccia e vivere con una doppia identità per anni e anni fino al punto che non si sa più chi si è... ci si dimentica la propria natura (e con natura intendo il proprio essere GAY) e quando questa esce fuori si rimane sorpresi e quasi sconcertati da qualcosa che già si sapeva..... Posso solo augurare di NON vivere questo ai giovani di oggi, perché la loro adolescienza e la loro giovinezza non venga TRAVIATA.
 
 
#18 lilith 2009-12-04 01:28
"Niente Regno dei Cieli per trans e gay" secondo il cardinale barragan: quindi secondo questo signore i gay e i trans non vanno in paradiso, mentre magari previa una buona ripulita, in paradiso si riesce a far arrivare qualche sacerdote che in vita si è sollazzato sodomizzando bambini. Lei cosa ne pensa, ignorante?
 
 
#17 michele 2009-12-03 19:51
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=1301&ID_sezione=524&sezione=
 
 
#16 laura 2009-11-25 22:13
se sei convinto di quello che sei,non prestare attnzione ai giudizi altrui,perchè purtroppo a questo mondo si è continuamente giudicati,soprattutto in un paese dove la mentalità non cambierà mai. ma nn si può far una colpa a chi vive il paese altrim nn ci sarebbe differnza tra città e paese..così è stato per anni e così sarà per secoli. cerca di trovare un tuo equlibrio,e vedrai che la vita ti ripagherà di tante cose meravigliose...
 
 
#15 Pietro pietro 2009-11-25 17:41
Ben detto Michele...l'atteggiamento della Chiesa, a rigurdo degli omosessuali e non, è molto discutibile. Nei loro atteggiamenti giace la volontà di accusare qualcosa che viene additato come un cancro sociale, ma che, in realtà, essa stessa cova in seno da molto tempo ormai. Io spero che la Chiesa non resti indifferente a ciò e che si mobiliti affinchè non venga data una risposta ma un'azione concreta...un atto di umanità (o di cristianità) verso noi omosessuali e verso ogni forma di minoranza discriminata. Siamo tutti figli di Dio, ma se ignoriamo un nostro fratello, che razza di figli di Dio siamo? Vogliano i Cristiani riflettere su tale domanda...
 
 
#14 perplessa 2009-11-25 12:14
ciao michele..ho letto attentamente le tue parole e molte di esse non le condivido; hai espresso il tuo malessere,la frustrazione di non sentirsi accettati per essere omosessuali,cosa che a mio avviso almeno negli ultimi tempi non è poi così diffusa come in passato.
ma quello che mi preme dirti è che di fronte alla cattiveria che tu "leggi" nelle parole del clero non si risponde con altrettanta cattiveria.
l'affermazione che tu elevi a verità inconfutabile,per la quale la stragrande maggioranza dei preti è gay mi sembra alquanto eccessiva e credo non avvalorata da prove altrettanto inconfutabili.
che parte lo sia ci può essere, così come ci sono preti molestatori,violentatori, istigatori e quant'altro, ma da qui a dire che la tunica è un velo sull'omosessualità mi sembra un tantino esagerato, te lo dice una persona che ha perso la fiducia nell'istituzione chiesa.
sei una persona positiva,solare, piena di iniziativa,fatti conoscere per quello che sei..fatti accettare per quello che sei,poniti in una prospettiva diversa senza denigrare o creare continui castelli di critiche, ma facendo interventi più costruttivi.
 
 
#13 Anonimo 2009-11-24 20:13
Michele solo una mente brillante come la tua poteva sollevare, in un paese bigotto e falso comunista, un problema sociale così importante.
Ti auguro di fare sempre meglio.
 
 
#12 t 2009-11-24 15:54
Ma chi è "ignorante" un prete??Magari di Noicattaro???
 
 
#11 un ignorante 2009-11-24 00:12
Perché quando parli di argomenti così delicati, stai sicuro che stai ignorando molti aspetti che magari in quel momento ti sfuggono e di cui magari chiedo scusa.
 
 
#10 anonimo 2009-11-23 21:27
come mai "ignorante"?
 
 
#9 un ignorante 2009-11-23 18:30
Michele, posso immaginare quanto sia grande l'angoscia che traspare dalle tue parole, ma forse non hai tenuto conto che esse fomentano lo stesso odio che tu hai ricevuto. Ho letto il commento di qualcuno che diceva che Gesù andava con ladri e prostitute, dimenticandosi di aggiungere che lo faceva perché «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori». Il peccato ormai ha assunto l'accezione di reato, ma erroneamente! Il peccato è una "pecca" nei confronti della perfezione che è rappresentata solo dall'Altissimo! Noi, però, siamo uomini e in quanto uomini abbiamo le nostre debolezze con le quali dobbiamo convivere e di cui San Paolo, che citi, dice: "Se bisogna vantarsi, mi vanterò delle mie debolezze" proprio perché è nelle debolezze che possiamo manifestare la gloria di Dio, è nelle debolezze che sentiamo maggiormente il bisogno di rivolgerci a Lui. Dobbiamo avere il coraggio di perdonare e di comprendere le accuse rivolte anche da chi ha l'onere di annunciare la parola di Dio e per questo è costretto ad accollarsi un'aria di arroganza e superbia che forse non possiede per davvero. E poi Cristo la Sua ce l’ha anche detta: Matteo 9-36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse». Preghiamo dunque perché il Signore mandi dei buoni operai nella nostra messe e cerchiamo tutti quanti di portare frutto. Con affetto.
 
 
#8 un ignorante 2009-11-23 18:30
Michele, posso immaginare quanto sia grande l'angoscia che traspare dalle tue parole, ma forse non hai tenuto conto che esse fomentano lo stesso odio che tu hai ricevuto. Ho letto il commento di qualcuno che diceva che Gesù andava con ladri e prostitute, dimenticandosi di aggiungere che lo faceva perché «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori». Il peccato ormai ha assunto l'accezione di reato, ma erroneamente! Il peccato è una "pecca" nei confronti della perfezione che è rappresentata solo dall'Altissimo! Noi, però, siamo uomini e in quanto uomini abbiamo le nostre debolezze con le quali dobbiamo convivere e di cui San Paolo, che citi, dice: "Se bisogna vantarsi, mi vanterò delle mie debolezze" proprio perché è nelle debolezze che possiamo manifestare la gloria di Dio, è nelle debolezze che sentiamo maggiormente il bisogno di rivolgerci a Lui. Dobbiamo avere il coraggio di perdonare e di comprendere le accuse rivolte anche da chi ha l'onere di annunciare la parola di Dio e per questo è costretto ad accollarsi un'aria di arroganza e superbia che forse non possiede per davvero. E poi Cristo la Sua ce l’ha anche detta: Matteo 9-36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse». Preghiamo dunque perché il Signore mandi dei buoni operai nella nostra messe e cerchiamo tutti quanti di portare frutto. Con affetto.
 
 
#7 anna 2009-11-21 18:53
bravo michele, bella analisi lucida e consapevole e senza ipocrisie
sarebbe interessante sentire anche l'altra voce, una riflessione da parte della chiesa, che cosa ne pensa a tal riguardo...:-)
 
 
#6 un lettore 2009-11-20 03:15
Straquoto il commento di una mamma!
 
 
#5 una mamma 2009-11-19 22:43
sembra, caro mikele, ke tu vivi la diversità in maniera difficile, sembri come agguerrito davanti alla tua situazione. da quello ke scrivi capisco ke sei un ragazzo molto intelligente ma cn poca fiducia in te stesso, sei arrabbiato con il resto del mondo? io nn credo ke i gay vengano ancora additati come in passato. oggi la società ci propone ogni giorno immagini di gay in tv come per strada e penso ke ormai alla gente nn importi nulla. vivi la tua vita con serenità e amore e sii fiducioso per quello ke riguarda il tuo futuro: sai scrivere..diffondi i tuoi pensieri!
con affetto!
 
 
#4 arcobaleno85 2009-11-19 19:56
Riccardo e certo, adesso è colpa del comune di Noicattaro se la comunità cristiana è partita con una crociata speditiva contro gli omosessuali. Ma fammi il piacere!
 
 
#3 peppino liturri 2009-11-19 18:56
Se per te (anche per me) essere gay non vuol dire essere diversi, allora che problema c'è se il clero è gay, vuol dire che siamo tutti non diversi.
Io sposato con due figli, tu e il clero, non siamo diversi, rispettiamoci uno con l'altro e non facciamo i diversi. Il Cristo nel Vangelo quando si è avvicinato agli uomini, non ha mai chiesto se fossero gay o no, se fossero uomini o donne, prostitute o bigotte. In Chiesa (con la lettera maiuscola) non sono mai andato per incontrare un prete, ma sono andato per incontrare il Cristo, e con la sua forza andare incontro agli uomini che siano gli ultimi (quali sono gli ultimi ???) o i primi (quali sono i primi ????).
Don Tonimo Bello ha detto " Tutti gli uomini sono angeli con un'ala soltanto, possono volare solo rimanendo abbracciati".
 
 
#2 Angelo Lacalandra 2009-11-19 17:45
Bellissimo articolo! Gronda di vissuto.illuminante!
 
 
#1 Riccardo 2009-11-19 17:29
Bravo Mihele come al solito una attenta analisi sociale di un problema piuttosto sentito in questi ultimi anni.
Spero continui a scrivere queste verità in un Comune dove il falso dire di essere di sinistra e progressisti nasconde invece un reae comportamento profondamente bigotto e medioevale.
 

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