Biblioteca: cumuli di cicche di sigarette sul terrazzo. Foto

Noicattaro. Sporcizia terrazzo biblioteca front

 

Immaginate di essere uno studente di un paese limitrofo e di recarvi a studiare nella nostra cara biblioteca Comunale “G. Di Vittorio”. Una buona pausa a metà dell’opera è sempre consigliata, e quindi vi accingete a salire le scale per raggiungere il terrazzo e respirare un po’ di aria fresca: tranquilli, niente di grave, semplicemente considererete Noicàttaro un paese sporco e disorganizzato.

E già, il terrazzo della biblioteca, dove spesso gli utenti si rifugiano per staccare un attimo la spina o fumare in pace una sigaretta, è tappezzato da cicche, pacchetti vuoti, cartacce e sporcizia in genere; il nero della cenere ricopre le mattonelle del pavimento,  i filtri delle “bionde” sembrano sbucare come funghi in vasi di piante appassite.

In genere il problema è imputabile alla mancata o carente educazione civica dell’utenza, risolvibile con una pulizia attenta e ripetuta ad intervalli regolari: peccato che in questo caso manchino sia la causa che la soluzione appena citati. Infatti, il problema è soprattutto strutturale: addirittura non c’è un solo cestino sul terrazzo e nemmeno un posacenere, creando qualche problema a fumatori e non.

Le pulizie, purtroppo, non sono così regolari come potreste pensare: i cumuli di rifiuti, che potete “ammirare” nelle foto, sono lì presenti da settimane e settimane; un solo sacco dell’immondizia è poggiato sulla ringhiera delle scale, ma ricolmo e traboccante, e non è così improbabile che presto diventi protagonista di una rovinosa caduta del suo contenuto per i vari piani.

Non è difficile legare la sempre minore qualità delle condizioni igieniche dell’edificio alla sempre maggiore “fuga” degli studenti nojani in altre strutture, magari presso la biblioteca messa a disposizione dai Padri Agostiniani o in quella dei cugini rutiglianesi. Un tempo non era facile trovare posto a sedere nella stanza dedicata allo studio, nonostante la grandezza della stessa, adesso i posti sono a dir poco abbondanti.

Forse è tempo per gli amministratori della struttura di dedicarsi ad un esame di coscienza ed interrogarsi sulla bontà del servizio offerto, magari trovando delle vie per migliorarlo o adattarlo quanto meno alla normalità, per il buon nome e l’onore della nostra cittadina prima di tutto: dovremmo essere noi  paesani prima di tutto a difendere le nostre strutture, magari addirittura vantandoci delle stesse. Vorremmo solo ritrovare qualche motivo per farlo.


[da La Voce del Paese del 14 Giugno]

Qui le foto.