
L'Italia, si sa, è un paradosso.
Anche e soprattutto per quanto riguarda i paradigmi etico-estetici imposti
dall'alto.
Una Babele che si regge sull'equilibrio della sua storicizzata
ipocrisia collettiva.
Ci sono i poteri forti, tra cui emerge da tempo quello
televisivo, certamente il più violento e persuasivo, che ci ha asserragliato
nel labirinto strettissimo dell'attuale sistema di valori, ed ha inoltre
determinato i contenuti e i confini delle nuove categorie di pensiero sociale.
La TV è ad oggi la nostra enciclopedia tribale, il vangelo della tecnocrazia,
la neo-epica, tanto più seducente quanto apparentemente libera dalla prigione
di una dottrina, ed esponenzialmente potenziata dalla dinamica della
ripetizione.
Tra le infinite pagine del vangelo della modernità spicca "Uomini
e Donne".
E, poichè in un Vangelo nulla è lasciato al caso -è anzi nella parola
che si ha la cifra assoluta e simbolica della comunicazione formativa- già la
denominazione del programma costituisce la proiezione diretta della sua più
intima e atroce sostanza.
Uomini e (poi) Donne: sentenzioso, asettico,
lapidario, col giusto retrogusto maschilista, che qui da noi non fa mai male.
Se qualcuno si avvicinasse ad una trasmissione così intitolata per la prima
volta, si aspetterebbe probabilmente un programma dal contenuto
documentaristico, se non addirittura scientifico.
Nulla di assurdo, Uomini e
Donne è anche questo. Come nell'Epos antico, come nei Vangeli, anche qui storia
e mito si intersecano, fino a con-fondersi.
La storia, la verità sociale
fotografata, è una delle più spaventose ed estese realtà italiane, la sub-
cultura -soprattutto televisiva- dei disperati senza volto, del consumismo
sessuale, dell'apatia e dell'appiattimento antropologico diffuso.
Una storia
riflessa, divorata e digerita continuamente, come vogliono le spietate regole
del cannibalismo mediatico. Uomini e Donne ha macinato e dissimulato, sotto il
dolce abito del romanzo d'amore, il più grande mito e la più grande tragedia
umana del nostro tempo, per proporceli nel ghiotto impasto della leggerezza.
Il mito dell'immagine, e la tragedia dell'anonimato che lo stesso mito genera.
Sono questi, a ben vedere, i tratti caratteristici di tutte le vittime della
macchina infernale.
Sorrisi imbottiti di plastica, devastati dal vuoto
anoressico, pieni solo di quel desiderio di manifestare una figura,
lontanissima da se stessi.
Un desiderio che diventa ossessione e dimensione
dell'essere. Fino a tal punto sa essere spietata la leggerezza, fino a metterci
in mano le armi con cui ci ammazziamo da soli, e farcele sembrare belle.
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Commenti
CIAO
Veline,letterine,showgirl inserite nelle liste elettorali,è un delirio totale,basta pensare che un'ex ballerina e presentatrice adesso sia un ministro.
P.s. i leghisti con i soldi pubblici hanno prodotto un film di propaganda "Il Barbarossa",visto da quattro gatti,la televisione pubblica dovrebbe sciogliersi dai vincoli della politica.Ma questo,nel nostro Bel Paese,sarebbe davvero difficile.
sono d'accordo con te, io ho voluto mettere in evidenza il paradosso che le persone più diverse, non solo i ricconi, pur di apparire e fare soldi facili sono disposti a farsi triturare mediaticamente...e che la tv, pure di fare audience, porta a modelli stereotipi discutibili sdognanando gli istinti da basso ventre..
ma d'altronde cosa ci si può aspettare in un paese dove noemi, la ragazzina che chiama "papi" il premier e da lui lusingata, farà un programma in rai (e badate bene la RAI, tivù pubblica, e con i leghisti che questa volta non fanno minacce di non pagare il canone) subito dopo le regionali? che esempio può mai venire da ciò?
uomini e donne al cubo è questo!
ragazzi che vendono se stessi accettando di essere snaturati, triturati dalla macchina dello show televisivo, anche dall'età di 18 anni...e solo per apparire 5 minuti...ricconi e poveri
questo è il dramma
perdono loro stessi,l'innocenza...
al posto di recriminare l'autore dell'articolo perché non cogliete lo spunto, la sua provocazione e dite la vostra sul dibattito, visto che è quello lo scopo del suo articolo? visto che d'altra parte ci sono commenti in tal senso di stefano, mediano, gaetano etc..
e poi se volete buttarla sul personale abbiate almeno il coraggio di firmarvi con nome e cognome reale...
1 - Forse non hai colto che io non mi sono mai permesso di parlare male della persona, ma ho criticato gli articoli nei contenuti e nelle idee che li sottendono. Non ho parlato male di nessuno quindi la tua accusa di invidia non sussiste.
2 - Il non voler abbassarsi a illazioni come le tue e quelle di bibi non è boriosità o maleducazione, ma semplicemente essere indifferenti a menzogne.
3- Sull'apparire in TV abbiamo idee differenti: può cambiare la misura, ma è comunque un voler vendersi tramite l'uso della propria immagine
Premettiamo una cosa:
il parlar negativamente di qualcuno parte da un presupposto NON INDIFFERENTE, l'INVIDIA. Chiunque, non invidioso, non reagirebbe neanche a determinate affermazioni, anzi, dimostrerebbe solo indifferenza. Il tuo è un caso eclatante di accesa invidia, tale da spingerti a dire che Michele sia l'incarnazione dei "luoghi comuni, frasi fatte, qualunquismo ed ecceso retorico" nonchè la rappresentazione di un "disperato senza volto".
Detto ciò:
la maturità di una persona si dimostra anche "abbassandosi" al livello, per quanto infimo possa essere, dell'interlocutore. Per altro, spetta proprio a te rendere il più spicciolo possibile il concetto che vuoi esprimere. Rispondere in quella maniera, come hai fatto tu, è solo indice di boriosità e maleducazione. Per quanto riguarda la tv, non è detto che tu debba per forza vendere la tua immagine. La possibilità c'è, ma spetta SEMPRE E SOLO A TE decidere secondo quale modalità offrire la tua immagine ad un gruppo di telespettatori, e per quanto opinabile possa essere questa mia affermazione, non è un male apparire in tv.
Peace & Love
vedo che dall'alto della tua prodigiosa intelligenza hai addirittura la facoltà di sapere che programmi televisivi guardo... non intendo rispondere mettendomi sul tuo stesso infimo livello, dico solo che io in televisione non ci sono mai andato e la mia immagine non l'ho mai venduta!!!
Non prendertela, sù.
Puoi sempre candidarti come tronista, per la prossima edizione.