Sabato 20 Luglio 2019
   
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Polemiche sul caso Pende, il padre dell'endocrinologia

Nicola Pende

 

Notevoli perplessità sembra aver suscitato un articolo recentemente pubblicato dalla nostra redazione, riguardante l’opportunità o meno di intitolare la scuola Pende in onore dell’omonimo scienziato, in virtù del suo essere compromesso con l’autorità di regime. Per avere un’idea delle polemiche sollevate dal respiro rovente del vulcano, è sufficiente leggere i commenti situati in calce al riferimento appena citato. A prescindere da cosa sia vero e da cosa non lo sia, vogliamo solo far presente che, chi espone la sua firma alle pubbliche accuse, rappresenta un bersaglio fin troppo facile per gli acuminati dardi verbali scoccati dall’arco della puntualizzazione e del risentimento.

Che il prof. Pende sia stato un eminente scienziato (padre della moderna endocrinologia), nessuno lo nega. Il problema è stabilire se il piatto della bilancia di tali sue virtù sia o meno in grado di posizionarsi verso il basso, al di sotto dello zero. Chi giura per il sì, pronto a sacrificare una mano nel fuoco quale novello Muzio Scevola, non dimentichi che, chi dalla storia ne esce in modo controverso, viene poi quasi sempre considerato un personaggio discutibile o, come nel caso in questione, dalla dubbia integrità morale. Evidentemente, un simulacro d’antica sapienza non è di per sé sufficiente a fugare ogni genere di dubbio. Non stupiamoci dunque se, colui che è diviso esattamente a metà tra il Pende scienziato e il Pende filo-governativo, auspichi che la sua metà pro-scienziato chieda la secessione da quella a favore del politico. Se ne faccia una ragione chi, a suo dire, dell’eminente scienziato ne veda oggi “infangata” la memoria: a funzionare da elemento di traino di un individuo sono spesso le sue peculiarità negative.

Che ci piaccia o meno, è così…da che mondo è mondo: totalmente inutile, dunque, accusare qualcuno di essere la punta di un iceberg inabissato in un oceano di ignoranza, profilando il piano della vendetta. Attuando simili modalità comportamentali al fine primario di alimentare il proprio orgoglio, tra l’altro, più di un individuo rischia di perdersi nelle sabbie mobili di una palude che non ha saputo aggirare. Crediamo che chi scrive di crucci ne possieda già abbastanza: di possederne uno ulteriore sprofondando nel baratro dell’incoscienza di sé, non è minimamente pensabile. In ogni caso, dal momento che per superare l’anoressia cognitiva basta davvero poco, evitiamo di entrare nel merito della questione: l’importante è che il cavallo abbia voglia di bere.

Inoltre, poiché riteniamo corretto evitare qualsiasi tortuoso insinuare, abbandoniamo ogni pretesa di affido ai principi della maieutica estraendo la verità (quella che, secondo qualcuno, vorremmo fosse la verità) dalle deduzioni del lettore. In base al principio di Giuda, del resto, chi si comporta in modo subdolo, viene poi sempre punito. Affinché i fumi della scelleratezza non inizino a inebriare chi vi si è candidato ad aspirante e inconsapevole artefice, pertanto, è sufficiente fermarsi un momento e contare mentalmente sulle dita fino a tre. Se libertà d’espressione significa evitare quantomeno di riferire inesattezze e assurdità, libertà di replica deve allora significare libertà di agire nel rispetto dell’altrui operato, astenendosi dall’esacerbare i toni. Per entrambe le parti, l’auspicio è quello di mantenere un’elocuzione priva di tonalità disarmoniche e vibrate: continuare a reprimere un’inutile rabbia bipartisan serve davvero a poco.


[da La Voce del Paese del 12 Aprile]

Commenti 

 
#1 Nojano schifato 2014-04-17 17:42
Dopo 60 anni di sonno profondo si sono svegliati i compagni sapienti dell'era moderna e hanno iniziato a rompere le scatole.
Da ex compagno (pentito), vista la fine fatta dalla sinistra ( diventata troppo aristocratica), dico perché non rompono le scatole per far eliminare dalla toponomastica Via come ; Principe Umberto; Vittorio Emanuele, Togliatti, e udite udite Via Mussolini (Villanova di Camposampiero-PD).
Ma di cosa avete paura che Pende possa resuscitare e fare chissà cosa?
Fatela finita e interessatevi di cose più serie quali il lavoro e la disoccupazione e no stupidate di una via e una scuola intitolate a Pende.
 

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