Venerdì 15 Novembre 2019
   
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Il vero volto di alcuni esercizi commerciali nojani. Alcuni

Brutto Bagarospo Simpson

 

In occasione delle festività natalizie, parte della nostra redazione è andata in giro per il paese alla ricerca di sponsor, ossia di attività commerciali cui, in maniera assolutamente facoltativa, veniva concessa la possibilità di un piccolissimo spazio pubblicitario, in prima pagina sul nostro sito Noicattaroweb.it, nelle giornate di festa principali (dal 24/12 al 26/12, unitamente al giorno di Capodanno), e su un cartellone reso pubblico durante l’evento “Nojarella” del 29 Dicembre, al quale abbiamo preso parte, con uno stand, uno striscione ed i giornali dell’edizione cartacea de “La Voce del Paese”. Il tutto ad un costo davvero modico.

Molte attività si son rese subito disponibili all’ascolto della nostra proposta; alcune aderendo senza problemi, e quindi accogliendola, rimanendone anche rallegrati per l’occasione di pubblicità a basso costo; altre no, motivando la scelta intrapresa, ma sempre con gentilezza e correttezza.

Parecchie ci hanno anche stupito positivamente perché, dati i prodotti ed i servizi da loro offerti e commercializzati, pensavamo fossero un secco ‘No’, ed invece si sono rivelati una sorpresa valida ed inaspettata.

Con questo scritto, però, vogliamo invece descrivere quanto accadeva in altri esercizi commerciali, dove la sgarbatezza, la mancanza di rispetto e di educazione hanno regnato sovrane.

Il primo fra tutti un parrucchiere nojano anche abbastanza in voga. Entriamo, la sala piena di clienti. Aspettiamo che qualcuno si avvicini a noi proprio per non disturbare il lavoro in atto in quel preciso istante. Dopo qualche minuto si avvicina uno dei titolari, gli presentiamo con entusiasmo la nostra iniziativa e già nel mentre egli comincia ad assumere espressioni del volto corrucciate ed annoiate. Al termine del nostro discorso - al momento decisivo, quindi, quando ci aspettavamo una risposta concreta - abbiamo ricevuto indifferenza assoluta, anzi… Il soggetto in questione - merita solo di essere chiamato così, visto l’atteggiamento - ci volta le spalle, afferra con rabbia una spazzola e comincia a pettinare con forza i capelli della prima malcapitata.

Esterrefatti dall’atteggiamento abbiamo atteso qualche minuto una risposta che non arrivava. Poteva andare bene anche un cenno del capo, se un’espressione verbale avrebbe richiesto uno sforzo! Invece niente, il nulla! Al che, dopo quel silenzio prolungato, abbiam ben deciso di uscire dall’attività. Domanda: costava tanto dire, come in parecchi hanno fatto, “non mi interessa, grazie comunque”?? Se è così che ci si rapporta con il pubblico, che dire…stiamo proprio messi bene, veri campioni di eccellenza! Speriamo che almeno sappiano fare il loro mestiere dato che ad umanità il livello riscontrato è stato pari a zero!

Secondo caso: gioielleria, anche questa abbastanza rinomata qui a Noicattaro. Entriamo, essendoci una signora dietro il bancone cominciamo ad esporle il progetto. Arrivate alla metà circa della nostra esposizione, la stessa ci informa di parlarne con il titolare, un signore adulto e ben vestito presente lì vicino. Lo raggiungiamo e gli esponiamo il tutto; all’atto della risposta scatta un bel sorrisino ironico e la frase: “Adesso dovete parlarne con il vero titolare, lo trova lì dietro”. Raggiunto il tizio numero tre, dopo la ripetizione del nostro discorso per ben tre volte, la frase, accompagnata sempre da un bel sorriso a dir poco fuori luogo: “Signorina non volevo interromperla, mi sembrava poco carino, comunque…non ci interessa”.

Occorreva fare tante smorfie e giochetti?? E prendersi gioco di noi che cercavamo di assolvere ad un compito in cui credevamo e che poteva sicuramente dare dei benefici in termini d’immagine anche a loro come attività, visti i tempi di crisi di cui tutti si lamentano??

Terzo caso: pizzeria, ormai dimenticata dai più. Entriamo. Questa volta il titolare era di nostra conoscenza. Lo stesso, che di spalle era e di spalle è rimasto, anche dopo il nostro ingresso, afferma: “Il titolare è lui”, indicando un ragazzo comodamente seduto dietro il registratore di cassa. Guarda caso anche quel ragazzo era conosciuto da uno di noi, al che, lo stesso risponde al vero titolare: “Guarda che lei è la figlia di…”. Il tizio, visibilmente in imbarazzo, ovviamente arrossisce. Dopo la prima figuraccia fatta, ci tiene lì all’incirca per una ventina di minuti, per dirci che non crede nei mezzi di comunicazione, che la vera pubblicità è il passaparola, guarda caso la sua pizzeria è sempre stracolma di gente (inutile dire che è esattamente l’opposto), e che aveva già investito in un’altra forma di pubblicità. A quel punto rispondiamo: “Guardi, non vogliamo convincerla, se è interessato bene, altrimenti andiamo via tranquillamente, non deve sentirsi costretto a dire di si. Non c’è alcun problema”. Risposta: “Ho bisogno di un momento di riflessione, potete tornare?”. Nostra risposta: “Se lei sa già di doverci dire di no, è inutile farci tornare, anche perché stiamo facendo il giro degli esercizi commerciali a piedi e sarebbe poco corretto farci ritornare a vuoto, con un nulla di fatto nelle mani”. Risposta del titolare: “No, ma se io vi sto chiedendo di tornare è proprio perché ora la mia risposta è un no, domani sarà un si”. Increduli e alquanto scettici domandiamo: “Quindi se lei sa già di doverci dare una risposta affermativa, perché non ce la dà ora?”. Anche qui, sorrisetto sarcastico: “Tornate, tornate”. Allibiti, usciamo dall’attività con la ferma decisione di non metterci mai più piede, nemmeno da clienti, dato il trattamento ricevuto.

Quarto caso: fotografo che lavora in proprio, dettaglio rilevante nella faccenda in questione. Ascolta quel che avevamo da dirgli, anche in maniera abbastanza interessata, risposta: “Devo parlarne con il mio socio, potete tornare domani pomeriggio?”. Il giorno seguente torniamo come concordato, risultato? Giorno di chiusura dell’attività: giovedì. Due volte presi in giro!

Quinto caso: un bar molto conosciuto a Noicattaro. Vi accediamo per ben tre volte. Per le prime due la risposta di un’esercente all’interno è stata che il titolare non era presente e di ripassare; la terza volta stessa risposta, ma con la differenza che riconosciamo uno dei titolari, comodamente seduto ad uno dei tavolini a leggere un quotidiano, che segue la scena ma restando impassibile. Anche qui, usciamo inorriditi.

Questi appena descritti i casi più eclatanti ma ce ne sarebbero un’infinità da raccontare: attività in società dove i soci tra loro, per di più parenti, non hanno mai modo di confrontarsi, discuterne e trarre una conclusione; coloro che ascoltavano come se avessero di fronte dei ladri, con un’espressione del volto per nulla piacevole, e chi più ne ha, più ne metta.

Sinceramente non pensavamo di dover avere a che fare con realtà simili, soprattutto alle porte del Natale che - si dice - sia in grado di addolcire tutti.

Chiariamo: sapevamo di non ottenere tutte risposte positive, eravamo preparati a ricevere dei no, anche e principalmente in virtù di un libero arbitrio di cui per fortuna possiamo disporre, ma essere trattati così riteniamo sia una vergogna, una violenza morale verso il prossimo ed il suo diritto al rispetto.

Sembra che gli individui di cui abbiamo abbondantemente parlato si siano dimenticati di cosa vuol dire essere ragazzi e credere in un progetto e di come veramente si tratta con il prossimo. Potevamo esserne i figli o i nipoti, non credo che un trattamento del genere ai danni di questi ultimi sarebbe stato da loro gradito!

E poi siamo tutti bravi a parlare di amore fraterno e solidarietà in prossimità delle feste! Tutte maschere ed apparenze ma la vita è fatta anche e soprattutto di sostanza e verità.

Signori schernitori e abili giocolieri, cercate di tenerlo bene a mente e sappiate che, così facendo, vi siete fatti davvero pubblicità da voi… e che pubblicità! 

Commenti 

 
#3 alex 2014-01-16 13:00
QUESTI COMMERCIANTI RAPPRESENTANO PERFETTAMENTE IL LIVELLO DI CIVILTA' DI QUESTO PAESE.
 
 
#2 gigi 2014-01-16 09:16
Caro Peppe la questione non è guadagnare, o cercare di avere più SI che NO.
Un No va bene, anche 100. Quello che non va bene è la maleducazione e la sgarbatezza di chi ti dice NO... Piccola differenza di forma (non di contenuto)
 
 
#1 Peppe 2014-01-16 01:25
Da un certo punto di vista sono contento! Non del trattamento che vi hanno riservato i titolari delle attività commerciali, ma che abbiate potuto riscontrare di persona cosa significa "vendere un prodotto" andando porta a porta. Perchè è questo ciò che avete fatto: andare in ogni singola attività, proponendo il vostro "prodotto". Il metodo che avete scelto non era sbagliato, anzi, era proprio quello più giusto! Le difficoltà nascono quando si deve entrare negli esercizi nel periodo natalizio, "proprio ora che ci sono tanti clienti?", "non mi interessa, devo seguire i miei clienti". Le attività, durante questo periodo (e comunque in tutti i periodi festivi e dove si riscontri un incremento delle vendite), vengono visitati molto più frequentemente da chi svolge il vero lavoro porta a porta (e di agenzie che mandano promoter che vendono servizi di energia elettrica o di telefonia, che siano per utenti domestici o utenti business, ve ne sono davvero tante!). Sicuramente i titolari che si sono dimostrati più sgarbati, hanno avuto di voi l'immagine dei soliti ragazzi che si recano lì per far firmare loro un contrattino, per poter così guadagnare qualcosa. Vorrei informarvi che il trattamento che avete subito (ingiustamente), è lo stesso trattamento che riceve (tutti i giorni, in questo caso) chi fa il lavoro del porta a porta, che dopo aver visitato 70/80 attività durante la giornata, è felice se due o tre dei titolari visitati, gli abbia firmato un contratto; o anche dei callcenteristi che ci chiamano a casa tutti i giorni e magari sempre all'ora di pranzo, che son contenti alla stessa maniera se uno o due utenti dei 150 chiamati in giornata, abbia accettato la loro proposta. E' normale accumulare più risposte negative che positive, quando si "vende" in questa maniera, ma è anche normale che proprio il titolare di quell'attività da cui ti aspetti un "No" secco, si dimostri molto positivo "all'acquisto". Per questo bisogna entrare in TUTTE le attività, senza pregiudizi e non perdersi MAI d'animo anche sapendo che a fine giornata avrete collezzionato 70/80 "No" e forse 2 o 3 "Sì". Cerchiamo tutti piuttosto, di essere più rispettosi con "Lucia di TeleTu" che chiamerà domani all'ora di pranzo, perchè mentre noi saremo seduti comodamente a tavola, lei sarà seduta con un PC e un paio di cuffie, a cercare di lottare per non guadagnare €0 quella giornata. O con Francesco che citofonerà a casa alle 3 del pomeriggio per proporci uno sconto sulla bolletta di Enel.
 

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