Domenica 24 Ottobre 2021
   
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Non muore la tradizione: celebrata la Festa della Croce

Noicattaro. Festa della Croce 2014 front

 

Lo scorso sabato mattina (3 Maggio) la pioggia battente ha invaso le strade di Noicattaro. Dato il perdurare delle disagevoli condizioni meteo, alto era il rischio di non poter celebrare la Festa della Croce. Tuttavia nel tardo pomeriggio la pioggia si è arrestata, anche se solo per alcune ore, permettendo il normale svolgimento del rito. Il 3 Maggio, come precisato nell’articolo della scorsa settimana, la Chiesa commemora il ritrovamento della Croce ad opera, si presume, dell’imperatrice Elena (nel 326). A Noicattaro, da poco più di 90 anni, nel giorno suddetto i fedeli sono soliti riunirsi davanti alla croce collocata sul ciglio destro di via Oberdan dopo aver effettuato una processione che inizia dalla chiesa dei Cappuccini. La croce, il simbolo dei cristiani per eccellenza, è rammentata in uno spirito di trionfo, come “arma di pace”.

Quest’anno il sacro corteo, organizzato dai Francescani del Terzo Ordine, è partito dalla chiesa dei Cappuccini alle ore 20,00. I fedeli, disposti ordinatamente in fila per due e accompagnati da don Oronzo, hanno percorso a ritmo di preghiera via Cappuccini, via Salandra e via Rutigliano. In realtà un fedele ha raccontato che negli anni precedenti il tragitto era diverso, o meglio, più lungo. Secondo la tradizione ci si doveva fermare in corrispondenza di ogni croce presente nel paese. Per intenderci: la croce della chiesa della Lama, la croce della Madonna del Rito, oltre alla croce della chiesa dei Cappuccini che costituisce da sempre la prima tappa. Una consuetudine che con gli anni si è persa. Oggi la processione si svolge ugualmente ma in versione abbreviata e veloce. I devoti in processione hanno recitato, sotto lo sguardo curioso e attento dei passanti, il Santo Rosario. Viva e accesa tra questi la volontà di testimoniare e tramandare il folklore nojano, visto e considerato che alla manifestazione purtroppo prende parte, anno dopo anno, un numero sempre più esiguo di devoti. Infatti alla processione, nel mezzo della quale avanzava la croce, hanno partecipato circa una ventina di nojani. Il corteo, giunto in via Oberdan, si è diretto in prossimità della croce e ad attenderlo una folla di fedeli.

Noicattaro. Festa della Croce intero

La croce, per l’occasione, è stata addobbata con fiori bianchi e rossi, formando una composizione a forma di cuore. Allestimento di cui si occupano, mossi da passione e devozione, alcuni nojani che abitano nei dintorni. Illuminata da diverse luci, la croce ha rapito lo sguardo dei presenti, rievocando lo spaventevole supplizio che il Cristo ha subito per l’umanità. Lo strumento di supplizio, considerato dagli antichi oggetto di infamia, diventa per i cristiani la gloria. Come scriveva S. Cirillo di Gerusalemme: “Cristo estese le sue braccia sulla croce per abbracciare il mondo”. Successivamente il culto della croce si è molto diffuso nella Chiesa: la Croce è adorata e riceve omaggi che non si concedono alle reliquie.

Davanti alla croce i fedeli hanno ascoltato un breve pensiero del sacerdote accompagnatore. “Per farmi capire dai grandi ho bisogno dell’aiuto dei bambini” ha esordito don Oronzo. Ha continuato ponendo una domanda: “Secondo voi c’è qualcuno più alto di 1 metro?”. A quel punto alcuni fanciulli si sono avvicinati con curiosità. Il parroco ha rivolto un’altra domanda: “In mezzo a noi c’è qualcuno che è più alto?”. Alcuni bambini hanno risposto: “Gesù, Gesù è il più alto!”. Attraverso un gioco di metafore e in maniera inusuale il celebrante ha commemorato l’Altissimo e la sua magnificenza. Dalle sue parole si estendeva con tutta forza un concetto carico di significato: la Croce è il segno forte, brutale di un Amore che si è fatto carne e che vince la morte, di una vita che trionfa e ricorda ai fedeli la misericordia di Iddio. “La croce è la bandiera di Gesù” ha commentato don Oronzo, il quale ha terminato la celebrazione recitando una preghiera. Seguono alcune parole: “Solo guardandoti in croce posso rendermi conto della misericordia di Dio”.

Dopo questo momento di intima preghiera e riflessione ha avuto luogo una piccola festa popolare. È stata l’occasione per scendere in strada, socializzare, incontrare amici. Dietro a questo avvenimento - è giusto ricordarlo - c’è stato, come avviene ormai da molti anni, un grande lavoro di organizzazione e impegno che ha coinvolto coloro che abitano nei pressi di via Oberdan e via Mameli. Un lavoro che lascia i nojani sempre senza parole per l’impeccabile risultato finale: tutto era stato curato nei minimi dettagli. Nella piazzetta antistante c’erano due-tre bancarelle di frutta secca e i giostrai che hanno garantito il divertimento dei più piccoli. I presenti sono stati allietati dal sottofondo della musica leggera. La serata è terminata con i fuochi pirotecnici che rappresentano da sempre uno spettacolo in grado si affascinare chiunque, con le loro esplosioni di colori e luce che irrompono nel buio della notte.

 

[da La Voce del Paese del 10 Maggio]

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