Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Due nojani portano la festa della Madonna del Carmine a Chicago

Noicattaro. La Madonna del Carmine a Chicago front

 

La Festa della Madonna del Carmine negli Stati Uniti d’America? Certo.

In molti non ci crederanno ma è la realtà. Ma per capire bene le origini di questa storia è necessario partire dall’inizio.

Il nojano Giovanni Favuzzi sposa Antonia Gialò (in Favuzzi, perché in America le donne perdono il loro cognome per acquisire quello del marito), originaria di Cellamare, il 5 Gennaio 1963. Dopo circa tre mesi i giovani sposi si trasferiscono a Chicago, in America, per trovare fortuna laddove Antonia aveva vissuto dalla tenera età di 15-16 anni con i suoi genitori.

Entrambi hanno vissuto una vita decente: lei lavorava in una sartoria, e lui nel settore edile. Due grandi lavoratori, oggi settantacinquenni, che hanno basato la loro vita sul servizio e sull’umiltà.

Ma in America, si sa, non c’è solo il lavoro. Ci sono le feste e le serate di svago. Ecco, i due nojani (li chiameremo così perché a Noicattaro chi sposa un nojano diventa della stessa “razza”) partecipavano alle feste si, ma a quelle di paese. Si perché nel quartiere dedicato agli “ospiti”, ognuno porta la festa del suo paese e la realizza in America. Bene, i due nojani venivano invitati alla festa della Madonna del Pozzo (protettrice di Capurso), della Madonna della Croce (protettrice di Triggiano) e a tante altre feste patronali. C’era persino la festa di Sant’Amatore, santo patrono di Cellamare, della quale associazione era vice presidente proprio Antonia. Nasce proprio da qui la voglia di Antonia di portare in America la festa della Madonna del Carmine: “Avevo una gran voglia di fare la nostra festa lì dove abitavamo - apre la signora Antonia - solo che non avevo tutti i contatti dei nojani che risiedevano lì e da sola non potevo mettere su una festa intera”.

Insomma c’era una gran voglia di realizzare questa festa, ma servivano le forze umane. Nell’anno 2000 poi, ci fu un matrimonio dove furono chiamati a raccolta tutti i nojani che abitavano a Chicago. In quell’occasione Vito Scarpelli e sua moglie Angela, raccolsero i contatti dei loro concittadini in un vero e proprio elenco cartaceo. Elenco che presto fu smarrito e recuperato solo all’inizio del 2003, quando Angela e Antonia contattarono tutti i nojani e nel Maggio dello stesso anno ci fu la prima riunione, che sancì effettivamente la nascita dell’associazione “Madonna del Carmine di Noicattaro (BA)”.

“Subito nacque l’entusiasmo - continua il marito Giovanni Favuzzi - e riunione dopo riunione mettemmo su una bella squadra”. Come tutte le cose serie, l’associazione aveva una struttura ben precisa: Giovanni Favuzzi presidente, Vito Scarpelli vice presidente, Antonia Favuzzi tesoriera, Lora Guglielmi segretaria, Oronzo Monti e Vito Difino sergenti d’Arma.

Dal 2003 quindi, anche Noicattaro festeggiava il suo santo patrono a Chicago. Una festa non impeccabile, certamente, ma che faceva rivivere quell’atmosfera di vicinanza alle proprie tradizioni. Fortuna volle che proprio quell’anno Angelo Latrofa, un nojano che abitava lì, dovesse tornare a Noicattaro per svolgere alcuni servizi personali: a lui chiesero la cortesia di portare, al suo ritorno in America, un quadro della Madonna. Da quell’anno, nel mese di Luglio veniva pregata la Madonna del Carmine con il Santo Rosario (la Novena) presso la Cappella della Casa di Riposo e Riabilitazione dei PP. Scalabriniani in Stone Park di Chicago. A seguire una cena con i compaesani.

Tutto questo si è svolto fino all’anno 2006, dopodiché l’associazione decise di apportare alcune migliorie alla festa: “Abbiamo fatto costruire la statua della Madonna del Carmine, a Lecce, dalle dimensioni identiche a quella originale di Noicattaro - ha ripreso Giovanni, molto soddisfatto - e l’abbiamo trasportata in America con l’aereo”. Un’impresa quasi storica, quella compiuta da un gruppo di nojani, spinti dalla fede cristiana e dalla voglia di festeggiare il loro santo patrono anche dall’altra parte del mondo.

Dal 2007 dunque, la festa è diventata ancora più bella: da quell’anno infatti ci sono state vere e proprie processioni con la statua per tutto il paese, con tanto di banda musicale, fuochi d’artificio e tanto altro. Un qualcosa che assomiglia molto alla nostra festa. Caratteristico di ogni festa è il dinner dance, la cena finale con tutti i compaesani.

Oggi l’associazione è formata da circa 60 coppie di famiglie, che sostengono - anche economicamente - il progetto.

“Ogni anno è un’emozione diversa. Ne approfitto per ringraziare Angelo Latrofa - ha concluso Antonia - che ha portato il quadro della Madonna a Chicago. Di lì è partito tutto. E poi un grande ringraziamento va a tutti i compaesani che partecipano e continuano a partecipare a questa bellissima festa”.

 

[da La Voce del Paese del 26 Aprile]

Qui alcune foto della festa americana.

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