Venerdì 13 Dicembre 2019
   
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Michele Ciavarella ad "Affari Tuoi" con le sue percussioni. Foto

Noicattaro. Il nojano percussionista Michele Ciavarella

 

Un ragazzo nojano come gli altri. Un 28enne con un sogno: la musica e le percussioni. Il suo nome è Michele Ciavarella, e qualche giorno fa è stato visto in televisione, su Rai 1, nel noto programma serale “Affari Tuoi”. Giocare con i pacchi? “Magari”, ci ha risposto ironicamente. Era lì per ben altro. Qualcosa che ha a che fare col suo sogno. Diplomato all’I.T.I.S. di Castellana Grotte, Michele adesso sarebbe un perito chimico, ma ha scelto di seguire il suo cuore, che lo porta verso la musica. Abbiamo fatto un passo indietro, con una breve cronistoria sulla sua vita, fino alle sue ultime esperienze.

 

Com’è nata la passione per la musica, la batteria e le percussioni?

Come spesso accade, queste passioni nascono in famiglia quasi come un effetto domino: da mio zio batterista a mio padre, da mio padre a me; il tutto che inizia da mio nonno fisarmonicista. Ricordo che da  piccolo  i miei giocattoli preferiti erano bacchette e tamburi. Son cresciuto passando il tempo sgabelli casuali, accanto a mio padre mentre suonava, con gli occhi fissi sulla batteria, sulle mani, sulle bacchette. Mi sedevo dietro il timpano, praticamente alto quanto me, in modo che fossi  ben coperto. Poi all’età di 10 anni a dir la verità un po’ combattuto tra musica e calcio, ho iniziato a studiare batteria, con il M° Michele Di Monte. Da adolescente poi, sono arrivati i primi risultati - musica d’insieme, i primi saggi, le prime jam session, i primi concertini - e piccoli rimpianti, come quello di aver superato il primo provino ma non aver raggiunto la presenza al programma di Mike Bongiorno “Bravo Bravissimo. Rimpianto ampiamente superato quando ho avuto l’onore di duettare con Tullio de Piscopo in un suo concerto in Piazza Dossetti a Noicattaro, nell’estate 2002. Successivamente ho studiato con il M° Mimmo Campanale, con il quale oggi ho la fortuna di suonare, e con il M° Max Furian nelle lunghe trasferte a Milano.

Una adolescenza diversa dagli altri. Ma delle percussioni, però, non c’è nessun’ombra. O sbaglio?

È vero. Tutto è successo durante un concerto, quando da spettatore restai colpito da un “insieme” di tamburi, effetti di ogni genere, strumenti vari, tanti colori, tantissime sonorità racchiuse in un angolo di palco: erano le percussioni. Praticamente come un colpo di fulmine m’innamorai di tutto ciò; una prospettiva musicale affascinante nella quale suonare interpretando e lasciandosi emozionare da quello che si sta suonando, dalla sonorità, dall’arrangiamento, dal  testo di una canzone, dall’atmosfera musicale insomma. Da quel momento in poi sono entrato in questo mondo, comprando ogni genere di percussione e intraprendendo lo studio della cultura ritmica afrocubana con il M° Cesare Pastanella, approfondendo la tecnica di congas, bongò, timbales e conoscendo gli stili della musica popolare cubana e della rumba e le diverse espressioni del samba brasiliano. Successivamente con il M° Pino Basile mi sono dedicato allo studio di tamburelli e tamburi a cornice della tradizione italiana con nei vari aspetti, da quello tecnico a quello ritmico, da storico a quello del linguaggio.

Quali sono state le sue prime esperienze da percussionista?

Nel 2008 la prima chiamata importante da Antonio Da Costa - autore dei tormentoni “Soca Soca”, “Parranda”, “Movimento Turbolento”, “Casa Manana” - con il quale ho fatto un elevatissimo numero di live nelle estati 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012. Poi la partecipazione musicale nel disco “Da Sud a Sud” 2008 e una sfilza di dirette televisive come “Mezzogiorno sul 7” con Antonella Genga, “Capodanno con noi” su Telenorba ecc. Curiosa una tappa speciale del tour estivo.

Quale? Raccontacela...

La tappa speciale era a Noicattaro, il mio paese appunto. Era la Sagra dell’uva nojana, ed eravamo in Piazza Dossetti. Piccolo aneddoto: prima del concerto dissi a tutta la band che i nojani, quasi per tradizione, non sono il “popolo” più caldo e caloroso che ci sia. Invece quello per me fu uno dei concerti più belli - a cospetto di quel che si dice dei nojani - con la piazza gremita di gente e soprattutto una partecipazione incredibile. Quella fu una delle pochissime piazze in cui abbiamo visto partire  un trenino ballerino a suon di musica.

Fin qui solo musica a livello locale. Quando ha fatto le prime uscite?

Il 31 Ottobre 2009 precisamente. Io le chiamo “trasferte didattiche”: la prima in quel di Napoli, all’Accademia “Cimarosa” con l’insegnante Rosario Jermano (collaborazioni in studio e live con P. Daniele, Zucchero, R. Zero, E. Ramazzotti, G. Paoli, F. Mannoia, Mina, M. Martini, R. Carosone, E. Bennato, B. Antonacci, F. De Andrè ecc). Il percorso didattico-musicale intrapreso al suo fianco, oggi mi permette di avere un’identità e un gusto musicale preciso per i quali vengo apprezzato, direi una concezione di suonare percussioni “all’italiana”. Da questo periodo avviene quindi una grande crescita musicale anche attraverso varie esperienze e collaborazioni con tante band e musicisti.

Ci sono collaborazioni, progetti o eventi ai quali è particolarmente “legato”?

Sicuramente si, e son tanti. A partire dai live teatrali “Da Carosone a Pino Daniele” con la band “Napoli Quintet”, un viaggio nella ‘canzone napoletana’ con musicisti che hanno collaborato con i maggiori esponenti di essa (Rosario Jermano batteria, Roberto Giangrande basso, Gianni Guarracino chitarre, Sergio Esposito piano). E ancora, “Questo Piccolo Grande Amore”, il live concert del programma televisivo di Rai 1 “Ti lascio una canzone” con la “Orchestra Ritmo Sinfonica di Puglia e Basilicata”, diretta dal grande M° Angelo Nigro. Poi “The Great Italian Tenors”, con la Jazz Studio Orchestra diretta dal M° Paolo Lepore  e molti altri. Un bel banco di prova per me è stata la collaborazione con “ProgettoMusicaleDeAndrè” dal 2011 - un gran bel progetto musicale ad omaggiare una pietra miliare della musica italiana Fabrizio De Andrè - con tanti grandissimi musicisti. Un progetto impreziosito dalla presenza del mitico Ellade Bandini alla batteria e dalle speciali presenze di Mariella Nava ed Enzo Gragnaniello. Essere in sezione ritmica con un grande come Ellade Bandini e ricevere consensi ed apprezzamenti da lui, mi ha davvero emozionato.

Le esperienze indimenticabili?

Ci sono cose bellissime delle quali vado fiero. Natale 2012: un Natale bellissimo per me. Ero al Teatro Team, nello spettacolo “Il più bel Natale di quest’anno” con Uccio de Santis, Antonella Genga e la nostra Orchestra da Favola (Gianfranco Masi batteria, Beppe Sequestro basso, Aquilino De Luca tastiere, Marco Giuliani e Joe Belviso chitarre, Donny Balice tromba, Gianni Binetti sax, Daniela Desideri e Nicla Altomare vocalist). Ed è proprio con Uccio de Santis - con lo spettacolo “È da una vita che faccio questa vita” - che nel 2013 ho girato in lungo e largo Puglia, Molise, Basilicata e Calabria in un lungo, bellissimo e riuscitissimo tour teatrale e tour estivo. Speciale è stato debuttare con il suddetto spettacolo in uno storico teatro italiano: il Teatro Salone Margherita - “Il Bagaglino” di Roma. Altre emozionanti dirette ed apparizioni televisive, in onda su Telenorba, Teleregione, al Tg 2 , ad Applausi su Rai1 ecc.

Poi, ad un certo punto, è arrivata una chiamata importante...

Una di quelle chiamate che ti rendono felice, si. Una di queste è del M° e pianista Angelo Nigro, una persona molto importante per me, al quale sono legatissimo e che non smetterò mai di ringraziare, con il quale collaboro da tempo. Mi incluse nella band per lo show di Flavio Insinna “Per favore, parlate al conducente” ed ecco che io passai, il 26 Giugno 2013, il mio 27esimo compleanno negli studi di Radio Rai a preparare lo spettacolo del 27 Giugno, trasmesso in streaming sul sito www.rai.tv, e quello del 28 Giugno, trasmesso in diretta radiofonica su RaiRadio2.

E poi, cosa ci faceva qualche sera fa ad “Affari Tuoi”?

Ho parlato di “chiamate”, invece questa volta è un sms che mi porta a vivere la magnifica esperienza di “Affari tuoi” dal “Teatro delle Vittorie” di Roma. Immaginare di ritrovarmi su un programma Rai, suonare, e quindi fare quello che amo, circondato dalle mie percussioni è a dir poco stupendo. E così, immobile davanti alla tv, dopo il Tg1 e prima della partita di calcio Spagna-Italia mi son rivisto nel grande schermo: Flavio Insinna, io, Angelo Nigro al piano, Vincenzo Presta ai sassofoni, Letizia Liberati voce, i pacchi, pachito, il notaio, e la dottoressa al telefono, per due puntate di Affari Tuoi, il 5 e 6 Marzo scorso. Con Flavio Insinna abbiamo interagito durante il gioco, piccoli stacchetti e atmosfere musicali sulle aperture dei pacchi. Una bellissima esperienza che ti fa sentire un’artista.

Quali sono i suoi prossimi eventi?

Abbiamo un concerto imminente sabato 15 Marzo, al Nuovo Teatro Abeliano di Bari, dove con Savio Vurchio, Serena Brancale, Carla Bavaro e la “Jazz Studio Orchestra” del M° Paolo Lepore, ci prodigheremo per un tributo a Lucio Dalla e Pino Daniele. Il 18 Marzo invece, con l’associazione culturale “Asincrono”, saremo ad Andria per omaggiare i grandi cantautori genovesi. Poi sicuramente sarò in giro nel Tour Estivo 2014 di Uccio de Santis, con il gruppo barese ZER80, con il frizzante Rino Argeri, con il grande Savio Vurchio e il mio fratellone Pako Baldassare al sax, trio Gentile-Del Carmine,  “Art of live” ecc.

Complimenti per questa sua già ricca carriera...

Grazie a voi. Vorrei ringraziare la mia famiglia, tutti quelli che mi hanno preso per mano, tutti quelli che sopportano i miei rumori,  e tutti i musicisti che hanno e spero avranno fiducia in me perché senza la stima musicale e umana non si fa strada.


Qui alcune foto della già brillante carriera di Michele Ciavarella.

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