Giovedì 18 Luglio 2019
   
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"Ragioniere, mi dichi": Le tasse della Legge di Stabilità 2014

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Un tempo la stabilità era sinonimo di piano quinquiennale, oggi vuol dire un mondo di tasse. Ancora un pò di cambiamenti nella legislazione fiscale italiana, dunque, introdotte dalla Legge di Stabilità, l'ex legge finanziaria, la legge n.147/2013 in vigore dal 1 gennaio 2014.

Cominciamo con la famosissima Web Tax e calmiamoci un attimo: non ha niente a che fare con noi utenti privati di internet. Riguarda, infatti, degli obblighi per acquisti di pubblicità e link sponsorizzati on line sia riguardo l'IVA (si veda il nuovo articolo 17-bis dell'IVA) sia nella modalità di determinazione del reddito per operazioni italiani in cui è applicabile il transfer pricing (per attività non residenti).

Aumenta l'aliquota dell'imposta di bollo sulle comunicazioni dalle banche ai clienti relative a prodotti finanziari dall'1,5 per mille al 2 per mille. La norma riguarda anche i depositi bancari e postali e i certificati di deposito. Resta l'imposta fissa di € 34,20 annuali sui conti correnti superiori a € 5.000 detenute da persone fisiche e di €100 per i soggetti non persone fisiche.

Dal 1 gennaio 2014 non si possono pagare gli affitti di immobili abitativi per contanti: tutto deve avvenire tramite bonifico, assegno o qualsiasi altro strumento tracciabile.

Il contributo di solidarietà per i pensionati d'oro (pensioni superiori a € 90.000) sale al 6% per la fascia €90.000-140.000; 12% per la fascia €130.000 – 195.000 e al 18% per la fascia pensionistica che va oltre € 195.000.

Ci sarà un riordino delle detrazioni che possono essere effettuate in dichiarazione dei redditi, altrimenti se nulla si muoverà entro il 31 gennaio prossimo l'aliquota del 19% si riduce automaticamente al 18% per i redditi 2013 e al 17% per i redditi 2014.

E non potevano chiudere col colpo di classe dei nostri governanti, la IUC (Imposta Unica Comunale, una e trina visto che comprende Imu, Tasi, Tari), tutt'oggi ancora in fase interminabile di ridefinizione. Nasce dunque ufficialmente la TASI, la tassa sui servizi indivisibili, che dovrebbe sostituire, a tutti gli effetti, la tassa IMU sulle abitazioni principali (abrogata dopo tante storie nei mesi scorsi, ricordate?) con la magnifica previsione di un limite: l'Imu più la Tasi, allo stato attuale, non possono superare il tetto massimo del 1,06% (altri immobili) e 0,06% (abitazione principale). Sono inoltre previste detrazioni per i possessori dell'immobile principale. Insomma, esattamente com'era l'Imu ai tempi di Monti. E poi c'è la TARI, la tassa sui rifiuti che sostituirà la Tares. Così, per sport.


Dr Gaetano Sanitate

 

 

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