
Cari Amici di Noicàttaro web dopo avervi raccontato l'esperienza della Noacoop, oggi vi presento un'altra cooperativa nojana.
Ho intervistato, Ottavio Leone, responsabile della O. P. Terra di Bari.
Le chiedo una breve presentazione della sua azienda per gli utenti di Noicàttaro web
L' O.P. Terra di Bari nasce nel 2005 dopo un'annata dell'uva disastrosa, quella del 2004. Tre professionisti, io, l' avvocato Rizzo e Giovanni Difino abbiamo ragionato su come creare un'alternativa a queste crisi che oramai accompagnano la nostra uva e ci siamo resi conto che dovevamo unire gli agricoltori in un progetto innovativo basato sulla qualità dell'uva e il rispetto ambientale.
Nostro scopo è produrre e vendere l'uva direttamente, con una costante crescita del livello qualitativo della nostra uva in tutte le fasi della filiera.
E' stato facile mettere assieme gli agricoltori?
Noi abbiamo un problema tutto meridionale, quello della diffidenza dell'altro e dell'altrui esperienza, ma nonostante ciò mettemmo assieme dei produttori i quali tutt'oggi danno vita alla nostra organizzazione.
La nostra unione è il fondamentale strumento che consente la produzione di uva con alti standard di qualità e che ci consente di avere alcuni vantaggi, come accedere ai fondi comunitari in modo da agevolare la vita dei nostri iscritti.
Si possono iscriversi nuovi agricoltori ?
Sì, la nostra è una cooperativa, quindi ci si può iscrivere attraverso una domanda.
Quanto è importante la salvaguardia dell'ambiente ed evitare l'uso di prodotti inutili per la salute del consumatore?
Tutta la nostra produzione deve rispettare dei vincoli rigorosi a tutela della salute del produttore e del consumatore, seguiamo diversi protocolli e diverse certificazioni, l'intera nostra
struttura ha un unico studio agronomico coadiuvato dai nostri esperti interni per far sì che tutta la nostra uva sia uguale.
Non ci devono essere differenze all'interno della produzione dell'uva nella nostra struttura.
La produzione è così certificata, è certificata l'intera struttura.
Abbiamo anche corsi per i produttori legati ad indicare come vanno utilizzati i prodotti,
cerchiamo di non imporre, cerchiamo di far capire ai nostri contadini che devono essere convinti che devono mettere la maschera,
devono salvaguardare la salute di tutti.
I teloni non li bruciamo. La salvaguardia dell'ambiente, delle persone è fondamentale per noi.
Crediamo nelle buone pratiche agricole.
Devo però dire che la grande distribuzione chiede la certificazione senza però pagare di più e smaltire ha comunque i suoi costi.
Perché è difficile far partire i tavoli di concertazione ?
Partecipo spesso ai tavoli di concertazione, dovrebbero esservi pochi soggetti invece ce ne sono troppi, davvero troppi e non partoriscono mai.
Esempio ? In Puglia un tavolo è composto da 15 produttori e 4 grande aziende della distribuzione.
Si salvaguardia sempre l'interesse particolare dei propri iscritti e questa dispersione agevola alla fine la grande distribuzione che impone dei prezzi molto bassi.
La politica può servire ?
Certo. La politica serve a realizzare i tavoli di concertazione e a mantenere buono il livello
delle decisioni.
La politica deve essere presente, stimolare e tenere le file per organizzare le piattaformi.
Il consiglio comunale riunitosi tempo addietro in modalità monotematica ha dato di ridicolo.
Ridicolo perché il modo di operare deve essere diverso, gli operatori devono elaborare e chiedere ai consigli, deve partire dal basso e la politica farsi portavoce dell'unica richiesta da parte nostra che è quella di realizzare una consulta, e tavoli di concertazione seri e proficui.
Conviene produrre uva biologica ?
Credo proprio di sì, se a Noicàttaro lo fa qualcuno ci sarà un motivo.
E i succhi di uva, lo zucchero, la marmellata, insomma diversificare ?
Sì è possibile anche se noi scontiamo la mancanza del comparto industriale di trasformazione non c'è chi prende l'uva e ne fa marmellata.
Se ci fosse quest'industria tutto sarebbe più facile specialmente nell' abbattere i costi che a dire il vero sono alti.
Conosco chi pensa di realizzare il succo di frutta con l'uva fresca e non è affatto utopica come pensata.
Il mercato dell' ortofrutta è diventato un problema serio, avere contributi non è la panacea, bisogna innovarsi e ottenere marchi autoctoni, avere rispetto delle persone, dell'uva e dell'ambiente.
Dobbiamo essere bravi ad innovarci.
ULTIMI COMMENTI
- Brindisi, attentato alla ...
A Brindisi era prevista la Carovana della legalità. - Scrive agli amministrator...
Caro Peppe apprezzo la tua volontà di renderti utile e ... - Scrive agli amministrator...
@Nojano 3.0 Ribadisco che sono d'accordo con te quando ... - Scrive agli amministrator...
Ma sul web tutto è ANONIMO. E se io da domani mi firmas... - Scrive agli amministrator...
Nojano 3.0 :eek: La tua proposta è condivisibile, il co... - Scrive agli amministrator...
I giornali suono buoni solo in campagna elettorale? Ogg... - Scrive agli amministrator...
Michele condivido le tue osservazioni ma ritengo sia op... - Scrive agli amministrator...
P.S. Voglio segnalare ai nojani che, mentre noi discuti...
La voce del Network
-
Ciliegie: al via la raccolta 2012
Turi
-
Operazione Panakari: arrestato il putignanese Dentice
Putignano
-
A MONOPOLI IL FORUM INTERNAZIONALE DELLA CULTURA
Monopoli
-
Raffaele Nigro e gli elefanti bianchi di Hemingway
Noicattaro
-
Polignano in marcia. Palloncini bianchi per ricordare
Polignano a Mare
-
DOMANI, STESSA ORA STESSO BAR.. IN DIRETTA WEB
Casamassima
-
Santeramo e Gioia del Colle hanno i nuovi sindaci
Cassano delle Murge
-
Entro il 10 giugno le domande per partecipare al soggiorno climatico marino
Castellana Grotte


