Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Madonna del Rito e Pupa nojana: una bella festa, foto

pupa nojana_in_fumo

 

Si è svolta la scorsa domenica 13 Ottobre, tra una gran folla di fedeli, curiosi e turisti, la tradizionale festa in onore della Madonna del Rito.

Tanta la gente accorsa in occasione di questo speciale evento, per prendere parte alla processione liturgica e per assistere allo scoppio dell’ormai nota ‘pupa’ nojana.

Singolare e mai scontata la viva partecipazione degli abitanti che, nonostante innovazione e modernità, dimostrano di tenerci nel conservare e nel salvaguardare nel tempo e con calore una festa assolutamente unica nel suo genere, patrimonio storico e culturale di questa piccola cittadina. Meravigliosi, inoltre, gli sguardi attenti, stupiti ed interrogativi dei bambini, i più piccoli sulle spalle dei loro genitori, affascinati sempre più da luci, colori, scintille e suoni.

La processione ha preso avvio dalla Chiesa Madre alle ore 20.15 circa, in direzione via Crocecchia, dove ha effettuato la prima sosta per consentire a tutti di assistere, dapprima ad un piccolo spettacolo di fuochi pirotecnici, e, di seguito, allo scoppio della ‘pupa’. Il tutto è accaduto precisamente all’intersezione tra via Crocecchia e via Dalmazia. Da un po’ di anni, infatti, è stato spostato, ma non di molto, il luogo dove la bambola prende fuoco, questo per consentire a più persone di assistere allo spettacolo. Il luogo d’origine, l’intersezione tra via Crocecchia e via Guarnieri, non permette più di accogliere troppa gente, data la ristrettezza delle strade, e la folla che, sempre più numerosa, prende parte alla festa e vuole assistere all’evento.

Quest’anno però, stranamente, la bambola di cartapesta nojana non ha preso fuoco del tutto ma le è scoppiata solo la testa; cattivo segno questo per gran parte dei nojani che ritengono, di conseguenza, che il prossimo raccolto non sarà positivo, interpretando il mancato incendiarsi totale della ‘pupa’ come segno di malaugurio.

Attendendo lo scoppio del fantoccio di carta nojano, qualcuno ha inoltre raccontato che anni addietro si faceva inserire all’interno della borsa della ‘pupa’ un topolino vivo che serviva, al momento dello scoppio della stessa, a creare scompiglio fra la folla. Adesso si ritiene che questa pratica sia stata sostituita dal piccolo spettacolo pirotecnico che ha luogo prima dell’accensione della ‘pupa’, durante il quale si può osservare una linea di colori che cammina velocemente prima dello scoppiettio dei fuochi stessi, quasi a voler riprendere e ricordare il passo veloce di quel topo di cui si raccontava. Non ci sono però fonti scritte a riguardo.

La processione ha poi ripreso il suo cammino raccogliendo dietro sé sempre più fedeli e devoti. Dopo lo scoppio della ‘pupa’ quindi, ci si è diretti all’intersezione fra via Crocecchia, via Giardini Matteotti e via Dante, luogo in cui solitamente si fa volar via un grande pallone aerostatico. Dopo una breve attesa però, la spiacevole sorpresa che questa parte della festa quest’anno veniva a mancare. Secondo qualcuno per via dei problemi economici e non del Comune; secondo altri invece la ditta capursese, cui ci si era rivolti, pare essere in causa per un incidente avvenuto proprio nella vicina Capurso. Ma si tratta sempre di vox populi, nulla di assolutamente certo.

Su via Torre a Mare la terza sosta. Tutti, giovani e un po’ meno, fermi in attesa dei tradizionali fuochi pirotecnici.

In tanti però non sanno che, a dare inizio a quest’ultima usanza, i fuochi d’artificio al rientro della statua della Vergine nella sua chiesetta di campagna, è stato un abitante della zona, Vito Porrelli, nell’oramai lontano 1933. Anch’egli, come la sig.na Santacroce, residente in quegli anni in Via Crocecchia, ideatrice e promotrice della ‘pupa’, per un atto di devozione personale alla Madonna. La processione sfilava proprio davanti alla sua abitazione.

I fuochi infatti, conservano ancora oggi il nome di ‘u ffuo-k a C-m-nàer’, dal nomignolo dello stesso sig. Porrelli, noto in quel tempo per la vendita del latte fresco munto direttamente dalle sue vacche al domicilio dei clienti.

Da un semplice e piccolo gesto di devozione, le “rotelle” e i mortaretti incendiati dal sig. Porrelli al passaggio della Vergine dalla strada dove abitava, s’assiste oggi ad un vero e proprio spettacolo. Straordinario osservare la statua della Vergine assistere allo stesso.

Al termine, il Simulacro, in una compostezza fuori dal comune, ha fatto ritorno nella sua Chiesa, dove il sacerdote don Oronzo ha invitato tutti a pregare insieme e con sincero raccoglimento. Esso è rientrato in Chiesa verso le 22.30 circa con lo sguardo della Vergine rivolto ai fedeli e senza dar loro le spalle.

È stata una serata ricca di incantevoli suggestioni, durante la quale si sono susseguiti momenti di aggregazione sociale e momenti di euforia collettiva; attimi (alcuni fra pochi, soprattutto in un periodo di difficoltà come questo) in cui il popolo nojano ha riscoperto e riscopre, seppur per breve tempo, il senso di appartenenza alla comunità.

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