Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Un cittadino: "Chi si occupa dei cani del nostro paese?"

cani randagi

 

Continua a riscuotere successo la rubrica “Dillo alla redazione”. A scriverci, ancora una volta, è il nojano Gaetano Porcelli, che fa emergere il problema da noi sollevato più volte nel corso di questi mesi: quello dei cani e dei relativi padroni. Non è molto piacevole passeggiare e schivare il campo minato costituito dagli escrementi dei quattro zampe. Poi la polemica contro Vigili Urbani e contro il vice sindaco Vito Didonna, responsabili del controllo del territorio. Buona lettura.

E adesso parliamo dei cani nel nostro paese. Premetto che contro questi animali non nutro nessun rancore, anzi in moltissimi casi vedo una utilità pratica per l’uomo; non dimentichiamo quelli per i ciechi, quelli da valanga, quelli da guardie di greggi e cascine e perché no quelli da compagnia. La mia rabbia è invece contro alcuni proprietari dei cani, alcuni pseudo padroni diciamo! Se a questi signori, in procinto di comprare il cane di piccola o grossa  taglia chiediamo che se ne faranno di questo animale, se hanno un posto idoneo per tenerlo, in che modo potranno accudirlo, se avranno tempo di portarlo a spasso in modo idoneo ecc., ti guardano come ebeti. Rispondono che l’hanno tutti e quindi anche loro possono averlo. Bella risposta! Poi, andando a vedere questi poveri amici dell’uomo, vengono parcheggiati su un terrazzo lastricato, freddissimo o caldissimo a seconda della stagione, magari senza cuccia, e, quando va bene, sul balcone di casa onde permettere alla bestia per qualche ora l’entrata in casa dal finestrone. E così, infelice il cane, felicissimi i padroni! Questi, nella giornata, quando trovano un’ora libera si degnano di portare l’animale a spasso, sia esso un bulldog o un pechinese, senza museruola, senza guinzaglio, senza kit per raccogliere gli escrementi, fregandosene di tutto e tutti. Se si va a vedere in prossimità di piazza Dossetti o lungo il muro di via Mazzini, ogni tre metri si trovano tanti ricordini degli amici dell’uomo. Se trattasi di un mastino napoletano o di un’altra razza, di pari stazza, i ricordini sono la certezza del loro passaggio. Ho parlato fino ad ora, volutamente, con un linguaggio un po’ “terra terra” giusto per farmi capire da tutti; ma in special modo dai nostri amministratori comunali. Possibile che qualche assessore o vigile non abbia fatto pervenire al Consiglio Comunale questo grosso problema che tocca l’igiene e l’incolumità dei nojani, specie i bambini che frequentano con le mamme detti siti? Io iniziai a fare la mia parte sin dai tempi della dottoressa Scalini, Comandante dei Vigili Urbani qui a Noicattaro. Tramite la Gazzetta del Mezzogiorno le parlai, con lo stesso quotidiano mi rispose e mi diede ragione. Qualcosa fece: nelle aiuole di piazza Dossetti e in quelle 
della vecchia villa comunale, fece installare alcuni cartelli “off limits” per i cani e fece pure elevare qualche multa. Adesso, i divieti sono sempre lì, gli escrementi dei cani sono sempre lì, anche i Vigili Urbani sono sempre lì. Nessuno risolve niente! Gli attuali tutori dell’ordine pubblico non hanno mai elevato nessuna multa relativamente ai divieti stampati su i cartelli innanzi menzionati. Tiriamo in ballo il vice sindaco, professore Vito Didonna, detto da me “posapiano”, che ha anche il dicastero dei Vigili Urbani, suggerisco, ma egli dei miei consigli non sa che farsene, di destinare i due vigili addetti al controllo dei parcheggi a pagamento, all’altro controllo cioè alla convivenza cittadini-cani. Il Comune farebbe più cassa, tralasciando gli spiccioli derivanti dai grattini. Così con gli stessi costi degli impiego-lavoro, tutti sarebbero felici e contenti. E dopo questa favoletta vera, riusciranno i nostri “posapiano” a fare qualcosa per quanto detto innanzi? A voi lettori, l’ardua sentenza.

Un nojano ruspante 

Gaetano Porcelli


[da La Voce del Paese del 26 Aprile]

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