Martedì 23 Luglio 2019
   
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RIFIUTI E FITOFARMACI, PROBLEMA CHE NON SI RISOLVE

RIFIUTI

 

AGRICOLTURA: GESTIONE DEI RIFIUTI, USO MASSIVO DI FITOFARMACI

Cosa fa la nostra amministrazione in merito?
I cittadini attendono risposte concrete


Considerazioni generali

Si deve innanzitutto definire cos’è uno scarico o “refluo”, oppure un “rifiuto”, non solo in termini correnti, ma in particolare sotto l’aspetto legale.
L’agricoltura produce una grande varietà e quantità di reflui.
Alcuni dei reflui agricoli possono essere potenzialmente inquinanti.
I reflui agricoli organici sono una risorsa: essi possono essere utilmente utilizzati.
La corretta gestione dei reflui deve essere perseguita in una agricoltura integrata.
È essenziale stabilire un programma di quanto può essere fatto in pratica per minimizzare l’inquinamento.
I rifiuti che hanno a che fare con prodotti fitosanitari richiedono particolare attenzione.
È necessario agire in modo da ridurre i rifiuti ed evitare inquinamenti che con gli stessi si possono provocare.
Una politica aziendale dei rifiuti ben gestita comprende: un miglior impiego delle risorse e quindi consente un risparmio; la riduzione dell’inquinamento e, conseguentemente, riduce i rischi di azioni legali; migliora l’immagine dell’azienda, rassicura il pubblico e genera consenso.

In particolare:
Innanzitutto si deve definire cos’è uno scarico o “refluo”, oppure un “rifiuto”, non solo in termini correnti, ma in particolare sotto l’aspetto legislativo.
Per scarico o “refluo” nelle aziende zootecniche si intendono i letami ed i liquami ed in quelle non zootecniche i residui colturali e di particolari lavorazioni.
Detti materiali vanno adeguatamente trattati per non inquinare e trarne benefici concreti. Infatti, letami e liquami da sempre sono stati considerati i fertilizzanti per eccellenza, capaci di influire sulla fertilità fisica, chimica e biologica.
Particolare attenzione va posta anche nella gestione dei residui colturali, anche se scarsa è la loro potenzialità inquinante, per salvaguardare il bilancio umico del terreno.
Per “rifiuto”, invece, si intende qualsiasi sostanza od oggetto che rientra in determinati elenchi e di cui il detentore deve disfarsi.
L’agricoltura produce una grande varietà e quantità di sostanze riutilizzabili come ammendanti - fertilizzanti.
Liquami di stalla e letame
Pollina
Residui colturali
Residui della potatura


Le tipologie di rifiuti e reflui che derivano dalle attività agricole sono diverse, quali:

Plastica (fogli, sacchi, contenitori di prodotti chimici)
Cartone e carta (sacchi e altri contenitori di prodotti chimici)
Olio delle macchine
Metalli (contenitori e macchine superflue)
Vetri, gomme
Prodotti fitosanitari
Bagni per animali dopo il loro impiego
Acque di lavaggio di irroratrici utilizzate per i trattamenti antiparassitari
Acque di lavaggio dei magazzini
Scoli dei silos
Molte di queste sostanze sono una risorsa: pertanto, possono essere utilmente recuperate.
Seguire una corretta procedura aziendale su reflui e su rifiuti fa parte delle norme di una gestione agricola integrata.


I principi generali di un programma di gestione dei rifiuti sono:

Prevenire l’inquinamento con interventi strutturali
Riutilizzare i reflui agronomicamente ove possibile
Cercare di non mischiare i rifiuti
Disfarsi dei rifiuti seguendo le norme in vigore.
La maggior parte dei rifiuti agricoli è potenzialmente inquinante ed il rischio d’inquinamento che deriva dalla loro non corretta gestione può spesso estendersi al di fuori dell’azienda stessa, nelle vicinanze e nell’ambiente in generale.

L’inquinamento può derivare da:

Contaminazione chimica dei suoli
Contaminazione chimica delle acque
Contaminazione dell’aria: dall’odore di bacini d’acqua stagnanti, dello spargimento di liquami e letame, della combustione di paglie (quando permesso)
Dispersione nell’ambiente di: imballaggi usati, sacchi di fertilizzanti, contenitori di prodotti fitosanitari, lattine d’olio vuote, politene e scarti in genere.

I rifiuti che hanno a che fare con prodotti fitosanitari richiedono particolare attenzione, perché:

Il loro impiego e la loro eliminazione sono stabiliti per legge.
Prodotti fitosanitari e fertilizzanti possono essere potenti inquinanti, se non usati correttamente.
È necessario, quindi, operare in modo da ridurre i rifiuti di questi prodotti con un loro corretto impiego.

Inoltre, dopo l’impiego:

Eliminare i prodotti fitosanitari in eccesso nell’irroratrice, distribuendoli in una parte del campo deliberatamente trattata a dosi inferiori o non trattata.
Adottare le procedure raccomandate per il lavaggio delle irroratrici (risciacquo dei serbatoi, pulizia degli ugelli).
Eliminare le acque di lavaggio delle irroratrici nello stesso modo suggerito per i prodotti fitosanitari in eccesso.
Risciacquare i contenitori vuoti sotto pressione o con triplo risciacquo, secondo e provvedere al loro smaltimento secondo le norme ed i sistemi di raccolta locali.
Immagazzinare i prodotti fitosanitari non diluiti e non impiegati, nelle confezioni originali ben chiuse, conservandoli in luoghi sicuri e freschi, ma dove non geli.

Cosa ha fatto ad oggi l’amministrazione comunale per la gestione dei rifiuti agricoli  e per tutelare i cittadini dagli stessi?


E’ stata mai commissionata dal nostro comune, agli enti di protezione ambientale, una valutazione ambientale circa il massivo uso di prodotti chimici utilizzati nelle nostre campagne?

Auspichiamo che da parte dei nostri amministratori vi sia una reale presa di posizione verso questi problemi che sono di notevole importanza per la tutela della salute di tutti i cittadini di Noicattaro, visto nell’ agricoltura locale vengono utilizzate enormi quantità di prodotti chimici.

Commenti 

 
#9 Michele Affatato 2015-01-11 17:19
Articolo interessante, ma vecchio come la scoperta dell'acqua calda.
In tutte le cose e non solo in Agricoltura le Leggi ci sono e abbastanza valide.
Non diciamo sempre che manca il controllo altrimenti ci vorrebbe un esercito per controllare il cittadino.Il rimedio in tutto sta nel cambiare mentalità.Penso che ci vorranno molti decenni.Parlare e discutere è sempre positivo, è indice di Democrazia.
 
 
#8 Arc73 2011-03-05 17:39
Condivido pienamente il commento di Luigi.
Il problema va risolto dalla radice. La gente in generale non sa le dinamiche in agricoltura. L'agricoltore pur sensibile all'ambiente è costrettoquasi sempre a comportarsi in questo modo. Viene schiacciato dai costi sempre più alti dei fitofarmaci, dei teli, dell'acqua e poi alla fine si ritrova senza alcuna struttura/sito dove poter smaltire i contenitori dei fitofarmaci , i teli usati, ecc Per un regolare flusso, tutte le farmacie agricole che sguazzano negli euro dovrebbero farsi carico dello samltimento dei loro prodotti.Tutti i venditori di teli dovrebbero farsi carico dello smaltimento dei loro prodotti anche perchè se lo fanno pagare.Chi controlla questo flusso, chi deve provvedere ad organizzare un sistema ad hoc NON C'E' NESSUNO IN QUESTO PAESE!
 
 
#7 marco90 2011-03-05 12:08
scusate se faccio un trattamento di deratizzazione,i prodotti fitosanitari usati..dove si possono smaltire?? e in oltre se si fa un trattamento contro dei ratti , alla fine anche essi dove si possono buttare??
 
 
#6 Luigi 2010-03-06 11:14
Caro Gianni so che nel costo dei fitofarmaci c’è anche il costo dello smaltimento, ma sai che in mancanza di un punto di raccolta molto spesso lo si porta in paese per gettarlo nel bidone o peggio lo si brucia. A te agricoltore volevo rivolgerti un paio di domande: quante volte hai visto usare prodotti che non sono più in commercio da anni perché pericolosi per la salute ,ma che si trovano molto facilmente al “mercato nero”? quante volte hai visto che alla fine di un trattamento si riempie l’atomizzatore ( a vott ) si stacca il tappo e si torna in paese? ( lasciando una linea bianca sulla strada). L’aumento dei tumori nel nostro paese da cosa dipende? Grazie a presto
 
 
#5 Vito Scarpelli 2010-03-06 10:14
Con questo pezzo giornalistico, ci tengo a sottolinearlo, non voglio far passare gli agricoltori di Noicattaro come persone insensibili al problema della raccolta dei prodotti utilizzati in agricoltura e al loro corretto uso.Voglio solo sollecitare la nostra amministrazione che ho non sà o fà finta di non sapere che in data 11 febbraio 2009 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la Gestione dei Rifiuti Agricoli in provincia di Bari (pubblicato sul BURP n. 68 del 7/05/2009), strumento negoziale, previsto dalla normativa, diretto a favorire l’azione concertata e programmata con soggetti privati ed Associazioni di categoria, con il quale la Provincia di Bari ha inteso dare una risposta alle istanze provenienti dal mondo agricolo.
Io sono per una migliore condizione del mondo agricolo nojano che secondo mè è la nostra risorsa più importante, senza l'agricoltura Noicattaro sarebbe condannata a morire.
 
 
#4 gianni 2010-03-05 23:11
caro luigi sono un agricoltore,ma lo sai che nel costo di un prodotto fitosanitario è compreso anche il costo dello smaltimento?.quindi spetta alla farmacia agricola ritirare gli scatoli vuoti dei prodotti.e poi perche' il comune non provvede a posizionare cassonetti per esempio in via mola, via casamassima,via torre a mare dove noi agricoltori possiamo lasciare i rifiuti dei prodotti fitosanitari al ritorno dalla campagna?perche l'amministrazione non riesce a trvare un locale dove raccogliere i teloni da buttare?ora vorrei io invitarti a riflettere su queste e altre problematiche prima di dire che gli agricoltori sono indisciplinati.grazie!
 
 
#3 antonio decaro I 2010-03-05 21:50
Vorrei fare una ulteriore distinzione tra rifiuti degradabili e non degradabili dalla flora batterica dei terreni.
Tutto il materiale degradabile vieni riutilizzato dalla vita biologica del terreno arricchendolo, e gli agricoltori questo lo sanno così come sanno e nessuno dice invece che per quando concerne i materiali non degradabili l'agricoltore acquistandoli ha già pagato una tassa per il loro smaltimento.
Il problema è che le tasse si pagano mentre i servizi non si hanno.
l'agricoltore a quale santo dell'amministrazione deve rivolgersi????
vi ricordo che nel regno dell'uva non esiste ancora ad oggi una commissione permanente per l'agricoltura .... all'ultimo consiglio non si è potuti arrivare nemmeno ad approvare questo punto....
Da notare che nell'organico del nostro comune prettamente agricolo sono presenti tantissimi tecnici (ing. arch. geom. avv.ecc) validissimi per carità ,ed un solo perito agrario ....non meriterebbe questo comune conosciuto all'estero per l'agricoltura qualcosa e qualcuno in più?????
 
 
#2 Luigi 2010-03-05 19:09
Articolo davvero bello!! È possibile conoscere l’autore? il quale molto probabilmente non conosce le dinamiche dell’agricoltura, volevo invitarlo a fare una passeggiata per le vie delle nostre campagne per far notare come i nostri agricoltori sono indisciplinati, anche coloro i quali sono certificati, la domanda è perché? La risposta e solo una non ci sono controlli.
grazie e nuovamente complimenti
 
 
#1 GIUSEPPE SETTANNI 2010-03-05 16:37
COMPLIMENTI ALLA REDAZIONE..PENSO SAREBBE INTERESSANTE DARE QUESTE INFORMAZIONI AI COLTIVATORI NEI GIORNI DELLA SGRA DELL'UVA,MAGARI CON UNO STAND SPECIFICO E CON ESPERTI,COSI COME I POTREBBERO FARE TANTE ALTRE ATTIVITà LEGATE ALL'UTILIZZO,COMMERCIALIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL NOSTRO PRODOTTO PRINCIPALE..
 

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