"CineCornetto": all'Exviri Hitchock e un cornetto caldo

Hitckock

 

Proseguono le notti in compagnia del cinema horror d'autore organizzate dall'Exviri. Sabato 16 Novembre la sala ha ospitato la proiezione del famosissimo e inquietante “Shining”di Kubrick, con un magistrale Jack Nicholson nei panni del folle protagonista, mentre  la settimana successiva, il 23 Novembre è stata la volta di “Vertigo”, film del 1958, più noto in Italia con il titolo di “La donna che visse due volte” del maestro del giallo Alfred Hitchock.

Il freddo pungente non ha scoraggiato gli appassionati cinefili, i fan del regista e nemmeno i curiosi che hanno popolato il foyer dell'ExViri, nonostante l'ora tarda, dato che le proiezioni fuori programmazione si svolgono intorno alla mezzanotte.

Con grande puntualità, le luci in sala si sono spente e “Vertigo” è tornato finalmente ad essere proiettato in un cinema, luogo in cui una pellicola cinematografica d'autore può esprimere il meglio di sé.

Il protagonista è l'ex poliziotto John "Scottie" Ferguson (James Stewart), costretto a ritirarsi dal suo lavoro a causa del sopraggiungere di una terribile fobia dell'altezza, ma il suo spirito di investigatore viene stuzzicato da un’insolita richiesta d’aiuto proveniente da un vecchio amico dell'università che gli chiede di sorvegliare sua moglie Madeleine (Kim Novak). La donna sembrerebbe essere tormentata dallo spirito di Carlotta Valdes, sua bisnonna, morta suicida un secolo prima. Ferguson resta affascinato dalla ragazza, tanto bella quanto misteriosa e tra i due nasce l'amore. Sarà l'inizio della tragedia.

Il capolavoro di Alfred Hitchock si basa sul romanzo di Boileau e Narcejac,  scritto con lo scopo di invogliare il regista a comprarne i diritti. L'obiettivo non solo viene raggiunto, ma Hitchock decide di apportare alcune modifiche: l'azione viene spostata dagli anni Quaranta ai Cinquanta e soprattutto, scelta che da molti venne criticata, viene anticipata la scoperta dell'intrigo che gli autori avevano collocato solo nelle pagine finali del romanzo. Interessante è la scelta cromatica del maestro, il colore verde (dell'auto dell'affascinante Madeleine e successivamente dell'abito della giovane donna che ricorda ad un disperato Ferguson il suo amore passato), viene sostituito continuamente con il grigio. Le vertigini  e i capogiri non sono solo quelle del protagonista, ma anche la sensazione che il regista vuole trasmettere al suo pubblico, ingabbiato continuamente in una sorta di spirale temporale, in cui gli eventi vengono ripercorsi. Capolavoro che è tornato a vivere per una sera nella sala dell'Exviri, che al termine della proiezione ha gentilmente accompagnato quel momento di riflessione, che generalmente caratterizza l'uscita dalla sala, con un fragrante cornetto, che ha “addolcito” l'amaro, ma ironico finale del film e ha reso meno sgradevole l'idea di lasciare l'accogliente foyer per tuffarsi nella fredda notte nojana.