Martedì 23 Luglio 2019
   
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Più di 500 falsi braccianti nojani: quando tutto diventa normale

Noicattaro. Falsi braccianti

 

La sopraggiunta alba di qualche giorno addietro, non ha affatto colto di sorpresa i cittadini nojani per quel che da sempre accompagna la loro consapevolezza. Ciononostante, la notizia di numerosi falsi braccianti agricoli denunciati (pare che più di 500 persone siano di Noicattaro) per una mega truffa all’Inps equivalente a un danno per le casse dello Stato di oltre 10 milioni di euro in terra di Puglia (http://www.noicattaroweb.it/cronaca/4903-falsi-braccianti-nel-barese-una-truffa-allinps-di-10-milioni-di-euro.html), ha visto i più sferrare i pugni in aria in segno di ritrovato entusiasmo.

Non è la prima volta che truffe simili balzano agli onori della cronaca, è vero, ma sta di fatto che molte coscienze sono comunque state risvegliate dal torpore di un’accondiscendente rassegnazione. In questo paese, evidentemente, la voglia di cambiamento è tale da smantellare ogni forma di scetticismo nei riguardi di un’azione che, come le precedenti, potrebbe poi rivelarsi del tutto inconsistente e inefficace. “Passata la festa, gabbato il santo”, lamentano alcuni, trascurando tuttavia di considerare tutte le possibili sfaccettature che la sfera della quotidianità può essere in grado di offrire. Chi ha detto che gli eventi debbano sempre essere uguali a se stessi? Se è vero che il timore è quello di osservare i contorni del fenomeno divenire evanescenti al punto da non farlo “esistere” nonostante la consapevolezza della sua incancellabile presenza, è altrettanto vero che bisogna sempre tenere desta la vena combattiva senza suscitare un eccessivo clamore. Dal momento che, come si legge nel comunicato delle forze dell’ordine, i falsi braccianti in questione hanno negli anni beneficiato di sussidi di disoccupazione, malattia, maternità e assegni familiari, inoltre, davvero non si comprende perché le indagini dovrebbero correre il serio rischio di affondare nella melma della stagnazione. Sarebbe mortificante constatare che, come affermava Tancredi Falconeri, nipote del Principe Fabrizio, ne ‘Il Gattopardo’, “tutto cambia affinché nulla cambi”.

Poco convinti che tale fluttuante minaccia verrà a frapporsi sul cammino delle comuni speranze, preferiamo credere che chi ricerca la verità sia mosso da un’ostinazione che non è nelle sue intenzioni evitare. Sebbene l’esito non sia affatto scontato, in sostanza, l’esigenza ineludibile di pervenire quanto prima alla risoluzione del problema comincia a farsi prepotentemente sentire. Sarà forse un segno dei tempi che cambiano, ma chi ha investito tutto se stesso nel rispetto dell’onestà e della rettitudine, ha ben ragione di volersi sentire al riparo da qualsiasi nefasta interferenza esterna. Parafrasando un aforisma di Martin Luter King, ci permettiamo di far notare che la libertà degli onesti termina dove inizia quella di chi non agisce nel rispetto della legalità. Comprensibile, dunque, che più di qualcuno manifesti la spiccata voglia di liberare il territorio da coloro che da sempre vi spadroneggiano con la forza dell’irriverenza. Dai comunicati emessi, si apprende che oltre ai singoli braccianti agricoli, ad essere coinvolti ci sono anche mediatori, imprenditori del settore agricolo e commercialisti che, tutti insieme, avevano messo in piedi il meccanismo della truffa. Nell’attesa di conoscere quanti imprenditori e braccianti di Noicattaro sono presumibilmente coinvolti (al momento si parla di oltre 500 persone di Noicattaro), le errate logiche di gestione di un’attività, elementi in equivoci che giustificano la comparsa del malaffare, vanno, per quanto possibile a breve, definitivamente accantonate. Ai pochi scettici sostenitori dell’inconsistenza dell’azione fin qui compiuta che potrebbe non produrre alcun effetto rilevante nel senso auspicato, ricordiamo che, non solo vi è un susseguirsi di operazioni di polizia in tal senso, ma che gli orizzonti investigativi vengono continuamente ampliati ad altri ambiti. Non è un caso infatti se, dopo la scoperta in alcune province pugliesi di numerosi defunti ancora assistiti dall’INPS, la Corte dei Conti si accinge ad estendere i controlli anche in terra di Bari. Tralasciando d’interessarci d’altro che non sia di stretta pertinenza col presente articolo, ricordiamo che, sempre come si apprende dai comunicati, per un centinaio dei falsi braccianti scoperti è scattata anche l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato. Dunque, se l’essenza di un’azione non prescinde dalle forme con cui si manifesta, diviene agevole demistificare qualsiasi ferreo  preconcetto spesso causa di errate credenze. Così, quel cittadino che in tempi più o meno recenti non è stato nient’altro che un attonito testimone del fragore dell’indifferenza, di sicuro oggi non può dirsi vittima di una mal riposta fiducia nelle istituzioni.


[da La Voce del Paese del 15 Marzo]

Commenti 

 
#3 Franz 2015-04-18 13:23
Ladri altro che agricoltori
 
 
#2 Jaguar 2014-03-23 22:54
L'ennesimo plauso alle Forze dell'Ordine con l'auspicio che una volte per tutte venga fuori la/e regia/e e il tornaconto - non solo economico - di chi, in cambio del "disbrigo pratiche", letteralmente orienta le (nella stragrande maggioranza dei casi) semplici menti di disonesti parassiti. Ad maiora...
 
 
#1 Terenzio 2014-03-18 19:13
Certo una grande sorpresa ,lo sapevano tutti.
 

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