Sabato 23 Ottobre 2021
   
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Acqua contaminata a Parchitello: è davvero colpa dei condòmini?

Noicattaro. Contaminazione acqua Parchitello

 

In località Parchitello, i risultati delle analisi pervenuti in data 21 Maggio c.m. confermano dunque i timori dei sospetti. Sui campioni di acqua potabile esaminati (100 ml cadauno), sono state individuate 59 UFC (Unità Formanti Colonie) di batteri coliformi, di cui ben 5 risultano le UFC di Escherichia Coli a livello di valore stimato. Troppo se si pensa che, in entrambi i casi, il limite legale consentito è tassativamente pari a zero. Ricordiamo che, assieme agli enterobatteri, la presenza di E. Coli nelle acque segnala condizioni di contaminazione fecale, in quanto si tratta di una specie batterica necessaria per la regolare digestione del cibo, avendo il proprio habitat nel tratto inferiore dell’intestino di animali a sangue caldo, uomo incluso.

Con una similitudine affatto azzardata, è dunque possibile affermare che quanto verificatosi a Parchitello non rappresenterebbe altro che una sorta di fogna nera dalle ridottissime proporzioni, impropriamente utilizzata per soddisfare ben altro tipo di bisogni, tra cui quelli ascrivibili alle fondamentali necessità. In base a quanto disposto da un’ordinanza sindacale del 16 Maggio scorso, fortunatamente, a servizio dei residenti del Supercondominio è già stato attivato un punto di prelievo di acqua potabile, situato in prossimità del contatore di presa AQP.

Come precedentemente riferito dalla nostra testata, pare che all’origine del problema vi siano alcuni impianti illegali nei quali l’acqua irrigua (raccolta in una specie di laghetto all’interno di Parchitello) è stata messa in comunicazione con quella potabile (erogata direttamente dall’Acquedotto Pugliese), il cui flusso si è poi diramato nell’intera rete del Supercondominio. Secondo alcuni residenti, tuttavia, tale ipotesi appare tanto più azzardata quanto più si pensa che un bypass del tipo sopra menzionato può al massimo interessare un singolo villino o una singola palazzina dal momento che l’improprio collegamento idrico è presumibilmente stato realizzato a valle delle condutture principali. In altre parole, considerato che entrambe le condutture (irrigua e potabile) corrono parallele lungo le strade principali, e considerato inoltre che ogni singola abitazione (villino o complesso) è agganciata a tali condutture in modo autonomo, risulta evidente che, se bypass c’è stato, a pagarne le relative conseguenze non può che essere il singolo autore del misfatto, dal momento che la percorrenza del flusso d’acqua in senso contrario risulterebbe oltremodo difficoltosa. Pur ipotizzando attività di trivellazione clandestina da parte di un singolo residente o collegamenti impropri di condutture distinte, infatti, mai il conseguente flusso d’acqua - bypassato o meno che sia - avrebbe la necessaria forza per immettersi nel circuito generale. E questo, è bene ripeterlo, sempre secondo alune dichiarazioni rilasciate in modo totalmente anonimo.

Per avere comunque un’idea dell’elevata pressione presente all’interno delle condotte idriche situate all’interno di Parchitello, è sufficiente dare un’occhiata ai rigagnoli d’acqua fuoriuscenti dalle relative colonnine di controllo. Ciò premesso, come è allora ipotizzabile l’esistenza di una pressione di ritorno superiore a quella che spinge l’acqua con siffatta veemenza? Poiché si parla di contaminazione dell’intera rete idrica, è allora pensabile che, più che a valle, gli interventi di bypass siano stati eseguiti più o meno accidentalmente a monte delle singole diramazioni, cioè a livello delle condutture principali, sulle tubazioni madre. Il che non è poi così impossibile, considerata l’enorme mole di lavori da sempre eseguiti in zona. Quelli di questi giorni, ad esempio, sono osservabili in via dei Gerani, situata esattamente tra via delle Azalee e via dei Glicini. Evitando di trarre conclusioni affrettate, lasciamo al lettore di turno l’arduo compito, non trascurando di rammentare di far ricorso a tutte le norme igienico-sanitarie dettate dal buon senso prima ancora che dall’ordinanza precedentemente citata, fino a quando la situazione non sarà definitivamente risolta.


[da La Voce del Paese del 24 Maggio]

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