Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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Missione Popolare, la parola a don Giovanni e a Dario Ardito

Noicattaro. Il gruppo Gi.Fra.

 

A due settimane dalla fine della Missione al Popolo, tenutasi alla parrocchia Santa Maria del Soccorso dal 19 e 30 Marzo, il presidente della Gioventù Francescana (Gi.Fra.) Dario Ardito, e il parroco don Giovanni, raccontano ai nostri microfoni ciò che i frati e le suore hanno lasciato alla comunità e al nostro paese.

L’esperienza è stata senza precedenti per i giovani della parrocchia che però non erano del tutto estranei al carisma francescano, in quanto al Soccorso è presente da alcuni anni la realtà della Gi.Fra.

“A livello personale - apre Dario - credo che la Missione Popolare sia stata una vera e propria Festa, dieci giorni in cui tutti abbiamo potuto fare esperienza di una gioia autentica. Ci sono stati balli, canti, musiche con i quali i frati e le suore hanno portato allegria nella Parrocchia e per le strade del quartiere, ma quel che più restava alla fine di ogni giornata, quando si spegnevano tutti i riflettori, era quell’aver vissuto insieme da fratelli, l’aver visto delle persone che ridono, scherzano e soprattutto amano e si amano, facendo tutto questo gratuitamente. Penso che sia il messaggio più bello nonché la più grande testimonianza cristiana che i missionari avessero potuto portare.”  Queste le parole di Dario Ardito, che ha sentito profondamente la bellezza di questo ‘stare insieme’ vissuto durante la Missione.

“In un paese in cui è assente la realtà dei conventi, questa è stata una grande occasione, per me e la mia fraternità, di partecipare della vita dei frati e delle suore. Soprattutto abbiamo potuto sperimentare da vicino il senso di missionarietà così forte in Francesco d’Assisi, un giovane la cui vita è cambiata quando si è scoperto amato da Dio e che aveva come grande desiderio quello che ogni uomo conoscesse questo amore eterno. La Missione ha suscitato forte in noi il desiderio di annunciare questa gioia; questo amore va testimoniato, questa bellezza merita di essere vissuta” ci dice il presidente della Gi.Fra.                                                               

Anche il parroco don Giovanni si dimostra entusiasta dell’esperienza vissuta. “La missione ha lasciato una ventata di giovialità, di novità e di fraternità, è stata un Tempo di Grazia che deve adesso riportarci alla quotidianità e alla normalità della conduzione pastorale di una comunità. I frutti della missione non sono a breve scadenza, non li possiamo subito quantificare: come un seme che a suo tempo porterà frutto”, spiega il parroco che ha reputato costruttiva, fra le varie attività, quella dei centri d’ascolto del Vangelo che hanno coinvolto soprattutto gente che non frequenta la Chiesa. 

“È una forma di decentramento - ha continuato il parroco - che ci deve far riflettere; la pastorale non può essere più centralizzata, è bene che vada verso i lontani: le persone hanno accolto positivamente questa presenza dei frati che gli ha spinti a confrontarsi con la realtà e col Vangelo”.

Tanti sono i momenti impressi nei cuori di chi ha partecipato. Le testimonianze condivise nella prima domenica di missione con le famiglie e le giovani coppie, le catechesi di P. Mimmo agli adulti, la celebrazione vissuta con P. Andrea gli anziani e gli ammalati ed il concerto conclusivo dei fantastici
Godplay.

Dario Ardito conclude così quando gli chiediamo di quelle che erano le sue aspettative sulla missione: “Non avevo particolari previsioni, avevo piuttosto una fiducia certa che questa Missione avrebbe portato qualcosa di nuovo nella vita di ogni singola persona alla quale è arrivato questo annuncio; questa certezza poi l’ho vista confermata con il desiderio di tre nuove ragazze di avvicinarsi al nostro gruppo. A tutti noi ora il compito di custodire il seme piantato in questi giorni e tutti i frutti che verranno”.

Annalisa Porrelli

Manuela Capobianco

[da La Voce del Paese del 12 Aprile]

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