Venerdì 22 Novembre 2019
   
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L'architetto Vito Ardito: "Tuteliamo o no il nostro parco comunale?"

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A seguito di molteplici segnalazioni sulla scarsa igiene del parco comunale, nonostante la stesura di vari articoli sull’argomento, abbiamo deciso di andare in fondo alla questione e di chiedere eventuali spiegazioni a chi del parco si occupa da tempo. Percorrendo le vie del parco effettivamente ci si rende conto che dietro le siepi, o in prossimità delle panchine, sono raccolti rifiuti di ogni specie, e lo stato di essi fa pensare ad un accumulo di settimane intere. Abbiamo deciso dunque di tornare nei giorni successivi per accertare ogni quanto viene effettuata la pulizia del pattume, ma già il giorno successivo, con nostra grande meraviglia, notiamo alcuni operai intenti alla rimozione dei tanto incriminati rifiuti. Colmi di speranza decidiamo di ritornare dopo qualche ora per constatare l’effettivo lavoro di pulizia, purtroppo però nostro malgrado diventiamo spettatori di un episodio curioso e alquanto increscioso. Gli operai addetti alla pulizia avevano rimosso solo i rifiuti più visibili, ossia carte di patatine o bottiglie in vetro, ma dietro le siepi o a ridosso delle panchine i rifiuti accumulati - a questo punto azzardiamo da mesi - erano ancora lì. A quel punto diviene d’obbligo volerne sapere di più. Tentiamo di strappare un commento a chi in quel parco ci lavora da anni, ma a fronte di vari dinieghi decidiamo di porgere qualche domanda all’architetto Vito Ardito, giunto sul posto in quel momento e noto per essere sempre in prima fila a combattere il degrado del verde pubblico nel nostro paese.

 

Architetto Ardito, come giudica lo stato di pulizia del nostro parco comunale?

Il problema dell’igiene in questo parco è un problema grosso, ma purtroppo non è il solo. Qui tutto non funziona. Questo parco è nato trent’anni fa e all’inizio non c’erano le zone dedicate a piante, ad animali o a strutture sportive, e lo spazio dedicato al verde era molto più fruibile da parte dei cittadini rispetto ad oggi. La verità è che nel tempo il parco è stato via via manipolato. Dove ora sorge la Ludoteca, un tempo vi era la Masseria, e a mio parere poteva rimanere benissimo lì, nella sua autenticità e nella sua alta funzione di ricordare la storia. Invece è stata abbattuta per fare posto a quella pseudo-moderna struttura. Per quanto riguarda la zona dedicata agli animali, poi, il tutto era partito con la realizzazione di un semplice laghetto in cui tenere qualche animale, col tempo invece si è deciso di recintare uno spazio molto più grande rispetto alla capacità del parco, andando a sacrificare un’intera aiola, e non permettendo più ai cittadini di accedervi. Il risultato è che ora abbiamo un vero e proprio pollaio. Tutti gli altri parchi che ho visitato hanno all’interno una zona dedicata agli animali realizzata in misura equilibrata rispetto alle dimensioni dell’intero parco. Ciò non è successo al nostro parco.

Sul tavolo di lavoro dell’amministrazione comunale è presente il progetto per l’estensione del parco, cosa ne pensa?

Il parco sarà triplicato, ma chissà quando. Questo è solo voler buttare fumo negli occhi ai nojani, e tutto ciò succede perchè non si ha la capacità di gestire in maniera consapevole quel poco che abbiamo.

Sullo stato della vegetazione cosa ne pensa?

In quarant’anni non ho mai visto una pianta messa a dimora. Le siepi a ridosso dei muretti ad un certo punto si interrompono. È un’opera che non è mai stata portata a compimento, e anzi, essendo un fastidio per la manutenzione, se potessero togliere tutta la siepe intorno ai muretti lo farebbero pure. Agli alberi, poi, da anni non viene effettuata una buona potatura. Quelli malati stanno inficiando quelli buoni ma nessuno si decide a far nulla.

Un suo parere sulla tenuta degli animali?

L’igiene è un aspetto non da poco.  Dove ci sono gli animali ci sono sempre i parassiti. Quando vennero qui i veterinari per controllare lo stato degli animali, andarono via con le zecche sui vestiti. Anche per questo motivo non è consigliabile avere il pollaio. Questa cosa non può funzionare, se lo spazio adibito a loro fosse più piccolo allora si riuscirebbe a mantenere il controllo. Questa non è un’area verde fruibile ai cittadini, ma una masseria privata.

Lei cosa propone per migliorare la qualità del nostro parco?

Tempo fa fornii una bozza al Comune in cui spiegavo come riordinerei il parco. I punti rilevanti erano pochi ma decisivi. Per prima cosa eliminerei il pollaio e ridurrei lo spazio adibito agli animali per facilitarne la gestione. Ridimensionerei lo stagno e faciliterei il ricambio dell’acqua, per eliminare il cattivo odore. Inoltre proporrei un parco all’insegna dell’igiene e del decoro. Spenderei meglio i soldi dell’amministrazione comunale destinati alle aree verdi. I soldi utilizzati per la creazione della pista ciclabile, ad esempio, sono stati spesi malissimo, tutto quello che hanno fatto è stato distruggere il sistema radicale degli alberi. Inoltre, la zona in cui ci sono i muretti e le siepi, va rivista: o si realizzano muretti e siepi insieme, oppure va tolto tutto, e in questo modo si andrebbero a eliminare anche le barriere architettoniche.

E del servizio di pulizia cosa ne pensa?

Vige un cattivo servizio non controllato di chi è preposto a fare pulizia. Gli operai incaricati fanno finta di pulire, ma il problema più grave è un altro. Utilizzano i mezzi adoperati per la pulizia delle strade dell’intero paese e immaginate una volta giunti nel parco cosa sprigiona nell’aria, lasciano aloni di polvere dannosi sia per l’intera area verde sia per le persone che fanno ginnastica. Altrove queste cose non succedono. Non sono mezzi idonei a mantenere l’igiene, l’opera di pulizia deve essere fatta manualmente. Ma la questione igienica dipende anche dai cittadini incivili. C’è bisogno di più controllo. Le tre parole chiave che il Comune e chi si occupa del parco deve tener presente sono tutela, igiene e cura del verde. Tutte quelle cose che col parco non possono convivere devono essere eliminate.

Vuole dire qualcosa all’amministrazione comunale?

Cara amministrazione, la soluzione è una: chi governa la città deve guardare chi è proposto al lavoro e alla cura del verde pubblico, se fa il suo dovere e se ne ha la competenza. Questo è il vero problema di Noicattaro. Gli amministratori devono assumere chi è all’altezza di svolgere un determinato compito. Il parco comunale è di proprietà di qualcuno, o appartiene a tutti e deve essere tutelato?


[da La Voce del Paese del 5 Luglio]

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