Domenica 08 Dicembre 2019
   
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DON TINO: IL "MESTIERE" DI ESSERE PARROCO

DON_TINO



III e ultima parte dell'articolo di Don Tino (qui nella foto con alcune sue amiche): Il " Mestiere " di essere Parroco.

 

La commissione liturgica ha sempre cercato di comunicare la mèta pastorale attraverso segni liturgici durante le celebrazioni domenicali, le novene dell’Immacolata e di Natale, il presepe, l’altare della reposizione, la festa di Pentecoste, la novena della Madonna del Carmine, le celebrazioni della festa patronale, le quarantore, il volantino settimanale che spiega alla gente la liturgia della Parola della domenica corredato da alcune concretizzazioni e dagli appuntamenti che si vivono in comunità.

Nell’ambito delle tradizioni c’era da rivedere la festa patronale, poiché ai miei occhi la festa non sembrava né propositiva né profetica. Quindi ho invitato innanzitutto a togliere l’oro esposto sull’immagine della Madonna del Carmine, poi ho sollecitato una maggiore cura della  preghiera durante la processione e, infine, la destinazione di una somma dell’incasso della festa per qualche bisogno come segno di carità. Compito permanente della commissione liturgica  rimane sempre non solo quello di rendere viva e partecipata la celebrazione, in cui tutte le componenti entrino nel vivo dell’ azione, prendendo parte alla ritualità come protagonisti e non come spettatori, ma di dare particolare importanza a quei segni che siano rivelatori di una presenza, segni che parlino al cuore, evitando di cadere nella banalità e nella pura ostentazione.

Altra preoccupazione della commissione liturgica è quella di  evitare soprattutto l’improvvisazione e tutto ciò che sia di ostacolo a quell’atteggiamento interiore dal quale dovrebbero partire tutte le azioni che si compiono all’esterno; infine essa cerca di favorire il rapporto tra fede, rito e vita. Gli animatori liturgici, dopo un periodo lungo di formazione, hanno compreso l’importanza della liturgia come sintesi armonica dei diversi ministeri e come azione unica, il cui protagonista è Cristo e soggetto dell’azione l’assemblea nella quale tutti hanno un ruolo specifico. Non posso concludere non mettendo in risalto l’importanza del servizio all’altare da parte del gruppo ministranti, al quale va dato un grande merito per il compito che svolgono durante le celebrazioni comunitarie.

Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscito ad avere anche i giovani e non solo i ragazzi sull’altare. Tenendo conto del calendario liturgico e della mèta pastorale parrocchiale, la commissione liturgica avvia la sua programmazione annuale in armonia con la commissione catechetica e caritativa. La Parola testimoniata è fondamentale per la vita della comunità che si ritrova ogni domenica attorno alla mensa e che traduce i doni ricevuti della Parola e dell’Eucaristia in servizio. La parrocchia è sempre stata vista dalla gente come un luogo dove trovare soluzione ai problemi sociali di prima necessità, quali la mancanza di cibo e di lavoro, disagi morali e familiari, integrazione degli immigrati.

Ho dovuto attendere a lungo per raggiungere l’obiettivo di formare animatori della caritas per poi creare un centro di ascolto vicino alla parrocchia. In quest’ottica si colloca il lavoro della commissione caritativa che, insieme all’osservatorio sociopolitico parrocchiale, attraverso l’impegno della formazione dei cristiani al sociale e al politico, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, deve orientare scelte e impegni che facciano crescere l’attenzione intorno alle problematiche che riguardano la persona, la sua dignità e promuova forme concrete di testimonianza e di servizio. Il centro di ascolto è aperto in alcune ore della settimana e alcuni volontari prestano ascolto ai problemi delle povertà materiali e morali presenti nel nostro territorio.

Ma il primo compito della commissione rimane quello di sensibilizzare tutta la comunità ai problemi sociali e tutti i gruppi presenti in parrocchia, poiché la carità intesa come attenzione ai poveri non può essere considerata appannaggio di alcuni cristiani. Di qui la collaborazione con la commissione catechetica e liturgica nel formare la comunità e renderla più sensibile e partecipe nei confronti di chi vive situazioni di disagio.

Nella commissione caritativa vi è la presenza di tutti i rappresentanti dei gruppi, l’associazione dei donatori di sangue Fratres, l’associazione per l’affido  dei bambini disagiati L’abbraccio, per le coppie il consultorio familiare l’associazione la bottega dell’orefice Inoltre la coordinatrice della commissione collabora con i servizi sociali del Comune, poiché si cerca di coinvolgere sempre l’istituzione nei casi più gravi.

A mio parere, rientra nella visione della carità anche l’attenzione ai lontani. La comunità è sempre stata sensibile nell’aiutare i missionari. Pertanto ci sono state scelte che sono diventate patrimonio di tutta la comunità: l’adozione a distanza, la vendita e l’acquisto dei prodotti equo-solidale, la raccolta di danaro per un missionario della nostra parrocchia. Apparentemente al di fuori di questi ambiti, si colloca un grande impegno che la comunità parrocchiale cercherà di portare avanti: la ristrutturazione dell’intero salone parrocchiale. Una volta fatta la scelta di procedere alla ristrutturazione, è stato messa in moto una vasta organizzazione per reperire i fondi.

Adesso abbiamo solo la progettazione dei prossimi lavori. Sono convinto che la parrocchia è il luogo dove i vari ministeri e carismi servono il Vangelo e l’uomo attraverso l’azione costante e sistematica della catechesi, della liturgia, della promozione umana o ministero della carità.

Ormai è chiara la convinzione che l’attuale momento storico della parrocchia può essere qualificato come momento di transizione: pertanto da una parrocchia intesa come raccolta occasionale di fedeli ci si incammina verso una parrocchia-comunità di fedeli impegnati sul piano della comunione,della testimonianza e del servizio.

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