Giovedì 09 Luglio 2020
   
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INTERVISTA A DON ANTONIO PARISI

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Caro amici di Noicattaroweb vi presento Don Antonio Parisi ringraziandolo per aver accettato di dialogare con
la nostra testata.

Don Antonio è nato a Noicattaro  il 29 maggio 1947.

E' sacerdote dal 1971 e diplomato in Organo nel 1976 presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, e docente di Teoria e Solfeggio dal 1976 nel medesimo conservatorio. 

Ha elaborato diversi progetti di carattere nazionale per la Diocesi in Italia.

Ha organizzato corsi, rassegne e convegni per i vari animatori e cantori delle varie diocesi pugliesi. 

E' Presidente dell’Auditorium Diocesano Vallisa: una chiesa dell’ XI secolo trasformata in Auditorium che svolge da 15 anni una intensa attività concertistica e promozionale a favore dei giovani musicisti e artisti vari.

Don Antonio vuol far un saluto ai suoi concittadini?

Ho visionato il sito e devo farvi i complimenti perché rappresenta una buona occasione per dialogare e per essere informati circa le varie notizie e iniziative presenti nel territorio. Desidererei che l’aspetto culturale e musicale fosse più sviluppato e non fosse soltanto un fatto episodico. Ho notato che è molto presente lo sport, ed è un fatto positivo. Ma anche la cultura e la musica sono un buon veicolo di formazione e di benessere umano e spirituale.



Don antonio. Quanto e' importante cantar bene e sopratutto se si tratta di
animazione liturgica?

Innanzitutto cantare è una attività umana che fa bene allo sviluppo integrale dell’uomo. Bisogna praticare fin da bambini questa attività musicale e corale, ma purtroppo la nostra scuola italiana è carente al riguardo. Come chiesa e come scuole cattoliche presenti sul territorio potremmo attivare una serie di interventi e di iniziative per sviluppare la pratica corale. Cantare in un coro forma la personalità dei bambini e dei ragazzi alla disciplina, all’attenzione all’altro, al gusto estetico ed artistico; gli da strumenti per fare festa e godere della bellezza di una melodia: insomma la persona con la musica ha uno sviluppo più completo e profondo.

Quando cantiamo nella liturgia, oltre a tutti questi aspetti, noi cantiamo le lodi del Signore con più forza, bellezza e partecipazione. Una messa in canto è come una giornata piena di sole, diceva il compianto arcivescovo mons. Mariano Magrassi.

Che valore ha la preghiera e sopratutto la parola di Dio quando si esegue una canzone durante la celebrazione della santa messa?

Il canto nella celebrazione della messa ha un valore insostituibile, perché rende la Parola di Dio più penetrante e più vera. Il cristianesimo fin dalle origini, nelle proprie assemblee ha sempre utilizzato il canto per dire più in profondità la lode del Signore. Quando le parole non bastano più, allora si esplode nel canto. Il canto in chiesa deve essere un canto diverso dal semplice cantare, perché diventa un segno liturgico, un segno sacro. Come conseguenza occorre prepararsi e formarsi a questo canto particolare che chiamiamo canto liturgico. Quindi non solo gli animatori musicali della liturgia, ma anche i semplici fedeli devono essere iniziati a questa partecipazione attiva e canora. Un animo in festa, un animo che ama esplode con il canto per dire la propria preghiera e la propria lode. Un auspicio: che il nostro non sia un semplice cantare, ma un pregare cantando!

 

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