Mercoledì 24 Luglio 2019
   
Text Size

Francesco Cavallino porta i suoi capolavori a Mottola. Foto

Noicattaro. Premiato Francesco Cavallino

 

Un altro talento nojano nascosto. Il suo nome è Francesco Cavallino e ha una grande passione: dipingere. Siamo andati a trovarlo al ritorno da Mottola (Taranto), dove nel periodo natalizio si è tenuta la 48a edizione della Rassegna Internazionale di Pittura - Città di Mottola - “Artisti a Confronto”. Francesco Cavallino vi ha partecipato con l’esposizione di ben 11 tele. La sua galleria però, vanta di quasi 100 dipinti, custoditi quasi tutti nel suo “ufficio”. Francesco partecipa al Concorso tarantino da ben 27 anni e quest’anno ha avuto l’onore di realizzare la copertina della guida alla Rassegna che è stata aperta al pubblico dal 24 Dicembre 2013 al 5 Gennaio 2014.

Ma quella di Mottola non è la prima esperienza fuori Noicattaro. Con il sorriso sulle labbra ci ha raccontato di altre esposizioni. Nel 1988 ad esempio, ha portato le sue tele a Cannes in Francia. Il suo talento ha brillato anche a Roma e nella Galleria d’Arte “I Dioscuri” di Rieti. Queste solo alcune delle tappe dell’artista nojano che - con la sua grande passione - ha portato in alto il nome del nostro paese.

“Tornare a Mottola - ha dichiarato l’artista - è sempre un un’emozione. È come se ogni volta fosse la prima volta”. Stesse sensazioni rievocate quando Francesco ci ha raccontato dei momenti passati lì.   

La sua vita. Francesco nasce a Noicattaro l’11 Agosto 1942 da Bartolomeo e Isabella. Sin da piccolo nutre la passione per la pittura. A scuola si dilettava a disegnare sui quaderni e a volte, per questo, riceveva rimproveri dal maestro. All’età di 7 anni, mentre lavorava in un frantoio, prese alcune olive e le utilizzò per disegnare sulla parete Gesù Crocifisso con la Madonna che pregava ai suoi piedi, destando stupore tra i suoi amici di lavoro. Francesco, una volta cresciuto, ha svolto il mestiere di suo padre e cioè il venditore ambulante di biancheria. Per questo motivo non ha potuto spendere molto tempo per coltivare la sua passione. Eppure, non appena aveva un attimo libero si rinchiudeva nel suo ‘rifugio’ per dipingere. Il suo primo capolavoro lo realizzò nel 1979. Da allora non ha più smesso. Oggi Francesco è in pensione e quindi può coltivare meglio la sua passione per la pittura, passando pomeriggi interi a dipingere. Solo così riesce ad esprimere ciò che ha dentro, il suo modo di essere, di pensare...sè stesso insomma.

Dicono di lui. Riportiamo qui il commento del prof. e critico d’arte Gianni Latronico. Francesco Cavallino spazia tra la natura morta ed il paesaggio idilliaco, di spessore coloristico, il sacro e il profano, di sapore classico, i personaggi reali della vita quotidiana e le immagini fantastiche della commedia d’Arte, ampliandone la visuale onirica al passato storico, al presente dinamico e al prossimo futuro, sia in pittura, che in scultura, con figure piane e solide. Ecco soltanto alcuni titoli delle sue maggiori opere, che si avvicendano, di anno in anno, nella Rassegna Internazionale di Pittura - Città di Mottola - “Artisti a Confronto”, dagli albori, sinora: ‘Meditazione’, ‘Madre’, ‘La Basilica di San Francesco’, ‘Il Vesuvio di Napoli’, ‘Sofferenza’, ‘Alla Deriva’, ‘Fiori’, ‘Paesaggio’, ‘Composizione’, ‘Paesaggio Rurale’, ‘Crocifissione’, ‘Marina’, ecc. Da loro si può dedurre la sua mentalità di uomo comune, la sua formazione artistica di autodidatta e la sua cifra stilistica di pittore naif, che si esprime in una maniera istintiva, per dare sfogo alla sua visione genuina, immediata e spontanea della realtà effettiva, attraverso l’arte figurativa: paesaggistica e coloristica, materica e sintetica, pittorica e scultorea. In questi nostri vili tempi moderni, tra crisi esistenziale e falso progresso, si avvertiva l’esigenza di una boccata d’aria pura, in aperta campagna, senza il demone della tecnologia avanzata, del consumismo esagerato e dell’alienazione dilagante, in un villaggio globale che, massificando il tutto, lascia poco spazio all’affermazione individuale. [...] Anziché chiudere gli occhi davanti alle brutture dell’immaginario collettivo, all’ipocrisia della vita e alle nefandezze del mondo, il pittore naif Francesco Cavallino preferisce abbellire ogni cosa con il suo ispirato pennello, evitando di evidenziare il male e badando di più a regalare alate immagini di un singolare realismo lirico, sulla scia della memoria storica, dissolta nel proprio ego.   

A Francesco Cavallino vanno i migliori auguri e i complimenti per la passione che mette in atto quando realizza i suoi dipinti. Nella speranza di poterne vedere altri.


Qui alcuni dei suoi capolavori.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI