Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Si sfoga una cittadina: "Noicattaro è abbandonato a sè stesso"

Noicattaro. Bidone pieno in via Oberdan

 

Il malcontento dei cittadini nojani lo si percepisce non appena li si guarda fissi negli occhi. Delusi, stanchi ma soprattutto abbandonati da una amministrazione che sembra non occuparsi della mansione che è tenuta a portare a compimento una volta piazzatasi al Comune e cioè “fare il bene comune per la collettività” e rendere il più possibile vivibile il paese e a sua volta i paesani. Invece no. Sembra che l’obiettivo principale sia quello di metterli in condizione tale da renderli partecipi al degrado del paese. Come? Con l’omertà, non parlando, non denunciando, non instaurando un dialogo con le autorità pubbliche perché, in fin dei conti, sanno che non ricaveranno niente nonostante la loro buon fede. “Fino a quando nessuno parla, le cose vanno avanti ma adesso io voglio parlare” sono state le prime parole di una signora incontrata in un pomeriggio come tanti nella fredda e vuota Noja. La signora in questione preferisce rimanere nell’anonimato poiché, ci ha confidato “ho paura di subire ritorsioni, e io ho una famiglia a cui dare conto”.

Quel è stato il motivo principale per cui ci ha chiamato?

Non è solo per un motivo ma ce ne sono tanti. A partire dall’RSA che non funziona. Proprio stamattina (si riferisce a mercoledì 15 Gennaio) ho fatto la richiesta per un prelievo del sangue. Ma questo prelievo lo devo fare a Rutigliano o in un altro ospedale ma non a Noicàttaro. Perché? Perché l’RSA è ancora funzionante se non funziona niente?

Non ha un mezzo per raggiungere l’ospedale più vicino?

No. E per giunta l’automobile di mio marito è in autofficina per un guasto quindi dovrei chiedere a un mio parente di potermi accompagnare quando, ripeto, abbiamo delle strutture che possono tranquillamente essere a completa disposizione del paziente.

Lei denuncia anche un completo stato di abbandono del paese.

Si. Guardi, io abito nei pressi della Chiesa Madre e lo schifo che c’è lì è impressionante.

La signora ci porta in giro per il paese. Sembra di essere in tour, uno di quelli che si fanno a scuola dove si va a visitare una bella città. Ma la bellezza, in quel pomeriggio, Noicàttaro non l‘ha offerta. Bidoni dell’immondizia stracolmi, puzzolenti e sempre sprovvisti dell’apposito coperchio; le griglie delle caditoie anch’esse colme di carte. Lo sappiamo, molti di voi lettori arrivati a questo punto del racconto avranno sfogliato già pagina e magari starete risolvendo il Sudoku in fondo al giornale. Purtroppo parleremo di questi problemi fino a quando non saranno risolti ma soprattutto, per la loro facile e semplice risolvibilità, non ci capacitiamo come mai la casa comunale non arrivi a punto fermo.

Lei prima ci stava raccontando che anche gli operatori ecologici non fanno il loro dovere.

Si, lo dico perché li ho visti con i miei occhi. Basti vedere ogni mattina in piazza. Non sapete quante volte mi è capitato di vedere diversi operatori ecologici prendere il caffè al bar, oppure intrattenersi più del dovuto dall’amico giornalaio durante le loro ore di servizio. È per la pulizia delle strade chi ci pensa? Noi. Io ogni mattina - invece di aspettare l’operatore di turno che in fretta e furia mi pulirà la strada - spazzo il tratto dove abito io.

Quindi nonostante una TARSU elevata il servizio non è neanche dei migliori?

Assolutamente no. Inoltre, di fronte alla mia abitazione c’è un vecchio frantoio ora abbandonato, dove ora vi cresce l’erba. Ma insieme all’erba incolta crescono anche animali non propriamente ‘domestici’.

Le è entrato qualche ratto in casa?

In casa per fortuna no, ma sulla terrazza si e non è un bel vedere.

Il nostro tour quel pomeriggio si è concluso in una stradina che collega lo spiazzale della chiesa Madre a Largo Pagano. Questa stradina al calare della sera è buia a causa del faretto guasto. “La sera io di qui non ci passo - ha continuato la signora - ho paura. La mattina la percorro perché sono costretta a farlo per poter raggiungere il centro, e ogni volta mi imbatto in mozziconi di sigarette, bottiglie di birra e siringhe”. Il temporaneo guasto di un lampione non può creare allarmismo ma se questa mancanza si dilunga di molto ecco che diventa luogo di ritrovo per ragazzi che hanno superato la fase del classico spinello. 

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