Venerdì 22 Novembre 2019
   
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Scatta l'IVA al 22%: mini guida per gli operatori

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 "Ragioniere, mi dichi...": comincia la rubrica che vi aiuta a fare due conti. Cominciamo subito con il bel regalo d'autunno del nostro governo: l'aumento dell'IVA.

Dal 1 Ottobre 2013 è scattato l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%. Un ulteriore aumento della tassazione indiretta che di certo non aiuterà a rilanciare la nostra economia ma più che altro a quadrare il bilancio dello Stato. Tale aumento interessa la parte prevalente delle operazioni imponibili, ad eccezione di quelle cessioni di beni e delle prestazioni dei servizi per le quali vige l’aliquota ridotta al 4% e al 10% (elencati nella parte II e III della Tabella A allegata al Dpr 633/72). Pertanto, tutti gli operatori economici, a partire da martedì 01 Ottobre 2013, dovranno adeguare alla nuova aliquota tutte le fatturazioni e le annotazioni dei corrispettivi.

Le operazioni più problematiche sono quelle a cavallo del giorno di variazione dell’aliquota. Al fine dell’ applicazione dell’aliquota IVA al 22% o del 21% è determinante il momento dell’effettuazione dell’operazione, così come sancito dall’art. 6 del DPR 633/72. Pertanto:

  • per la cessione di beni immobili: conta la data della stipula dell’atto;

  • per la cessione di beni mobili: conta la data della consegna o delle spedizione;

  • se anteriormente alla stipula dell’atto o alla consegna o spedizione del bene sia stata emessa fattura o sia stato pagato, anche in parte, il corrispettivo  vale la data di emissione della fattura o del pagamento dell’importo.

Per l’applicazione della nuova aliquota IVA a tutte le prestazioni di servizi, invece, conta l’atto del pagamento del corrispettivo o la data di emissione della relativa fattura se antecedente.

 

Non mancano certo le situazioni particolari che possono creare perplessità. In caso di pagamento di acconti antecedente l’entrata in vigore della nuova aliquota si applica l’aliquota del 21%; sul saldo verrà invece applicato il 22%. Se l’emissione della fattura è antecedente l’entrata in vigore della nuova aliquota e la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo risultano effettuati nel periodo successivo, deve essere applicata l’aliquota del 21%. Nella fatturazione differita è rilevante la data della consegna del bene e l’aliquota, dunque, sarà del 22% se il bene è consegnato dopo l’entrata in vigore della riforma. Le note di credito seguono l’aliquota IVA della fattura che vanno a variare. Infine, per le cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli enti pubblici e altri istituti elencati nell’art.6 comma 5 del DRP 633/72 (IVA esigibile al momento del pagamento) mantengono l’aliquota al 21% solo le fatture emesse e annotate negli appositi registri fiscali fino al giorno precedente l’entrata in vigore della variazione di aliquota.

Per chi è obbligato alla tenuta del Registro dei corrispettivi dovrà semplicemente istituire una ulteriore colonna per distinguere i corrispettivi da scorporare al 22%. Per i corrispettivi soggetti a “ventilazioni”, la quota da scorporare al 22% dipenderà dal livello delle scorte e dall’incidenza dei beni acquistati con aliquota IVA maggiorata.


Dr Gaetano Sanitate

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Commenti 

 
#1 gigi 2013-10-02 18:23
:lol: :D :lol:
 

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