Sabato 23 Ottobre 2021
   
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Alessandro: storia di un barese che insegue il suo sogno all'estero

Alessandro Maier

 

“Vado a trovare fortuna”. Sono spesso frasi come queste che spingono molti italiani a partire dal loro paese, dal loro guscio ormai troppo stretto, per cercare una vita migliore di quella che lasciano. È ormai noto a tutti il caso di Joele Leotta, giovane lecchese di 19 anni, morto la sera del 20 ottobre. Non è ancora ben chiaro il movente che ha portato un gruppo di ragazzi a commettere un gesto così folle. Joele, partito dalla sua città natale Nibionno (Lecco), ha trovato subito lavoro come cameriere in un ristorante a Maidstone nel Kent, dove insieme al suo amico Alex, anche lui coinvolto nell’aggressione ma fuori pericolo, condivideva la stanza in affitto dove i due sono stati aggrediti. Secondo Repubblica.it e Oggi.it le indagini condotte fin’ora dalla polizia britannica hanno portato all’arresto di nove lituani, non inglesi come si sospettava all’inizio, di cui quattro sotto indagine e per il momento la polizia ha accantonato l’ipotesi che l’omicidio sia stato commesso per motivi razziali. Ora, però, la svolta che sembra confermare la tesi, confessata da un testimone spagnolo alle autorità, che Joele sia stato ucciso perché italiano.

Qui di seguito riportiamo l’intervista rilasciataci da un giovane italiano di Bari, Alessandro Maierù che, anche lui come Joele, ha deciso di partire per l’Inghilterra in cerca di fortuna.


Quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a lasciare il tuo paese per Londra?

“Londra è una città piena di opportunità e tantissimi giovani riescono a utilizzare le proprie capacitá per farsi strada nel mondo del lavoro. Come tanti giovani della nostra terra, abbiamo sogni e desideri forti e talento da vendere. Londra permette ancora di farsi strada da sé e di non gettare quel talento al vento. Purtroppo il sistema in Italia è da tempo malato e non ci permette di gettare le fondamenta per una vita migliore. Io credo nell’aiutare te stesso e nello sforzo individuale ma senza il lavoro è impossibile fare i primi passi. Soprattutto a Londra se si ha voglia di lavorare, si respira un’aria totalmente diversa”.

Hai avuto difficoltà all’inizio con la lingua e con le persone con cui ti relazionavi?

“Nel mio caso l’inglese è come una lingua materna. Ho studiato lingue e ho lavorato in navi da crociera americane. Ho, dunque, avuto il tempo di prepararmi alla vita all’estero. Molti italiani all’estero non hanno questa opportunitá ma ció non impedisce loro di inserirsi nel mondo del lavoro e nella societá. La difficoltá maggiore è avere un minimo di budget iniziale ma si puó. C’è rispetto per la meritocrazia e ho tantissimi colleghi amici e conoscenti che stimano e amano gli italiani e la nostra cultura. C’è da dire che la cultura inglese è diversa e ci vuole del tempo per ambientarsi, come in ogni luogo del mondo”.

Di cosa ti occupi ora?

“Sono Business Devolpment Manager per una societá di marketing online. Un lavoro che non avrei mai immaginato esistesse! Piú semplicemente, acquisisco nuovi clienti per la mia azienda nel territorio Britannico, Tedesco e Italiano. Dopo 2 anni di gavetta nel mondo ho iniziato ad avere maggiori opportunità”.

Alla notizia della morte di Joele, quali sono state le sensazioni che hai provato parlandone con i tuoi amici inglesi che, come si evince dalle fonti ufficiali, sembra che siano di origine lituana?

“Sconcerto e una tristezza profondissima. La prima cosa che pensi è che potrebbe succedere a te o a un tuo amico. Nei primi mesi o anni in Inghilterra, molti italiani lavorano come camerieri o baristi per farsi strada e familiarizzare con la lingua ma non ho mai sentito nulla di simile. In più ho un amico lituano che è una persona meravigliosa e si è fatto strada da solo con la sua compagna proprio come molti di noi. La cattiveria e la criminalitá non hanno bandiere. Ne è testimonianza il fatto che decine di nazionalità convivono con tranquillità. I pericoli sono sempre in agguato. La mia rabbia è pensare che un ragazzo di soli 19 anni fosse da solo quando è stato aggredito. Quando si vive lontani da casa ci vuole tempo per circondarsi di gente amica. Ora spero soltanto che la giustizia sia veloce ed esemplare”.

Ti manca l’Italia?

“Confesso che ogni tanto mi mancano disperatamente il mare, il sole e....le orecchiette con le cime di rapa! Non si puó avere tutto. Ma con tanti amici (fra cui molti italiani) Londra e l’Inghilterra sono la mia casa e il mio futuro. E poi Bari é a sole tre ore di aereo. Inoltre, condivido l’appartamento con 2 concittadini, quindi siamo un angolo barese a Londra! Il miglior caffè di Londra è a casa nostra! Se passate di qui fateci sapere che...buttiamo la pasta!”. 

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