Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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Gli sconcertanti risvolti della crisi: quel che è tuo deve essere mio

disuguaglianze

 

Secondo l’autorevole parere del sociologo Zygmunt Bauman, affinché l’umanità fuoriesca dall’attuale crisi economica deve imboccare una strada alternativa alla crescita, mettere in discussione tutto quello a cui è stata abituata a pensare o a credere, rinunciando a molti comfort. In caso contrario, la natura prenderà il sopravvento e sarà la guerra di tutti contro tutti per la redistribuzione delle risorse.

Quanto profetiche siano le affermazioni precedenti, lo dimostra l’incredibile sequela di vicissitudini a danno dei nostri imprenditori agricoli. Come ormai ampiamente noto, infatti, da qualche tempo i viticoltori nojani (e non solo) vengono messi in ginocchio dai numerosi furti di teli in plastica situati sui tendoni in attesa dell’utilizzo. Per non parlare poi delle sempre più frequenti rapine in paese e degli innumerevoli furti in appartamenti o villette. Ben guardandoci dal giocare d‘anticipo sulle conclusioni da trarsi, non possiamo tuttavia non notare come i fenomeni suddetti rappresentino l’ennesima espressione di una decadenza sociale, economica e culturale di una società al catafascio. Se il tutto rischia di suscitare un interesse infruttuoso e vago, sarà forse perché i temi descritti non toccano appieno la coscienza collettiva. Non ancora, perlomeno! È vero che ci sono ben più importanti questioni di cui tener conto - se non altro nella scala delle priorità - ma è altrettanto vero che affrontare certe problematiche con superficialità porta alla loro sottovalutazione.

La successione di eventi sgraditi che sembra aver innescato una reazione a catena - peraltro irreversibile e difficile da bloccare - si risolve talora nel più tragico dei modi. È il caso dello scorso Novembre quando, per un tentativo di rapina finito male, si consumava l’omicidio di una residente nella sua abitazione. Slegato i nodi della rigidità mentale, a noi poco importa che l’omicidio in questione sia opera di un extracomunitario; quel che invece ci interessa sottolineare riguarda l’estremizzazione di talune vicende causa le difficoltà nel trovare e mantenere un lavoro. Fatti simili non sono ovviamente giustificabili in alcun modo, anche se a essere spesso coinvolte negli imprevedibili risvolti della crisi sono le fasce di popolazione con meno garanzie occupazionali. Evidentemente, più si annaspa per andare avanti, più la mente si “ingegna” per sbarcare il lunario, poco importa se con mezzi più o meno leciti.

Di fatto, tuttavia, quella che poi qualcuno si accinge a vivere, di sicuro non può definirsi una vita serena, poiché il prezzo della serenità viene monetizzato in furti, rapine e appropriazioni indebite. Fermo restando che ognuno si attiene a differenti codici morali e comportamentali, molti di coloro disposti ad agire per vie traverse si barricano dietro la ridicola convinzione che il fine giustifica il mezzo, sostenendo per giunta che la loro rettitudine non farebbe comunque la differenza. Tali individui, disposti a far ricorso a qualunque tipo di alibi per giustificare il proprio comportamento, si distinguono per il comune tratto di conoscere tutte le “scorciatoie” possibili per fuoriuscire dal fallimento personale, reale o presunto che sia. Molto più semplice, dunque, affidarsi a terzi per rubare i teloni degli altri, piuttosto che provvedere personalmente al relativo acquisto. Basta saper allungare le mani nel momento più propizio et voilà , le jeux son fait. Quale modo più a buon mercato per non veder pericolosamente diminuire di peso il proprio portafogli? Presumibilmente, chi non mostra alcuna indecisione nel ricorrere a simili modalità comportamentali, non troverà mai la forza di indossare l’abito del rinnovamento, preferendo viceversa continuare a indossare i panni della viltà e della stagnazione.

Agendo con modalità simili, evidentemente, si pensa di star meglio con se stessi, se non altro per essere momentaneamente riusciti a superare una situazione di disagio. A prescindere da un successivo impoverimento dell’anima (aspetto solo apparentemente estraneo a chi è avvezzo ad agire nell’illegalità), crediamo ci sia ben poco da gioire nello svendere la propria dignità per dare a se stessi la parvenza di poter alimentare un orgoglio che altri faticano sempre più a riconoscere.

 

[da La Voce del Paese del 22 Marzo]

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